Athletic-Sporting a viso aperto

Athletic-Sporting a viso aperto

I portoghesi partono dal vantaggio di 2-1 strappato tra le mura amiche. I baschi non rinunciano alla propria identità di gioco e vanno a caccia del gol-qualificazione. In palio c'è un posto nella finale di Bucarest e il sogno di entrare nell'albo d'oro

Ath.Bilbao
Sporting / 21.05

Niente remuntade, nessuno deixarà la pell. A Bilbao non hanno né i mezzi né lo stile per diffondere discutibili video con i propri giocatori incipriati a caricare le folle. E poi, fuori dai denti, non porta neanche bene. Lo si è visto con il Barcellona del 2010, eliminato in semifinale dall'Inter di Mourinho, e lo si è visto molto bene anche nei giorni scorsi, quando blaugrana e blancos hanno salutato con rammarico la Champions, nonostante si sentissero già immodestamente padroni di cambiare facilmente l'esito delle partite d'andata. Quello che però accomunerà tutte queste gare con Athletic Bilbao-Sporting Lisbona, sarà la bolgia dello stadio. Sold out al San Mamés, che si tingerà di rojiblanco per spingere il leoni baschi all'obiettivo di ribaltare il 2-1 in Portogallo. E' vero che sia con lo United che con lo Schalke04, gli uomini di Bielsa hanno messo in cassaforte il passaggio di turno grazie alle vittorie esterne, ma non va dimenticato che l'Athletic ha affrontato, in casa, il ritorno dei sedicesimi di finale con la Lokomotiv Mosca partendo da un passivo proprio di 2-1. La preoccupazione più grande dello Sporting è subire una rete: passare in svantaggio sarebbe una mazzata, contando che con l'1-0 sarebbero i baschi a staccare il biglietto per Bucarest. Va da sé che l’impresa non sia di quelle impossibili: dunque nessun proclama di remuntade, ma la consapevolezza che, usando le parole di Bielsa, “l’Athletic manterrà il suo stile di gioco, qualsiasi cosa succeda; l’appoggio del San Mamés sarà fondamentale”.

IL PRECEDENTE STORICO – Mentre lo Sporting alle competizioni europee ci ha fatto il callo, l’Athletic non gode di un passato recente tanto esaltante in competizioni internazionali. L’eventuale accesso alla finale di Europa League, permetterebbe ai Leones di bissare l’unica altra finale della sua storia. Era l’edizione 1976/77 della Coppa Uefa e, dopo aver anche eliminato il Milan agli ottavi di finale, i baschi contendettero il trofeo con la Juventus. La finale si svolgeva ancora in due turni, andata e ritorno. Il 5 maggio al Comunale di Torino la Juve vinse 1-0 con rete di Tardelli. Alla Catedral non bastò il 2-1 (reti di Irureta e Carlos per l’Athletic, di Bettega per i bianconeri): grazie al gol in trasferta la Juventus aggiunse la coppa disegnata da Silvio Gazzaniga alla propria bacheca.

IL TUTTO PER TUTTO – A Bilbao devono risolvere due problemi: il gol da recuperare e l’assenza per squalifica di Oscar De Marcos, giocatore fondamentale nel modulo del Loco. In che modo? Semplice e diretto, come lo è stato Bielsa in conferenza stampa; una soluzione chiama l’altra: Muniain – recuperato dal problema all’occhio sinistro – a fare il ruolo di De Marcos, e Ibai Gomez alto a sinistra dal primo minuto. Se poi si pensa alle sgroppate di Aurtenetxe, è ben chiaro a tutti come la volontà sia quella di offendere. A sinistra, come a destra. E infatti la corsia di capitan Iraola e il talentuoso Susaeta non lesina certo sugli attacchi. Il maggior indiziato a buttarla dentro è però sempre lui, Fernando Llorente: 17 gol in Liga, 6 in Europa League e 5 in Copa del Rey. Già così com’è, il bottino è da bomber vero. Ma nel Paese Basco sperano che il “fattore L” colpisca ancora. A garantire l’equilibrio sarà Iturraspe, chiamato come di consueto a fare da schermo davanti al duo difensivo composto da Javi Martinez ed Amorebieta. L’Athletic dovrà prestare molta attenzione a commettere falli: Muniain, Iturraspe, Ander Herrera e San José sono diffidati e con un giallo salterebbero la finale. La preoccupazione di farsi ammonire potrebbe essere un punto a favore dei portoghesi

IZMAILOV NIET – Come l’Athletic non potrà contare su De Marcos, anche lo Sporting Lisbona dovrà rinunciare ad una pedina fondamentale del proprio scacchiere. All’andata il russo Izmailov ha rimediato l’ammonizione che gli è costata la squalifica. Il posto vacante nell’undici titolare, sulla linea dei tre trequartisti che agiranno alle spalle della punta di diamante Van Wolfskwinkel, si giocano il posto in tre: Carrillo, André Martins e l’ex Barça Jeffrén. Il favorito è il peruviano, che andrebbe a posizionarsi a sinistra, con la relativa scalata a destra di Diego Capel, autore del gol vittoria al José Alvalade. A completare il trio di supporto al terminale offensivo, scenderà in campo Matías Fernández, che Marcelo Bielsa ha allenato nella Nazionale cilena. Uno dei punti di forza di Sa Pinto è l’apporto alla manovra offensiva e la velocità in contropiede diPereira e Insúa, stantuffi instancabili sulle corsie laterali. L’olandese Schaars e l’ormai ex terzino Carriço copriranno il muro difensivo composto da Xandão e dal capitano Ânderson Polga.

TIMORE (INFONDATO?) PER GLI SCONTRI – La “Comisión Estatal contra la violencia, el racismo, la xenofobia y la intolerancia en el deporte” si è resa protagonista di una presa di posizione perlomeno strana. Memore dei tafferugli dopo la gara con lo Schalke04, duranti i quali il 28enne Iñigo Cabacas fu ucciso da un proiettile di gomma della polizia, la commissione ha dichiarato la partita tra Athletic e Sporting “ad alto rischio”. Tuttavia sul web circola un video che dimostri come i tifosi dello Sporting, al termine del match di andata, abbiano lanciato uno striscione ai tifosi rojiblancos che ricordava proprio il giovane Iñigo Cabacas. Di tutta risposta i baschi hanno ringraziato a suon di cori i supporter portoghesi per il gesto di grande e gradita solidarietà.

Di seguito le probabili formazioni:
 

Athletic Club 4-3-3 football formation Sporting Clube de Portugal - SAD 4-2-3-1 football formation

Il video dell'omaggio dei tifosi dello Sporting ad Inigo Cabacas: