Una bella Juve alza il Trofeo Berlusconi

La XXI edizione del Trofeo Berlusconi finisce 3-2 per i bianconeri. Dopo il vantaggio lampo di Robinho al 9', prima Marchisio e poi Vidal portano in vantaggio la Juventus. Nella ripresa Matri mette la parola fine alla partita con un colpo di testa. Inutile il rigore trasformato da Robinho alla mezz'ora.

Una bella Juve alza il Trofeo Berlusconi
Getty Images
MILAN
2 3
JUVENTUS
MILAN: Abbiati; Abate, Zapata, Yepes, Antonini (De Sciglio min. 45); Flamini (Traoré min. 51), Montolivo, Constant; Boateng (Valoti min. 80), Emanuelson(Pato min.45); Robihno
JUVENTUS: Storari, Barzagli (Masi min. 68), Lucio (Bonucci min. 45), De Ceglie (Ziegler min. 45), Padoin (Giaccherini min. 45), Vidal (Pazienza min. 45), Marrone( Rugani min. 88), Pogba, Marchisio (Lichsteiner min. 45, Aasamoah min. 85), Giovinco(Quagliarella min.45), Vucinic (Matri min.45)
SCORE: 1-0, min. 9 Robinho. 1-1 min.11 Marchisio. 1-2 min. 42 Vidal. 1-3 min. 64 Matri. 2-3 min. Robinho
ARBITRO: Arbitro: Guida Ammoniti: Vidal (J), Yepes (M), Masi (J) Recupero: 1' primo tempo, 3' secondo tempo

Il trofeo Berlusconi non è il classico e insignificante appuntamento estivo precampionato. A Milano, sulla passarella di San Siro, capitale delle sfilate calcistiche, Milan e Juve ogni anno sfoggiano i loro i capi migliori, indossati non da top-model ma da top player. Non mancavo solo i capi della nuova stagione al campionario da esibire all'esigente platea del Maezza, mancavano pure i must, i capi vintage quelli che non passano mai di moda. La mode se demode le style jamais diceva Coco Chanel e lo stile era quello di Inzaghi, Del Piero, Seedorf,  Buffon, Gattuso, Trezeguet; marchi di garanzia, qualità e successo. Stasera è andata in scena l'edizione low cost del trofeo Berlusconi, quella vittima del fair play finanziario. Niente top o calciatori di successo. La Juventus ha addirittura lasciato a Torino Buffon, Chiellini e Pirlo: la spina dorsale protagonista della cavalcata scudetto. Il Milan ha rinunciato al lunatico Cassano, sconfitto dal mal di pancia che lo sta portando verso un clamoroso passaggio all'Inter. Senza Fantantonio e El Shaarawy, out per un problema fisico, ecco che l'unico attaccante che Allegri ha da mandare in pasto all'arena di San Siro è Robinho. 

A sostegno del brasiliano Emanuelson e Boateng in un modulo che ricorda l'albero di Natale "ancelottiano". Montolivo ad impostare davanti alla difesa protetto ai fianchi dai mastini Flamini e Constant. Al centro della difesa l'esotica coppia Yepes-Zapata. Sulle fasce Abate e Antonini.  La Juventus riprova il 3-5-2 già visto in SuperCoppa. Lucio, Barzagli e Marrone nel trio difensivo. De Ceglie e Padoin a sorvegliare le corsie esterne. L'eleganza di Pogba al servizio di Arturo Vidal, sempre più Re del centrocampo bianconero. Marchiso e la coppia fantasia Giovinco-Vucinic.

Atmosfera soffusa, più da teatro di periferia che da Scala del calcio. Il primo sussulto ai watt delle opache lampadine di San Siro lo da' Robinho, abile al 9' a spingere in porta una corta risposta di Storari su un tiro non irresistibile di Flamini. Il gioco però nel bene e nel male lo fa la Juventus. Gli uomini di Carrera guardati a vista da Conte in tribuna producono come al solito una grande quantità di gioco, peccato per i soliti black out difensivi meno vistosi, ma pericolosi quanto quelli di Pechino. La Juventus produce e sbaglia con la stessa semplicità e due minuti dal vantaggio del Milan segna la rete del pareggio confezionata da due bianconeri d'hoc; cross dalla sinistra di De Ceglie e spaccata di Marchisio in mezzo alle due colonne colombiane della difesa del Milan. La risposta dei rossoneri arriva su calcio di punizione. Un sinistro da distanza siderale di Emanuelson al 22' mette i brividi a Storari. Vucinic raccoglie la sfida del milanista e al '30 spara un destro che si stampa sulla traversa di Abbiati. Lampi di alta intensità scuotono di un impulso vitale lo stadio . Il primo tempo si chiude con la rete del vantaggio della Juventus. Marrone, in veste di regista difensivo, sale palla al piede sulla trequarti, scodella un lancio per Vidal che scappa alla linea del fuorigioco tenuta bassa da Antonini. Il cileno stoppa in area di rigore, manda a vuoto l'intervento in recupero di Yepes e batte sul primo palo Abbiati. Freddezza, tecnica e intelligenza riassunti in una sola giocata.

Nella ripresa il Milan prova a dare una spinta in attacco con l'ingresso di Pato. In difesa De Sciglio prende il posto di Antonini. Carrera cambia mezza squadra. Fuori l'attacco "fantasia" dentro la coppia Matri-Quagliarella. A centrocampo resta solo Pogba affiancato in avvio di ripresa da Pazienza e Giaccherini. Ingressi anche per Ziegler, Lichsteiner e Bonucci. 

Si riparte con la Juve all'attacco. Matri appetito dal Milan sul mercato, fa venie l'acquolina ad Allegri con uno slalom palla al piede che fa tremare le gambe a Zapata e costringe Abbiati all'intervento. La risposta del Milan arriva su palla da fermo con Yepes che fa valere la sua stazza al centro dell'area di rigore, ma il colpo i testa finisce alto. La Juve torna prepotente in attacco. Il forcing bianconero si chiude al 19' quando Giaccherini pesca in area di rigore Matri che liberissimo batte di testa l'incolpevole Abbiati. Un altro gol al Milan, che non fa che aumentare la voglia rossonera di riportalo a vestire la maglia del Milan . Partita bloccata da cambi e qualche fallo di troppo. L'episodio che riapre il match arriva alla mezz'ora: Robinho scappa in area di rigore, Masi è acerbo nella marcatura e frana sul brasiliano. Ineccepibile il rigore a favore del Milan. Dal dischetto il brasiliano segna la doppietta personale spiazzando Storari. E' l'ultimo sussulto di un Milan preoccupante, mentre la testa va subito a Cassano: Galliani conferma in diretta che una trattativa è in corso con l'Inter. Sará una dura annata per Massimiliano Allegri.