Bilancio squadra per squadra della Premier League 2011/2012

Vi proponiamo un'analisi completa, squadra per squadra, della Premier League 2011/2012 conclusasi con il trionfo del Manchester City.

Bilancio squadra per squadra della Premier League 2011/2012
Bilancio squadra per squadra della Premier League 2011/2012

MANCHESTER CITY (89) - Il grande traguardo atteso dai tifosi del City da ben 44 anni è stato finalmente tagliato. Nonostante i pronostici favorevoli e l'inizio di stagione che faceva presagire un dominio assoluto, il Manchester City è riuscito ad aggiudicarsi il titolo soltanto all'ultima giornata, grazie ad una differenza reti migliore rispetto a quella del Manchester United. Per assistere al primo passo falso della squadra di Mancini, abbiamo dovuto attendere il 12 dicembre (2-1 contro il Chelsea). Prima di questa sconfitta, una cavalcata straordinaria impreziosita dalla larghissima vittoria nel derby all'Old Trafford per 1-6. Mese nero a gennaio con le sconfitte patite a Sunderland e a Liverpool contro l'Everton. Dopo la ripresa nel mese di febbraio e l'eliminazione a marzo dall'Europa League, arrivano le sconfitte contro Swansea ed Arsenal, prima della vittoria nel derby il 30 aprile, che di fatto ha consegnato il titolo ai Citizens. Il resto è storia.

Mancini ha compiuto un altro importante passo nella costruzione di una squadra vincente. Dopo aver vinto l'FA Cup lo scorso anno, quest'anno ha centrato il tanto atteso obiettivo del trionfo in campionato che mancava da troppi anni. Tra i giocatori che maggiormente si sono distinti in questa stagione vanno annoverati sicuramente Aguero e Silva nella prima parte e il ritrovato Tevez che nel finale di campionato ha giocato un ruolo importante nel restituire equilibrio ad un reparto che aveva smarrito la brillantezza di inizio stagione. L'obiettivo del prossimo anno sarà conquistare la Champions League.
 
MANCHESTER UNITED (89) - Visto svanire il sogno del 21° titolo nei minuti finali del torneo a causa della differenza reti, quello di quest'anno è stato a nostro parere lo United peggiore che Sir Alex Ferguson abbia allenato. Il manager scozzese, infatti, si è dovuto affidare alla vecchia guardia (Giggs, Scholes - quest'ultimo richiamato dopo che aveva deciso di ritirarsi - Rooney, che vecchio non è, ma già può essere considerato un senatore) per contrastare il City. Nonostante tutto la missione era quasi riuscita (e sarebbe stato un vero e proprio trionfo), se solo il QPR avesse retto la pressione del City per altri tre minuti.
Ferguson dovrà valutare attentamente il da farsi in sede di mercato estitvo. Le nuove leve quest'anno hanno dimostrato di non essere ancora in grado di sopportare il peso della maglia - a noi sembra più per deficit di personalità che tecnici - ed i tifosi pretendono che si torni a vincere subito; sarebbe troppo veder gioire di nuovo gli odiati cugini.
 
ARSENAL (70) - Per come si era messa la stagione (1 punto nelle prime tre partite, con la sconfitta per 8-2 subita contro il Manchester United), il terzo posto raggiunto dall'Arsenal - nonostante la distanza siderale che la separa dalle due di Manchester, deve essere ritenuto un successo. Campionato come sempre troppo altalenante fatto di alti (pochi, in verità e tra questi sicuramente la straordinaria performance di Robin Van Persie, già vincitore del Golden Foot) e di bassi (tanti, sia nei risultati che soprattutto nel gioco). Non possiamo non ricordare le romantiche settimane che hanno visto Thierry Henry vestire nuovamente la maglia dell'Arsenal, simbolo, questo, di come i Gunners vivano nel ricordo di un glorioso (recente) passato che non riescono ad emulare.
I punti di domanda sull'Arsenal che verrà sono sempre gli stessi: cambierà qualcosa? Vedremo mai una squadra (dalla mentalità) vincente? Il primo passo sarà quello di confermare Van Persie e attorno a lui si dovrà continuare (ancora) a costruire. La pazienza, però, non è infinita.
 
