Sporting Lisbona-Athletic Bilbao, occasione per entrare nella storia

Allo stadio José Alvalade di Lisbona va in scena la semifinale d'andata tra i biancoverdi di Sa Pinto e i baschi agli ordini di Bielsa. L'Athletic, con il dubbio Muniain, si affiderà alla vena realizzativa di Llorente, che sfida a distanza il bomber olandese Van Wolfswinkel.

Sporting Lisbona-Athletic Bilbao, occasione per entrare nella storia
Reuters
Sp.Lisbona
Ath.Bilbao / 21.05

L’avventura bilbaina non è cominciata proprio con il piede giusto: l’aereo che martedì sera avrebbe dovuto portare gli uomini di Bielsa dall’aeroporto di Loiu a quello di Lisbona, causa problemi tecnici, tarda  di due ore. Conseguenza? Los Leones costretti alla permanenza nella sala di imbarco. Che noia! E infatti i giocatori passano il tempo come possono. Spicca una foto che Muniain pubblica sul suo profilo Twitter: abbracciato ad Amorebieta con occhiali da sole stile Blues Brothers. Già, gli occhiali da sole. Non un vezzo, non una frivola imitazione: l’uveite all’occhio sinistro non è ancora stata smaltita del tutto. Questo potrebbe essere l’unico vero problema del Loco. Privarsi del “Messi basco” non lo riempie di gioia, anche perché 4 dei 5 gol in Europa League li ha segnati lontano dal San Mamés,  e in conferenza stampa preferisce non sbilanciarsi: Muniain è “in dubbio”. All’erta Ibai Gomez, sostituto più probabile. Scalpita anche capitan Gurpegi, convocato per la prima volta dopo una lunga assenza dai campi a causa del grave infortunio ai legamenti che lo aveva colpito il 23 ottobre scorso contro il Valencia al Mestalla, ma verosimilmente non prenderà parte alla gara. O perlomeno non lo farà dall’inizio. Chi si accomoderà in tribuna è sicuramente Javi Martinez, squalificato; al suo posto il “solito ripiego” Ekiza. L’aereo, in fin dei conti, carica giocatori e staff dell’Athletic Bilbao e, proprio quando atterra a Lisbona, arriva la notizia del 2-1 bavarese ai danni dei “rivali centralisti” del Real Madrid. Le fonti vicine ai rojiblancos raccontano di espressioni di gioia: non va dimenticato che alcuni bilbaini sono stati alle dipendenze di Joseph Heynckes durante il suo secondo mandato (2001-2003) sulla panchina dell’Athletic.

Accantonato il piccolo siparietto dedicato all’allenatore del Bayern Monaco, i baschi si concentrano subito per la sfida del Josè Alavalade. Iturraspe non si nasconde: “Siamo fiduciosi, come sempre”. Gli fa eco Urzaiz, grande bandiera del recende passato dell’Athletic: “Un pronostico? 0-1, sarebbe il risultato ideale”. Continua poi il perno del centrocampo bilbaino: “Ci dicono di essere privi di esperienza in Europa League, ma non dimentichiamoci che tra le nostre fila ci sono giocatori campioni del mondo (Sudafrica 2010), altri campioni europei Under 21 (Danimarca 2011), altri ancora che hanno giocato nella finale di Copa del Rey”. Insomma, nessun timore reverenziale, nessuno svantaggio dalla millantata inesperienza in campo europeo, Bielsa sa che l’avversario è “aggressivo”, ma sa bene anche di potersela giocare. Non solo. Stampa e bookmakers indicano l’Athletic come forte indiziato a passare il turno, ma mister Sa Pinto ha qualcosa da ridire: “L’Athletic non è solo Llorente, esprime un gran gioco collettivo, con intensità e ritmo altissimo; tuttavia non penso sia già in finale: siamo umili e dobbiamo lavorare con serietà non dobbiamo perdere la nostra identità, credo nella nostra qualità”.

La qualità portoghese, per l’appunto. Izmailov, Matias Fernández e Capel sono in grado di fornire a ingenti quantità. Chi ne dovrebbe beneficiare, schierato come terminale offensivo davanti a loro, è l’olandesino d’oro Van Wolfswinkel, miglior marcatore europeo dei lusitani, a quota 5 gol. La diga di centrocampo dovrebbe essere formata dall’ex Az Alkmaar Schaars e dal difensore riadattato mediano Carriço, l’uomo giusto per dare sostanza in mezzo al campo e per coprire il quartetto che gli agisce davanti. I centrali difensivi, entrambi carioca, saranno l’esperto Ânderson Polga, rispolverato da Sa Pinto, e Xandão. Ai loro lati toccherà a Pereira e Insuà il difficile compito di badare a Muniain (se dovesse giocare) e Susaeta, e garantire quella spinta necessaria per creare la superiorità numerica e causare qualche problema alla retroguardia biancorossa. Non si dimentichi il dodicesimo uomo in campo per i portoghesi. Non è il tifo, come poco originalmente si usa dire; niente polemiche, non è nemmeno l’arbitro svedese Jonas Eriksson; il valore aggiunto dello Sporting si chiama riposo. L’ultima partita dei portoghesi risale infatti al 9 aprile scorso, che ha visto i ragazzi di Sa Pinto confrontarsi – e vincere per 1-0 - con gli eterni rivali del Benfica. 10 giorni di riposo che i baschi non hanno il privilegio di condividere.

L’Athletic, seguito a Lisbona da 3.000/4.000 fedelissimi tifosi, dovrebbe schierare la solita formazione (Javi Martinez a parte). Spazio a Iraizoz tra i pali dunque, coperto dalla linea difensiva composta da Iraola, Ekiza, il “basco venezuelano” Amorebieta e il talentuoso Aurtenetxe (nell’orbita interista, come altri compagni di squadra); Iturraspe sarà il perno di centrocampo, supportato dai mobilissimi Ander Herrera e De Marcos, pericolosissimo nei suoi inserimenti; il trio offensivo vedrà Susaeta agire sulla destra, Muniain (o Ibai Gomez) a sinistra e el Rey León Fernando Llorente, arma letale nell’area di rigore avversaria.Bielsa proprio non riesce a digerire il turn-over, tanto meno in una gara così importante, che può consegnare i baschi “alla Storia”, concetto ripetuto da Urzaiz e da tanti giornalisti. A proposito di storia, per trovare l’unico precedente tra le due squadre risale all’edizione 1985/86 della Coppa Uefa: l’andata alla Catedral terminò 2-1 per i baschi, ma il ritorno a Lisbona vide rovesciare le sorti di quel terzo turno della Coppa con un 3-0 secco in favore dello Sporting. Dopo un quarto di secolo, l’Athletic ha tutte le intenzioni di “vendicarsi”.


Di seguito le probabili formazioni:

Sporting Clube de Portugal - SAD 4-2-3-1 football formation         Athletic Club 4-3-3 football formation