Pm Di Martino: "L'inchiesta prosegue"

Nella conferenza stampa svoltasi alla Procura della Repubblica di Cremona, il pm Di Martino espone l'operazione svoltasi nelle prima ore della mattinata e che ha portato all'arresto dei calciatori Milanetto e Mauri, oltre all'iscrizione nell'albo degli indagati di Conte, Criscito e del Presidente del Siena Mezzaroma.

Pm Di Martino: "L'inchiesta prosegue"
Reuters Pictures

Le notizie si rincorrono in questa difficile mattinata per il calcio italiano, l'ennesima da quando l'inchiesta della Procura di Cremona "Last Bet" ha iniziato a mietere le sue colpevoli vittime. Ecco perchè la conferenza stampa organizzata, e conclusasi pochi minuti fa, da parte del pm Di Martino con la collaborazione del direttore dello Sco Gilberto Caldarrozzi, è stata assolutamente necessaria per capire realmente il quadro d'insieme di tutta l'operazione che ha portato all'arresto di 19 persone, tra cui i calciatori Mauri e Milanetto, ed all'iscrizione nell'albo degli indagati di Criscito, Conte ed il Presidente del Siena Mezzaroma. "L'operazione è stata eseguito con grande collaborazione da parte delle forza dell'ordine di più zone del territorio italiano e con la piena collaborazione anche di magistrature estere, tanto che cinque arrestati si trovano in Ungheria" afferma Di Martino, sottolineando la forte caratura internazionale di tutto il sistema scommesse e dando rilievo al peso avuto dagli ungheresi in alcune combine: "Il gruppo degli ungheresi hanno in parte sostituito quello degli Zingari, ancora comunque non totalmente smantellato, ed abbiamo le prove di una loro influenza e presenza sul territorio italiano con diverse partite di Serie A combinate da questi soggetti, tra cui Lecce-Lazio, Bari-Sampdoria ed un Lazio-Genoa".

Chiaramente i riflettori sono però accesi sui blitz avvenuti a Coverciano ed al domicilio di Antonio Conte, effettuati sia per svolgere delle perquisizioni che per consegnare degli avvisi di garanzia a Criscito ed all'attuale allenatore della Juventus. Su questi eventi Di Martino è molto chiaro però, cercando di diminuire il clamore: "non enfatizziamo eccessivamente il blitz a Coverciano, è un problema che riguarda soltanto Criscito e non altri giocatori. Del resto non va enfatizzato nemmeno il ricevimento da parte di certi soggetti dell'avviso di garanzia: questo è uno strumento a garanzia degli indagati, non uno strumento di condanna. Gli indagati non sono già condannati e questo troppo spesso in Italia viene dimenticato. Criscito dunque può partecipare tranquillamente all'Europeo". Nonostante questo però, a Coverciano, alla ripresa degli allenamenti, Criscito era comprensibilmente assente dal campo.

Di Martino spiega nei particolari l'operazione, partita dalla provata presenza sul territorio italiano di scommettitori organizzati come gli ungheresi ed un gruppo svizzero che si affianca costamente al lavoro sporco degli slavi, con un flusso di denaro costante che permette di ipotizzare anche un reato di riciclaggio. Focalizzandosi però sul campionato italiano, tante sono le partite sotto la lente della Procura: "Come detto sono diverse le partite che ci hanno portato ad effettuare l'operazione di stamattina, ad esempio su Lecce-Lazio 2-4 c'è una vera e propria sovrabbondanza di elementi. Le perquisizione effettuate si riferiscono a queste partite, tra cui almeno otto gare del Siena ed è per questo che sono stati coinvolti giocatori, tecnici e dirigenti della società come Antonio Conte e il Presidente Mezzaroma" ha continuato a spiegare Di Martino, il quale non ha voluto commentare le dichiarazioni rilasciate in settimana da Buffon, il quale aveva dichiarato che gli accordi per non farsi troppo male, non calcio, esistono: "Ognuno può dire ciò che vuole, non commento...so solo che per Lecce-Lazio il guadagno dalle scommesse sarebbe stato di 2 milioni di € dei quali, 600 mila sarebbero stati impiegati per la corruzione di tesserati delle due società. Ora le nostre attenzioni si concentrano sul Siena":

In chiusura Di Martino dichiara che non si può dire, oggi, che l'indagine è giunta al termine, ma non si può nemmeno prevedere l'evoluzione che si avrà: "Ci sono ancora situazioni che vanno approfondite e che hanno giustificato almeno le perquisizioni. Non so se siamo alla fine, se uno vuole va avanti all'infinito. E' chiaro che è impossibile pensare che questa inchiesta vada avanti ancora a lungo, ma non possiamo escludere nulla al momento". Gilberto Caldarozzi infine, direttore dello Sco, dichiara che "non tutto il calcio è marcio, ma sicuramente delle infiltrazioni della criminalità organizzata nel calcio ci sono e ci sono state. La novità è rappresentata dal riciclaggio di denaro sporco, con un flusso di liquidità improtante che parte da Singapore". E proprio il riciclaggio di denaro rappresenterebbe lo scandalo maggiore di tutta la faccenda, con Di Martino che riporta anche il coinvolgimento di Beppe Signori, oggi a piede libero: "Sono state individuate due Società facenti capo a Beppe Signori e su cui sono stati versati oltre 700 mila euro, di cui una parte ipotizziamo essere il corrispettivo per la combine della partita Bari-Lecce". E siamo solo all'inizio.