Cesena assente, Rigoni fa tripletta

Cesena assente, Rigoni fa tripletta

Era lo scontro dei già retrocessi ma a guardare il confronto diretto i padroni di casa hanno dominato in lungo e in largo creando numerose palle gol. Bianconeri che continuano la striscia sempre più negativa, probabilmente si fermerà solo in Serie B nella prossima stagione.

Novara
3 0
Cesena

Si dice che a speranze ormai sfumate non rimanga altro che onorare la maglia per i tifosi e per la città. Ebbene, questa era l'unica cosa che il Cesena doveva fare, ma che puntualmente nemmeno oggi ha fatto a Novara. Parziale la giustificazione delle assenze importanti, fuori dal campo oggi ancora Mutu, Iaquinta, Pudil. I tifosi volevano un riscatto almeno nel confronto diretto contro i piemontesi, ma nemmeno questo è avvenuto.

 

SENZA ONORE - Il match d'antata è stato l'ultimo in cui i bianconeri hanno vinto. La squadra di Tesser parte già con la quinta innestata e fa capire le sue intenzioni belligeranti. Le belle statuine del Cesena lasciano voragini soprattutto a destra con Comotto fuori dai giochi e Martinho a sinistra è irriconoscibile. Rigoni e compagni si riversano puntalmente in area avversaria e subito al 7' potrebbe già esserci il primo colpo: Mascara scodella un diagonale sul palo lungo, nonno Antonioli ci mette per fortuna una pezza e respinge. I guai non finiscono qui, siamo solo all'inizio: di contorno ci sono anche svariati corner, meno pericolosi. Santana prova all'11' un timido tiro dalla distanza, ma Coser accompagna con lo sguardo a lato. Ancora Mascara serve l'assist al bacio per Caracciolo, ma l'inzuccata è preda di Antonioli, oggi attentissimo e migliore in campo, questo la dice lunga.

 

Il prologo al tragico finale del Cesena accade al 25', viene innescato Rigoni da dietro, a centro area tocca per il palo lungo, Antonioli battuto, solo il legno nega la gioia. Nessun problema, lo stesso Rigoni regala altri sorrisi ai suoi tifosi poco dopo su penalty. Jeda viene atterrato in area con palla lontana ed il numero 10 non fallisce e festeggia sotto la curva di casa festante. Cosa ben diversa quella ospite, ancora una volta una manciata di tifosi che assistono ad uno spettacolo ripugnante. Sempre il capitano, un vero avvoltoio sui pochissimi resti che rimangono del cadavare romagnolo, potrebbe raddoppiare: di nuovo tocco scaltro tu per tu con Antonioli, ma questa volta il portiere in stato di grazia, almeno lui, tiene vivo l'1-0 e non acconsente un bilancio peggiore. Nemmeno l'atterramento in area di Caracciolo, sempre abile Antonioli in anticipo, sveglia il Cesena che riesce solo a farsi notare per un misero tentativo a lato del leggero Rennella nel primo dei tre minuti di recupero.

 

DUE RIGONI - La ripresa vede ancora il Novara riprendere da dove a aveva concluso, Jeda al 54' sbaglia un rigore in movimento, il suo tiro va a lato ed il trequartista si mette le mani nei capelli. Due lampi di Guana dalla distanza mettono qualche brivido alla schiena di Fontana, entrato al posto di Coser nella prima frazione, ma poi torna il monologo azzurro. Il secondo palo della giornata è colpito da Caracciolo, oggi piuttosto fumoso, ma sfortunato quando il cross di Rigoni lo indirizza leggermente lungo. Il raddoppio meritato però arriva ancora dagli undici metri: Von Bergen nel tentativo di contrastare in scivolata Jeda tocca la palla col braccio, rigore indiscutibile. Ancora Antonioli di fronte a Rigoni, come nel vecchio west durante i duelli, ha la peggio ed è fatta per il 2-0. Gli unici sussulti bianconeri arrivano prima da Santana, maldestro tiratore sempre dalla distanza, dopo il rinvio errato di Fontana e poi da "little" Filippi, suo il sinistro che mette ansia al portiere di Tesser. In entrambe le occasioni però non arriva il gol della bandiera.

 

INFIERIRE - Proprio quando il match cala di ritmo, lo sciacallo Novara non ne risparmia una e, questa volta fortunosamente, arriva il tris. Morganella apre – chiude il triangolo con un compagno sulla destra, difesa del Cesena tagliata a pezzi, l'esterno arriva in area e conlude prima sul palo, poi la sfera rimbalza su Antonioli e di nuovo sul legno. Il pallone così arriva, come baciato dalla dea bendata, al lesto Rigoni che tutto solo insacca sorridendo la sua tripletta odierna. La squadra di Beretta va nel panico ma per fortuna non ci sono minuti di recupero, tanto che l'ultimo flash dal Piola è la gioia del numero 10 azzurro che sventola il suo tre con le dita della mano, mentre Beretta, come sempre indossa gli occhiali scuri, se ne va dal campo. Una scena che in questa annata si è ripetuta quasi ad ogni domenica, turni infrasettimanali compresi. Rimangono solo le ossa della carcassa del povero cavalluccio, se ci fosse stato altro tempo sarebbero sparite pure quelle. L'ultima con la Roma sarà la definitiva sepoltura di questa stagione, con i soli demeriti che faranno da spettro alla prossima Serie B.