Prandelli: "Orgogliosi ma ci vuole un cambiamento"

Prandelli: "Orgogliosi ma ci vuole un cambiamento"

All'indomani della sconfitta contro la Spagna, parla per l'ultima volta da Cracovia Cesare Prandelli

"Prima di entrare qui, c'erano pensieri non belli. Mi avete applaudito sinceramente e mai avrei pensato di ringraziarvi. Al di là delle opinioni ci vuole stima, umana. La critica come strumento violento è difficile da accettare, il mio stato d'animo in queste settimane era per questo, per questa critica violenta. Possiamo e dobbiamo essere orgogliosi di questa Italia, soddisfatti di questa squadra. Ho un'idea di calcio, l'applauso della stampa è la dimostrazione ci anche voi ci state credendo". Queste sono le prime parole del Ct della Nazionale Cesare Prandelli, che ha parlato in conferenza stampa prima del ritorno in Italia.

Secondo Prandelli il calcio può essere un veicolo per cercare di cambiare, visto che siamo un paese vecchio, con idee vecchie: "Siamo venuti agli Europei dicendo 'vogliamo cambiare' ed il risultato non deve essere condizionante per il cambiamento: fai due passi avanti e tre passi indietro. E' questo l'aspetto che preoccupa il mio lavoro. Serve la forza di crederci: anche se troveremo difficoltà, dovremo abbinare gioco e risultati. Abbiamo costruito una Nazionale con una mentalità di club, mi piace la personalità del presidente Abete: se vogliamo bene a questo movimento, dobbiamo cambiare, dobbiamo farlo e andare avanti". E lancia una frecciata : Prandelli sostiene che bisognerà programmare e valutare i giocatori che hanno la potenzialità di prendere il posto di ragazzi come Pirlo, ma come si fa a crescere nuove leve se non giocano a livello europeo?  "Noi vogliamo lavorare con loro, non vogliamo modificare i programmi, vogliamo verificare ogni due mesi circa la crescita dei ragazzi. Come ha fatto il settore giovanile, dobbiamo farlo anche noi. Se devo fare tre allenamenti ogni otto mesi, non so se sono all'altezza: sono un allenatore di campo, avrei la necessità di far crescere il movimento lavorando così, in questo modo".
 
"Ho letto che avrei dovuto avere rapporti con le società: io li ho con giocatori e allenatori. Abbiamo regalato un sogno all'Italia, partendo senza grandi aspettative. Nessuno ha condizionato la Nazionale, sono ragazzi seri e professionali. Con un gruppo che lavora sempre insieme, come la Juventus, prendi il meglio: sono arrivati con dedizione, con capacità di soffrire, devo fare i miei complimenti a Conte ed alla Juventus" - continua Prandelli. E si toglie un sassolino dalle scarpe: "Quando ho fatto le convocazioni, in tanti hanno messo in risalto che avessi chiamato mio figlio. E' un professionista, avevo bisogno di una persona che si integrasse col mio staff ed anche i giocatori l'hanno riconosciuto. Ci sono rimasto non male... Di più. Accetto la critica sportiva, sempre, ma quando attacchi la persona non l'accetto. E' venuto in ritiro con noi, domani parte col Parma, leggere certe cose mi ha fatto male, umanamente". E infine una piccola polemica sull'importanza a volte non data alla Nazionale: "Se giochiamo il 15 agosto con l'Inghilterra, la Supercoppa Italiana quando si gioca? Il 12 agosto... Dove giocano? A Pechino... Ci vuole sensibilità nei confronti della Nazionale, a nessuno frega niente degli Azzurri e tutti sono patrioti solo durante l'evento". Nonostante questo conferma la sua volontà di rimanere sulla panchina degli Azzurri.