L'Athletic a Bucarest per coronare il sogno basco

L'Athletic a Bucarest per coronare il sogno basco

L'Athletic Bilbao, dopo aver eliminato avversari illustri quali il Manchester United, lo Schalke04 e lo Sporting Lisbona, è finalmente giunto in finale. In tanti indicano i baschi come i favoriti, ma gli uomini di Bielsa dovranno giocarsela con l'Atletico Madrid, per un appassionante derby biancorosso.

Atl.Madrid
Ath.Bilbao / 20.45

L’ultima volta che le gabarras, tipici barconi piatticarichi di tifosi bilbaini festanti, hanno solcato le acque del fiume Nervión, l’Athletic si coronò campione di Liga e di Copa del Rey. Era il 1984 e nel capoluogo basco e un secondo Nervión rosso e bianco invase ogni centimetro quadrato della città. A Bilbao, potete metterci la mano sul fuoco, non vedono l’ora di rispolverare gabarras e antiche emozioni. L’Athletic è in finale, a Bucarest. Ma stasera la magia zurigorri abbatte le distanze: la Romania confina con l’Euskadi. Perché se allo stadio National Arena sono attesi circa 13mila baschi, altri 40mila occuperanno i seggiolini del San Mamés per assistere alla finale attraverso maxischermi montati per l’occasione. Insomma, Bilbao è pronta a scoppiare. E ne hanno ben donde: l’unica finale dell’Athletic non andò per il verso giusto. Ancora con la formula andata-ritorno, i Leones fronteggiarono la Juventus guidata da Giovanni Trapattoni; il 4 maggio 1977, al Comunale di Torino, i bianconeri si imposero per 1-0, grazie al gol di Marco Tardelli. Il 18 maggio non bastò il 2-1 della Catedral (reti di Irureta e Carlos per i baschi, di Roberto Bettega per la Juve): il trofeo sbarcò in Italia.

NUMERI E STORIA – Athletic Bilbao da una parte, Atletico Madrid dall’altra. E pensare che i colchoneros nacquero nell’aprile del 1903 per mano di alcuni studenti baschi stanziati nella capitale, con l’intenzione di creare una succursale dell’Athletic. Fu solo nel 1921 che i madrileñi decisero di troncare i rapporti con i bilbaini, sancendo quel divorzio che ha creato inevitabilmente una accesa rivalità, alimentata dal contrasto tra indipendentismo basco e centralismo di Madrid. Se Llorente, da buon euskaldun, sente propri questi valori, chissà se Falcao sarà stato catechizzato a dovere?! Quel che è certo è che i due attaccanti avranno fame di gol: el Rey León ha gonfiato la rete 7 volte in Europa League contro le 10 marcature del colombiano (capocannoniere dell’Europa League in coabitazione con Huntelaar), ma Llorente può vantare 5 gol in carriera contro l’Atletico. Fame, come quella dei due condottieri: el Loco Bielsa, el Cholo Simeone. Mai un allenatore argentino ha conquistato la ex Coppa Uefa. Inevitabilmente accadrà stasera. Le due squadre si sono affrontate ben 150 in Liga: l’Athletic si è imposto 59 volte contro le 64 dell’Atletico.

LA VIGILIA DI BILBAO – “Non si può pensare di celebrare alcunché prima ancora di aver vinto” ha dichiarato Andoni Iraola in conferenza stampa. Il capitano dice di voler coronare questo sogno, ma per farlo sarà determinante il fattore mentale: “Dobbiamo giocare con tranquillità, coscienti che tutto questo è importante per noi e per la tifoseria. Il Madrid è pericoloso in contropiede? Noi cerchiamo di fare sempre il nostro gioco, se ci lasciano la gestione della palla, tanto meglio”. La pensa allo stesso modo mister Bielsa: un po’ di timore per il contropiede, ma anche il Loco non vuole rinunciare alle caratteristiche della sua truppa. “Ci indicano come favoriti? Se è così – risponde Bielsa –, cercheremo di sfruttare la situazione per regalare ai tifosi quello che si aspettano da noi”. I giornalisti di As hanno raggiunto anche un ex di lusso: Andoni Goikoetxea, bandiera dell’Athletic (in campo nell’andata della finale del ’77 con la Juventus) che terminò la carriera nei colchoneros. Il suo pronostico: “Non so se l’Athletic è favorito – commenta El Gigante de Alonsotegui–, ma i baschi hanno grandi possibilità di alzare il trofeo”.

QUI ATHLETIC – Le chiacchiere possono riempire giornali, radio e siti internet. Ma chi determinerà l’esito della finale sono i 22 in campo. Marcelo Bielsa, che durante la stagione mai ci ha abituato al turn-over, sabato scorso con il Getafe ha tenuto a riposo gran parte dei giocatori che hanno tirato la carretta per tutta la stagione. Va da sé che, naturalmente, stasera scenderanno in campo i titolari. Tra i pali Iraizoz, che si è allenato a calciare i rigori: che il numero 1 basco sia uno dei rigoristi, qualora non bastassero 120 minuti per decretare il vincitore? Iraola e Aurtenetxe avranno il compito di vigilare le bande laterali, non lesinando le loro tipiche e devastanti proiezioni offensive. Javi Martinez, elegante centrocampista riscoperto difensore da Bielsa, ed Amorebieta completeranno il muro basco. Davanti a loro, come sempre, giostrerà il perno Iturraspe, uno dei grandi inamovibili protagonisti della rivelazione Athletic. Al suo fianco Ander Herrera e De Marcos, 23enni centrocampisti in grado di alternare una prodigiosa interdizione ad inserimenti micidiali. E là davanti? Se Llorente occuperà sicuramente la zona centrale dell’attacco zurigorri, sugli esterni sono pronti i talentuosi Susaeta e Munian, il “Messi basco”. Il loro continuo movimento e i loro incroci imprevedibili saranno due punti di forza di cui l’Athletic si servirà per scardinare la difesa madrileña.

ATLETICO MADRID SENZA TIAGO – Con Tiago squalificato in seguito alla rissa al termine della semifinale al Mestalla, Simeone dovrà mettere una pezza nel centrocampo colchonero. A sostituire l’ex juventino ci sarà Mario Suarez, che affiancherà Gabi (ex compagno di squadra di Ander Herrera, al Real Saragozza) in mediana per coprire le spalle al trio di fantasisti: Adrián López (8 gol per lui in questa Europa League), Diego e Arda Turan. Terminale offensivo, se ci fosse bisogno di ripeterlo, Radamel Falcao. Il portiere belga Courtois presidierà la porta con l’appoggio della difesa composta da Juanfran, Miranda, Godín e Filipe Luis.

Di seguito, le probabili formazioni:

C. Atlético Madrid S.A.D. football formation Athletic Club football formation