Il Chelsea non passa a Loftus Road: 0-0 col QPR

Primo pareggio per la squadra di Roberto Di Matteo. Dopo un inizio scoppiettante i ritmi calano e nessuna delle due squadre osa più di tanto. Continuano gli strascichi polemici del caso-Terry: Ferdinand non stringe la mano al capitano inglese e ad Ashley Cole

Il Chelsea non passa a Loftus Road: 0-0 col QPR
Anton Ferdinand rifiuta la stretta di mano di John Terry
QPR
0 0
Chelsea
QPR: Julio Cesar; Bosingwa, Nelsen, Ferdinand, Fabio (Onuoha min. 21); Wright-Phillips (Cissè min. 69), Granero, Faurlin, Park; Zamora, Johnson (Mackie min. 33)
Chelsea: Cech; Ivanovic, David Luiz, Terry, Cole; Mikel, Lampard; Ramires, Hazard, Bertrand (Moses min. 58); Torres (Sturridge min. 81)
ARBITRO: Andre Marriner. Ammoniti Ramires (min. 13), Bertrandt (min. 27)
NOTE: Loftus Road, 18.200 spettatori

Le premesse per i fuochi d'artificio c'erano tutte, ma lo spettacolo pirotecnico è durato poco più di un quarto d'ora. Del match tra Queens Park Rangers e Chelsea si ricorderà più la mancata stretta di mano tra Ferdinand e Terry che quanto si è visto in campo. Lo scialbo 0-0 cede il passo, infatti, a ciò che si vede ancor prima del fischio d'inizio. 

Il caso Ferdinand-Terry tiene banco sin dalla vigilia e non delude le aspettative delle telecamere. L'ex capitano inglese porge la mano a Ferdinand al momento dei saluti, ma il giocatore degli Hoops la rifiuta e fa altrettanto con Ashley Cole, colpevole illo tempore di aver testimoniato a favore del compagno di squadra, contribuendone all'assoluzione dalle accuse di razzismo. A Loftus Road il gioco vero si vede per meno di metà tempo: gli uomini di Di Matteo cercano la porta per vie centrali palla a terra, quelli di Hughes prediligono tagliare il campo alzando la sfera e muovendosi lungo le direttrici esterne. Dopo 4 minuti la non tanto vecchia conoscenza italiana Julio Cesar - al suo esordio in campionato con la nuova maglia - dimostra di non aver perso il senso della posizione e chiude la saracinesca in faccia a Hazard con un grande intervento di piede. Al 15' anche Cech scalda i guanti con una facile parata a terra su Zamora, ma ci vuole ben altro per creare grattacapi alla retroguardia ospite. Il Chelsea inizia a prendere in mano il pallino del gioco e al 16' ci vuole ancora un iper-reattivo Julio Cesar per sbarrare la strada alla gran giocata nello stretto di Torres, che si libera tra due avversari e lascia partire un destro ravvicinato. Sarà l'unica fiammata degna di nota dello spagnolo.

Inspiegabilmente nervosi i blues: Ramires prima e Bertrand poi si prendono un giallo a testa per interventi tanto duri quanto inutili, in zone tutt'altro che nevralgiche dell'azione. Ad aizzare gli animi ci mette il suo il fischietto 41enne Marriner: nel giro di pochi minuti sono tre gli interventi dubbi in area del QPR e la trattenuta rugbystica di Nelsen su Terry meritava di essere punita con un calcio di rigore. Huges mastica amaro: dopo 30 minuti perde per infortunio sia Fabio da Silva (dentro l'ex Manchester City Onuoha), sia Johnson, che si fa male da solo e cede il posto in campo a Mackie. Non c'è acqua a Londra, ma le polveri della partita si bagnano ugualmente. Il match inizia a ristagnare a centrocampo e l'unico brivido dell'ultimo quarto d'ora della prima frazione è una punizione di Granero, controllata sul fondo senza patemi da Cech.

Nella ripresa parte meglio il QPR: al 49' Mackie prova a sorprendere Cech dalla breve distanza, al 55' Park divora il gol del vantaggio. Granero mette in mezzo una palla illuminante dalla tre quarti per la testa del coreano, ma la finalizzazione è poco più di un retropassaggio. L'inerzia della partita passa in mano agli uomini di Hughes, Di Matteo lo capisce e prova a scuotere i suoi: fuori l'evanescente Bertrand per il fisicamente debordante Moses. Fiammata Chelsea al 66': cross tagliato di Hazard, Ivanovic gira alle spalle del marcatore e di testa per poco non batte Julio Cesar sul suo palo. Il 21enne belga è decisamente il più pimpante dei suoi, e lo dimostra due minuti dopo: gran pallone rubato a centrocampo dai piedi di Onuoha, assist per Torres lanciato in corsa, ma il Niño invece di concludere a rete ci mette un dribbling di troppo e perde l'attimo buono per fulminare Julio Cesar.

Hughes gioca l'ultima carta, dentro Cissè per Wright-Phillips. Botta e risposta al 76': Mikel sbaglia clamorosamente un retropassaggio e serve Zamora, che tutto solo davanti a Cech spreca, quasi incredulo dell'assist involontario da parte del difensore del Chelsea; sul ribaltamento di fronte Moses scarica il destro sul primo palo, Julio Cesar mette il timbro su una prestazione da man of the match. Cambia anche Di Matteo, fuori l'inesistente Torres e spazio a Sturridge. Ed al minuto numero 86 è il migliore dei blues a divorare il colpo del ko: ottima iniziativa di Moses che guadagna il fondo e serve un pallone basso arretrato, invitantissimo. Hazard apre troppo il piatto del piede e sparacchia in curva un pallone da tre punti.

Il fischio finale non scontenta nessuno: tanto il QPR quanto il Chelsea ci hanno provato troppo poco per poter recriminare sul risultato finale. Il QPR mette in cassaforte il secondo prezioso punto in classifica, per il Chelsea è il primo pareggio dopo tre vittorie consecutive. Ma a Di Matteo, ripensando ai dubbi su quegli interventi da rigore nel primo tempo, non sarebbe certo dispiaciuto portare a casa un Italian Job.