L'imbattibile Atalanta non si fida dell'Inter

La squadra di Bergamo, imbattuta da un mese e mezzo, sfida a San Siro gli altri nerazzurri. Colantuono deve fare a meno di molti difensori e soprattutto di Brighi, che tornerà sui campi a metà aprile. All'andata finì 1-1, con gol di Snejider e Denis. Ma proprio il Tanque fallì incredibilmente un rigore al 90', calciando sui piedi di Castellazzi.

L'imbattibile Atalanta non si fida dell'Inter
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L'Atalanta non crede al momento delicato dell'Inter, appena scottata dalla pesante eliminazione della Champions, avvenuta a pochi secondi dallo scadere, martedì sera. La squadra di Colantuono, pertanto, si reca a San Siro con la diffidenza giusta che, in tali occasioni, porta a fare prestazioni interessanti. Benché acciaccata (praticamente è out quasi l'intera difesa titolare, nonché fondamentale è la defezione in mezzo al campo di Brighi) l'Atalanta si presenta a Milano dopo un percorso netto che l'ha vista coriacea nelle ultime 6 partite, in cui ha ottenuto 4 pareggi e 2 vittorie, subendo appena quattro reti (i bergamaschi non escono sconfitti dal 5 febbraio, caduti per 2-1 al Barbera di Palermo). L'Inter rivitalizzata dai tre punti d'oro ottenuti nel finale di Verona non ha saputo trasferire questa energia in Europa; ma ora che l'unico obiettivo rimasto è proprio il campionato, domani gli ospiti sono attesi ad una partita infuocata.

L'Inter deve fare a meno di Snejider e, all'ultimo momento, di Stankovic (oltre ai lungodegenti Guarin e Alvarez). L'Atalanta rinuncia a Masiello, Lucchini, Peluso, Capelli (rotula rotta in settimana, stagione finita), Brighi, ma soprattutto al tanque Denis, bloccato per precauzione (problemi al polpaccio); spera nel recupero di Raimondi. Colantuono, dopo il 3-5-2 dello scorso match col Parma (terminato 1-1 con reti di Manfredini e Paletta), dovrebbe stavolta optare per il classico 4-4-2, che vedrebbe Bellini, Raimondi, Manfredini e Ferri a proteggere la porta di Consigli; a centrocampo Carmona sostituirà Brighi, abbinando la sua capacità di corsa e di interdizione alle qualità tecniche di Cigarini. Sulle fasce la Dea spera nelle incursioni di Schelotto e del nano Moralez. Davanti Marilungo sarà affiancato dal promettente Gabbiadini, che proverà a sostituire degnamente Denis.

In settimana ha parlato proprio el frasquito Maxi Moralez, il quale ha affermato che i centimetri non sono mai stati un problema, nel calcio. E lui, che di centimentri ne possiede appena 159, crede che un divario d'altezza così notevole non lo penalizzi, sebbene ammetta che la Serie A è un torneo più fisico e rognoso rispetto al campionato argentino. Moralez si appella a Messi e Maradona, altri piccoletti, e ugualmente argentini, che come lui non avevano nella statura una grande dote. Basti guardare ai giocatori più bassi del nostro campionato attuale: Giovinco (164 cm), Giaccherini (167 cm), Miccoli (168 cm), Di Natale (170 cm): tutti sanno essere letali e giganti a loro modo. Sul match di domani Moralez si esprime così: "L'Inter ha attraversato un periodo negativo, ma è in ripresa: ha vinto a Verona e in Champions avrebbe meritato di passare il turno. E poi, scusate, com'è possibile considerare abbordabile un incontro con una formazione che ha tutti quei campioni?". Sull'ex compagno Alvarez, con il quale ha giocato l'anno passato al Velez, ha ottime parole: "Ricky è un centrocampista completo che in Italia ha giocato poco e non ha ancora mostrato per intero il suo potenziale. Chi ha espresso certi giudizi dovrà ricredersi. Alvarez ha una qualità impressionante e un buon fisico. L'unica cosa che adesso gli manca è l'esperienza nel vostro campionato: quando l'avrà acquisita farà la differenza. L’Inter non si pentirà del suo acquisto".

Mattone dopo mattone l'Atalanta sta raggiungendo il suo piccolo, grande scudetto: e cioè una salvezza ritenuta problematica per il pesante fardello dei -6 punti. Oggi i bergamaschi avrebbero 39 punti e sarebbero quasi aritmeticamente salvi; potrebbero andare in gita a San Siro, domani, a divertirsi, giocando senza pressioni. Ma lo stesso Maxi Moralez non si fida del +9 che la Dea ha nei confronti della terzultima, il Lecce. Impossibile distrarsi nelle ultime 11 giornate. Manca ancora qualche mattone per completare una mirabile costruzione.

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