TOTTENHAM HOTSPURS (69) - Quest'anno sembrava davvero l'anno degli Spurs. Come sempre però, quello che doveva trasformarsi in un'annata da ricordare, ha dato frutti sostanzialmente anonimi, suggellati dall'amarezza di non poter partecipare neanche ai preliminari di Champions League, complice l'inaspettata vittoria del Chelsea sul Bayern, che relega gli Spurs all'Europa League. Il Tottenham, come ogni anno, ha regalato grande spettacolo in campo; è stata di gran lunga la squadra che ha espresso il gioco migliore (insieme al Newcastle, almeno nella prima parte di stagione) e che a livello tecnico-tattico meritava il titolo più di ogni altra. Purtroppo però, vuoi per inesperienza, vuoi per una sostanziale incapacità di Redknapp nel gestire la pressione del grande traguardo (e ci sentiamo di dire che è proprio questa la ragione per cui il Tottenham conclude con l'amaro in bocca ogni campionato) gliSpurs chiudono con meno di quanto avrebbero meritato. Niente Inghilterra per Redknapp, per lui solo Tottenham.
 
NEWCASTLE UNITED (65) - La favola del Newcastle sembrava essere realtà. Gioco spettacolare e brillante che si traduceva in vittorie sul campo e tanti punti in classifica. Giovani interessanti, tra cui Demba Ba attaccante completo ed instancabile macchina da goal. Poi, sul più bello tra novembre e dicembre solo due punti in sei partite, con le sconfitte contro City e Chelsea inframezzate dal pareggio all'Old Trafford che aveva fatto sognare i tifosi. Dopo, una lenta ripresa costellata di alti e bassi, che comunque non hanno impedito la qualificazione in Europa League.
 
CHELSEA (64) - Abbiamo detto molto della stagione schizofrenica dei Blues. Con Andrè "Mr. Hyde" Villas-Boas in panchina, il Chelsea era una squadra allo sbando. Un allenatore pagato 15 milioni di sterline e presentato come il nuovo Mourinho che avrebbe dovuto portare subito il Chelsea al trionfo in Premier, con una rosa che - oltre alla indiscutibile classe della vecchia guardia - non annoverava grandi nomi in rosa (eccezion fatta per Mata, che durante la mala gestio del portoghese è stato l'unico in grado di mostrare classe) e che ha dovuto adattarsi ad un sistema di gioco eccessivamente spregiudicato senza che i giocatori avessero avuto modo di metabolizzarlo. Ben diversi, invece, i risultati ottenuti sotto la guida di Roberto "Dr. Jeckyll" Di Matteo : double, FA Cup e Champions League, massimo trofeo continentale che Abramovich inseguiva da quando ha acquistato il Chelsea. Non dovrebbero esserci dubbi sul rinnovo contrattuale del "traghettatore" (e che traghettatore), eppure...
 
EVERTON (56) - La squadra di Moyes (e Moyes stesso) quest'anno sembravano spacciati e destinati a retrocedere. Tuttavia gli ottimi risultati della seconda parte del campionato hanno garantito un insperato settimo posto. L'Everton è stato protagonista di una delle partite più belle della stagione (4-4 contro lo United all'Old Trafford) ed ha acquistato un promettente attaccante: Nikica Jelavic.
 
LIVERPOOL (52) - Senza dubbio la grande delusione di questo torneo. Il biennale garantito a Dalglish dalla nuova proprietà, quale premio per la difficile stagione 2010-2011 non ha prodotto i frutti sperati e si è concluso con l'esonero del tecnico scozzese. A rendere meno amara una stagione che avrebbe dovuto regalare almeno la qualificazione in Champions League (questo l'obiettivo minimo richiesto dalla società), la vittoria in Carling Cup ai calci di rigore contro il Cardiff. Evidentemente non è stato abbastanza.
 
FULHAM (52) - Chiudere il campionato con gli stessi punti del Liverpool è una grande soddisfazione per una società che ogni anno deve pensare a salvarsi. Il difficile inizio di stagione è stato superato con il pareggio interno in rimonta (2-2) contro il Manchester City, ma è tra i mesi di dicembre e marzo (solo tre sconfitte) che il Fulham ha costruito la sua salvezza. Ed il Liverpool è stato battuto due volte.
 
WEST BROMWICH ALBION (47) - Roy Hodgson non siederà sulla panchina del WBA il prossimo anno. L'ormai ex manager del WBA ha infatti siglato un quadriennale che lo legherà alla panchina della nazionale inglese. Giusto premio per un allenatore che ha scritto una pagina importante della storia di questo club, consentendogli di raggiungere la più alta posizione di classifica nella sua storia in Premier League.
SWANSEA CITY (47) - Insieme al Norwich, la neopromossa Swansea ci ha regalato un campionato davvero entusiasmante, fatto di bel gioco e risultati inaspettati (tra cui la vittoria interne di misura sul City). Brendan Rodgers ha messo in campo una squadra giovane, ma che allo stesso tempo sembrava aver già calcato i campi di Premier League. Le due individualità più interessanti, Sinclair e Graham, insieme all'allenatore e alla sua squadra, dovranno confermarsi il prossimo anno; forse sarà proprio questa la vera sfida.
NORWICH CITY (47) - L'altra rivelazione del campionato è stata la neopromossa Norwich che è riuscita a concretizzare il sogno iniziato lo scorso anno con la promozione. Oltre a Paul Lambert, allenatore e fautore del miracolo sportivo, una nota di merito deve essere riservata a Grant Holt che a 31 anni, dopo una carriera passata nell'anonimato, ha conquistato il grande pubblico entrando nella storia del club (alla 100° gara con i Canaries ha siglato il goal del pareggio contro il Liverpool ad Anfield).
 
