Al José Alvalade non si passa, il primo round va allo Sporting

Lo Sporting Lisbona si conferma letale tra le mura amiche: 7 vittorie su 7 partite giocate al José Alvalade. All'Athletic, sulle gambe, non basta il gol del vantaggio di Aurtenetxe: ci pensano Insúa e Capel a non deludere il pubblico di casa.

Al José Alvalade sono pervenuti 5.000 tifosi baschi. Il dato offre subito pane per i denti della statistica: mai una tifoseria ospite aveva occupato così tanti seggiolini in una trasferta europea nella tana dello Sporting. Dalle tribune spicca qualche striscione dedicato a Piermario Morosini: la vicenda ha scosso anche gli animi sportivi fuori dai confini italiani. I cori inesauribili che si alzano dagli spalti non lasciano spazio ad altre interpretazioni: si comincia a respirare l’aria di Bucarest, siamo al giro di vite. Nello Sporting dà forfait il trequartista Matias Fernández, che Bielsa ha allenato durante l’esperienza sulla panchina della selezione cilena. Sa Pinto dal canto suo può vantare una militanza triennale nella Real Sociedad, squadra basca di Donostia-San Sebastián, e conosce bene l’Athletic avversario di tanti derby.

SPORTING, CHE VERVE!– Che il tecnico portoghese sappia bene con chi ha a che fare lo si intuisce già dai primissimi minuti: lo Sporting mette in campo un’aggressività micidiale, un pressing forsennato non permette ai baschi di giocare palla come vorrebbe Bielsa, che dalla panchina sbuffa indispettito. Al 4’ Insúa scalda i guantoni a Iraizoz con una botta micidiale su palla ferma. I bianco verdi replicano al 9’, quando André Martins innesca Pereira nello spazio, cross arretrato a premiare il movimento ad elastico di Van Wolfswinkel, ma il destro dell’olandese sibila vicinissimo al palo. L’Athletic è in affanno, non riesce a mettere ordine ed è costretto ad inseguire i lusitani. De Marcos, in maniera un po’ ingenua, è costretto ad usare le cattive con Insúa e si becca il giallo che  gli costa la gara di ritorno.

Al 12’ l’occasione più nitida del primo tempo rojiblanco: Susaeta dalla bandierina trova la testa di Llorente, ma la palla si impenna sopra la traversa. Pereira a destra e Insúa a sinistra hanno vita facile in fase difensiva: Susaeta e Muniain (forse condizionato dal fastidio all’occhio) non sembrano essere nella serata migliore e i due laterali possono dedicarsi alla spinta. La serata dell’Athletic si specchia perfettamente nei due tiracci da fuori area, senza pretese, che non creano alcun pericolo alla porta difesa da Rui Patricio. Lo Sporting è frizzante e in ripartenza rischia di fare male: al 35’ André Martins serve Pereira, ma la sua fucilata trova solo il palo esterno. Nel finale della prima frazione di gara la trama non cambia: i portoghesi si affacciano costantemente nella metà campo bilbaina. E se al 43’ la mira di Van Wolfswinkel è da rivedere, nei secondi conclusivi è la buona sorte a salvare Iraizoz. Ripartenza fulminante dello Sporting, Capel allarga per Insúa, ma l’argentino inciampa al momento della conclusione da posizione favorevole. E si va al riposo.

RIPRESA SCOPPIETTANTENessun cambio al rientro dagli spogliatoi, i due tecnici si affidano agli stessi uomini, malgrado la forte necessità – soprattutto per l’Athletic – di forze fresche. Gli eventi sembrano però dare ragione al Loco Marcelo Bielsa: i baschi alzano il baricentro, allargano il gioco e mettono in difficoltà uno Sporting forse adagiato dopo il predominio dei primi 45 minuti. Alla prima vera occasione, l’Athletic passa in vantaggio. Punizione sulla destra di Susaeta, Insúa ci mette la testa, ma non va al di là di una incauta spizzata che favorisce la zampata di Aurtenetxe, rapace in mezzo all’area di rigore. 0-1. I biancorossi ora acquistano coraggio, provano subito a raddoppiare e pigiano forte sull’acceleratore. Ander Herrera innesca l’inserimento di De Marcos, il numero 10 basco di gira nello stretto, ma trova solo il calcio d’angolo; che può costare caro allo Sporting: batte Susaeta, Polga ribatte centralmente causando la disperazione di ogni allenatore dei Pulcini, in ogni parte del mondo. Amorebieta calcia a botta sicura, ma il pallone si stampa sul palo alla destra di Rui Patricio. Anche Izmailov finisce sul tabellino dei cattivi: era diffidato, salterà il ritorno al San Mamés. Al 68’ Susaeta va vicino al colpo da biliardo quando viene pescato da un cambio di gioco con il contagiri di capitan Iraola, ma il suo lob di testa termina alto di poco, causando più di qualche brivido ai 50mila del José Alvalade. Qualcuno deve aver gettato del fosforo sul terreno di gioco: ora sale in cattedra lo Sporting. Van Wolfswinkel al 69’ si mangia il gol del pari quando incrocia troppo l’incornata su cross al bacio di Izmailov, ma è solo questione di minuti.

E infatti, 7 giri di lancette più tardi, su una respinta poco convinta della difesa dell’Athletic, Insúa trova l’incornata su controbalzo. Iraizoz in controtempo non si può opporre e il pallone finisce in rete. I Leones sono in gabbia e all’80’ si devono piegare davanti ai padroni di casa. Izmailov procede indisturbato verso l’area di rigore, nessuno esce in pressione e il russo è libero di cedere palla ad un altrettanto indisturbato Diego Capel, che esplode un sinistro preciso all’angolino. Ed esplode anche la Lisbona biancoverde, che nei minuti finali si mangia le mani quando vede uscire di poco una cannonata del neoentrato Carrillo. Il 3-1 avrebbe consegnato mezza finale nelle mani dei portoghesi. Eriksson fischia 3 volte e manda tutti a fare la doccia. Si sa, sotto il getto d’acqua affiorano sempre pensieri importanti. Riflettano i giocatori dell’Athletic, riflettano su come ribaltare le sorti della semifinale, alla Catedral, davanti al calore dei propri tifosi, nel cuore del Paese Basco.