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10 maglie che il calcio ha regalato all'eternità

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Gianfranco Zola, idolo dei tifosi del Chelsea, è stato votato come il miglior straniero nella storia del club

Ritiro, fine carriera: l’evento più indigesto per un calciatore. Talvolta il solco della carriera è a tal punto profondo che occorre un gesto. Nel calcio, adi il vero raramente, i simboli ricevono un omaggio eterno, diventando “proprietari” della loro maglietta. Per il resto della storia. In questa lista dieci, anzi undici, grandissimi. Poi, in più, il numero12, i tifosi. Fra Pelè e Romario scegliamo Romario. A Pelè la maglietta gliela ritirarono gli americani, non il Santos.

10 - Il Publico, n.12

La classifica si apre con un omaggio delle società ai propri tifosi. Molte squadre hanno infatti "ritirato" il numero 12 (indossato di solito dal secondo portiere) per celebrare i propri supporters, simbolicamente il loro "dodicesimo uomo" in campo.

In Italia sono molte le squadre ad aver avuto questo riguardo: Torino, Genoa, Reggina, Cesena, Pescara, Parma, Palermo, Lecce, Lazio, Atalanta... All’estero c'è il Flamengo.

 

9 - Aldair, n.6

Anche alla Roma manca un numero, il 6, quello di Aldair Nascimento dos Santos, detto Aldair, per gli amici “Pluto”. Rocciosissimo difensore brasiliano, ha curato la difesa dei giallorossi e del Brasile per oltre 10 anni, portando estro, devozione e grinta. 

Nel 2003 lascia i capitolini e loro lo ringraziano ritirandogli la maglia. Non lo fecero per Conti, magari lo faranno per Totti. Pluto PROMETTE di non giocare mai più in A per non entrare all’Olimpico da ex. A 41 anni si ricicla a San Marino. Indimenticato!

 

8 - Zola, n.25

Parti come erede di Maradona, quindi non sei proprio l’ultimo dei talenti, ti ritrovi a fine percorso quale IDOLO INDISCUSSO della tifoseria più snob di Londra. Carriera strana ma ugualmente meravigliosa quella di Gianfranco Zola, sardo di Oliena, napoletano di adozione. Non proprio profeta in patria, Gianfranco è stato l'italiano ESPORTATO più amato del Regno Unito. Passò nella Premier nel lontano 1996 e divenne uno dei più forti calciatori “esteri” ad aver mai solcato gli stadi inglesi. 

 

7 - Facchetti, n.3

Faro dell'Inter più vincente della storia, Giacinto Facchetti è stato uno dei calciatori più rappresentativi del calcio italiano. Grande difensore. Corretto, fuori e dentro il campo, appese le scarpette al chiodo nel 1978. Il numero di maglia gli è stato ritirato dopo la scomparsa, avvenuta nel Settembre 2006. Anche il Genoa ebbe un simile riguardo per un suo grande capitano, Gianluca Signorini, ritiratosi nel 1997 e portato via, nel 2002, dalla Sla. La sua maglietta numero 6 non venne mai più assegnata.

 

6 - Roberto Baggio, n.10

Non poteva mancare il “divin codino” in questa nostra classifica. Ha vinto scudetti, ha vinto coppe, ha vinto il Pallone d’oro. Gli mancava solo il ritiro del numero di maglia, il 10, il numero della perfezione. Sarà la sua ultima squadra a farlo, il piccolo Brescia che grazie alle sue presenze e ai suoi gol riuscirà a disputare ben due edizioni dell’Intertoto e a salvare per 5 anni consecutivi.

 

5 - Romario, n.11

Romario Souza de Faria, meglio noto come Romario, uno dei più forti centravanti brasiliani dai tempi di Pelè. Detto “BASSINO” per la statura, è stato un attaccante giramondo, ma sempre legato al suo Brasile e al Vasco da Gama, che in suo onore ritirò il “suo” numero 11. Nella squadra di Rio de Janeiro, Romario ha giocato per ben dodici anni, segnando una valanga di reti. Si dice abbia superato i 1000 gol in carriera. ATOMICO.

 

4 - Gigi Riva, n.11

Il numero di maglia, nel caso di Luigi “Rombo di tuono Gigi” Riva, doveva già essere ritirato ai tempi dell'addio al Cagliari e al calcio giocato, anno 1976. Si sono aspettati ben 29 anni per celebrare colui che ha fatto grande la squadra isolana, militandovi per ben 13 anni, giocando 315 partite, risultando 3 volte capocannoniere (164 le reti complessive). Carriera straordinaria. Un signore del calcio: Campione d’Europa e vice- del Mondo nel biennio ’68-’70, 2° e 3° al Pallone d’oro sempre in quegli anni. 11 per la vita.

 

3 - Johann Cruijff, n.14

Una sola parole per descrivere cosa ha fatto in carriera l'avanguardista dell’Ajax: MAESTRO. Il numero 14, nella rosa della squadra di Amsterdam, non c’è più. Nessuno, anche in quella straordinaria fucina di talenti, ne sarebbe degno. Il "brutto anatroccolo”, il "profeta del gol", fu capace di vincere ben 3 Palloni d’oro. Intanto incantò l'Europa e portò l'Olanda nel gotha del calcio. Il suo nome è legato anche agli azulgrana del Barcellona, ma è nell’Ajax che si consacra quello che era, è e sempre sarà, un campione inimitabile.

 

2 - Baresi e Maldini, n.6 e 3

Il Milan è in assoluto l’unica squadra ad aver ritirato ben DUE maglie a due suoi ex giocatori, e che giocatori. Difensori impenetrabili, artefici e protagonisti della strepitosa ed ininterrotta stagione di successi berlusconiani i due TOTEM rossoneri a fregiarsi di questo onore sono stati Franco “Kaiser Franz” Baresi, il primo giocatore italiano cui è stata ritirata la maglia, dopo ben 531 presenze (e 16 reti), nel 1997, e Paolo “Cuore di Drago” Maldini, storico numero 3 che salutò dopo 647 presenze e 29 gol. Onore al merito, e tanto di cappello, a due monumenti del calcio italiano.

 

1 - Diego Maradona, n.10

L'amore per il calcio declinato nel linguaggio di un profeta. Il più forte calciatore della storia: Boca Jrs, Barcellona ma soprattutto Napoli. Gli azzurri non potevano esimersi dal ritirare il numero 10 dalle loro casacche. Come non farlo? Il loro numero 10 si chiamerà per sempre Diego Armando. Tra il 1984 e il 1991 la città ed il talento di Lanus si unirono in una cosa sola. Rappresentando il CENTRO del mondo. 
Cose che capitano raramente: il Pibe ha portato (da faro, capitano e uomo squadra) 2 scudetti, 1 Coppa Italia e 1 Coppa Uefa. 

 

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