SUNDERLAND (45) - Per il Sunderland questa è stata una stagione molto travagliata (forse la più travagliata dal 2008/2009). Il pessimo inizio di campionato ha comportato l'esonero di Steve Bruce. La panchina è stata affidata poi a Martin O'Neill che ha condotto il club alla salvezza (gran parte frutto dei 13 punti nelle prime sei partite da allenatore). Non possiamo non ricordare la vittoria interna di misura sul Manchester City grazie alla rete di Dong-Won Ji nei minuti finali. Ci si aspetta molto da O'Neill nella prossima stagione.
STOKE CITY (45) - Difficile chiedere di più ad una squadra che ogni anno raggiunge l'obiettivo minimo, togliendosi anche qualche soddisfazione. A Tony Pulis si chiede sempre la salvezza e lui ogni anno non delde le aspettative, what else?
WIGAN ATHLETIC (43) - Sembrava una stagione senza speranze ed invece Roberto Martinez è riuscito in un vero e proprio miracolo sportivo. Dopo un inizio molto difficile (5 punti in 11 partite) e prestazioni disastrose che sembravano il prodromo di un sicuro ultimo posto, tra marzo e maggio la svolta che non ti aspetti: sei vittorie in dieci gare e salvezza conquistata. Per Roberto Martinez è tempo di una grande squadra: si parla di Liverpool, ma sono solo voci, per ora.
ASTON VILLA (38)  - Che sarebbe stata una stagione difficile, lo si era capito subito. La scelta di affidare la panchina ad Alex McLeish che aveva appena condotto gli storici rivali del Birmingham in Championship è stata presa in malo modo dai tifosi, non solo e non tanto per i rapporti tra McLeish e gli odiati rivali, quanto piuttosto per le scarse doti tattiche dell'allenatore scozzese, il cui gioco lento e prevedibile mal si conciliava con le aspettative dei Villans. Visto quello che si temeva, l'aver conquistato la salvezza rappresenta un grande successo.
 
QUEENS PARK RANGERS (37) - Il giocatore che maggiormente avrebbe dovuto imporsi ha deluso le aspettative di tutti. Stiamo parlando di Adel Taarabt, che eccezion fatta per alcuni lampi di bel gioco, non ha mai impressionato. La squadra ha deluso le aspettative, anche se obiettivamente da Warnock non si poteva pretendere più di quello che è riuscito ad ottenere. Hughes ha portato la squadra a salvarsi all'ultima giornata (forse più per demeriti altrui che propri) e per poco non si inseriva nella lotta per il titolo rovinando la festa al City. Djibril Cissé è stato senza dubbio l'acquisto che ha aiutato il QPR a restare in massima divisione. Il suo goal vittoria contro lo Stoke City all'89° ha dato un impulso decisivo alla conquista della salvezza.
BOLTON WANDERERS (36)  - Il Bolton ha lottato fino all'ultima giornata per restare in Premier League e per alcuni minuti sembrava avercela fatta. Il goal del WBA firmato da Morrison al 90°, nella gara giocata al Reebook Stadium e terminata 2-2 è sicuramente il grande rimpianto per gli uomini di Owen Coyle che proprio grazie a quei due punti in più (erano in vantaggio per 2-0), avrebbero potuto festeggiare la permanenza in Premier League.
BLACKBURN ROVERS (31) - Non è stato semplice per Steve Kean fronteggiare l'ira dei tifosi che da molti mesi ormai già erano rassegnati circa il futuro della loro squadra. Nelle settimane più calde di protesta fu il vescovo ad intervenire in sua difesa per calmare i sostenitori della squadra e al povero Kean venne anche assegnata una scorta. Il momento più alto della stagione dei Rovers resta la vittoria esterna maturata l'ultimo dell'anno sul campo del Manchester United, grazie alla rete di Yakubu. Una magra consolazione.
WOLVERHAMPTON ROVERS (25) - Fanalino di coda. Gran parte del "merito" è da ascrivere a Mick McCarthy, ma anche la sfortuna ha giocato un ruolo importante. La dirigenza credeva che Terry Connor avrebbe regalato loro un miracolo sportivo, ma così non è stato. Dal 1° luglio il nuovo allenatore sarà Stale Solbakken; una nuova sfida.
 
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