Pradé: "La Fiorentina è un punto di arrivo"

Pradé: "La Fiorentina è un punto di arrivo"

Conferenza stampa di presentazione di Daniele Pradè, nuovo direttore sportivo, e Eduardo Macia, promosso alla carica di direttore tecnico con supervisione sul settore giovanile. Parole di rilancio da parte del presidente Cognigni, che parla anche della questione cittadella e delle recenti dichiarazioni di Diego Della Valle.

Mattinata di presentazioni in casa Fiorentina, che con la conferenza stampa congiunta del presidente Mario Cognigni, del nuovo direttore sportivo Daniele Pradè e del nuovo direttore tecnico Eduardo Macia ha definito il nuovo assetto societario, almeno per quanto riguarda l’aspetto sportivo. Parole di rilancio, una linea tecnica e un modo di lavorare ben definito, nuove figure per riportare la Fiorentina alle notti europee di Prandelli e Corvino.  Come dice il presidente Cognigni, questa sarà la terza fase della Fiorentina targata Della Valle, un nuovo corso che ha l’obiettivo di riprendere la strada smarrita nel marzo di due anni fa, quando qualcosa si ruppe nel rapporto con Prandelli e che portò a questi ultimi due campionati privi di soddisfazioni. La Fiorentina riparte da due uomini di calcio come Pradè, con alle spalle un’esperienza decennale nella dirigenza della Roma, e Macia, in passato scout di Valencia, Liverpool e Olympiacos prima di giungere a Firenze all’inizio di quest’anno.

A fare gli onori di casa ai due nuovi perni del progetto tecnico gigliato è il presidente Cognigni, che dopo aver introdotto Pradè e Macia tocca vari temi: “Fra qualche settimana sono dieci anni di gestione Della Valle. C’è stata una prima fase di ricostruzione, fino alla serie A, poi è arrivata la seconda fase con Prandelli e Corvino, la parte più bella, con l’Europa e le notti di coppa. Colgo l’occasione per ricordare e ringraziare ufficialmente Pantaleo Corvino, che adesso non lavora più con noi ma che è stato molto importante in questi sette anni. Adesso arriva una terza fase, i cui sforzi dovranno riportare la Fiorentina alla posizione che le compete. Il mandato che ha ricevuto Pradè è di ricostruire una squadra competitiva, così da riportare l’entusiasmo che negli ultimi tempi era sparito e che può tornare solo vincendo; Macia, invece, dovrà studiare i calciatori, individuarli ed avrà una grande responsabilità per il settore giovanile. Per quanto riguarda Guerini, si è preso un periodo di ferie, ma anche lui rimane un capo saldo. Non escludo che in futuro potrebbero esserci altri cambiamenti dirigenziali”.

Oltre agli aspetti prettamente sportivi, Cognigni si è soffermato su argomenti caldi e sempre in moda a Firenze, quali ricapitalizzazione, cittadella e Diego Della Valle: “Nell’ultimo bilancio c’è stata una perdita economica di 32 milioni di euro, che non vuol dire perdita finanziaria. La proprietà ha riequilibrato tale perdita ma non basta. Cittadella? La Fiorentina è pronta, però dico che fare lo stadio e basta, senza strutture parallele, non risolverebbe i problemi della Fiorentina. Le parole di Diego Della Valle? È un uomo serio, di buon senso, nelle sue parole non c’è disimpegno né volontà di fuggire da Firenze. Le frasi sul divertimento e sul buon senso non sono messe lì, le pensa davvero, e il suo messaggio non era rivolto ai tifosi viola, anche se è presente una piccola frangia che tiene in ostaggio la parte buona della tifoseria. Ci sono troppe pressioni, qualcuno può perdere la testa come è successo a Rossi e Ljajic. Aggiungo che il fair play finanziario sarà fondamentale, perché in Italia vivremo anni di purgatorio, quindi dovremo stare attenti alle frange estreme del tifo che potrebbero rovinare quanto di buono le società stanno cercando di fare”.

Il nuovo direttore sportivo Daniele Pradè ha le idee chiare su quello che sarà il suo lavoro a Firenze, e le espone rispondendo ai numerosi giornalisti presenti in sala stampa: “Ringrazio i Della Valle e il presidente per avermi dato questa opportunità. Vengo qui con grande motivazione e entusiasmo e farò di tutto per trasmetterlo alla squadra. Il mio entusiasmo deriva dal lavorare in questa piazza, che per me è un punto di arrivo e non di partenza, e così deve essere anche per i calciatori che sono in rosa e per quelli che prenderemo. La nostra forza deve essere il Franchi, non si discute. Se i tifosi vedono che i calciatori danno tutto per la maglia, allora ci sosterranno sempre. Firenze è una città importante, una piazza importante”.

Inevitabili le domande sulla gestione tecnica, sulla scelta dell’allenatore e su alcuni singoli della rosa, domande a cui Pradè risponde con chiarezza: “Ho la massima indipendenza sul piano tecnico, prediligo un lavoro di squadra e quindi lavorerò a stretto contatto con Macia, che conosco dai tempi di Valencia e con cui condivido la linea tecnica. Per quanto riguarda il settore giovanile lui sarà il mio Bruno Conti qui a Firenze. Budget per il mercato? Valuterò le entrate che avremo, per il resto ci penserà la società. L’allenatore? Siamo alla ricerca, noi come altre squadre, è la nostra priorità. Parlerò con ogni calciatore, con i loro procuratori, cercheremo di capirne motivazioni, preoccupazioni e poi valuteremo insieme. Jovetic? È un giocatore pazzesco, il nostro punto di forza e sarà il centro del nostro progetto. Su Ljajic, giocatore che mi piace tantissimo, la questione non è solo tecnica, dovrò parlarci e valutare insieme alla società il suo futuro”.

L’altra faccia del nuovo corso viola è quella dello spagnolo Eduardo Macia, un po’ l’uomo invisibile di questa Fiorentina viste le sue rare apparizioni pubbliche. Investito della carica di direttore tecnico, con supervisione sul settore giovanile, Macia ha toccato alcuni punti nelle sue dichiarazioni: “Sono qui solo da qualche mese per aiutare la società a crescere e mi sono trovato subito molto bene. Il mio lavoro è sempre stato articolato in quattro passaggi: composizione della dirigenza, ricerca dell’allenatore adatto, composizione della squadra e integrazione del settore giovanile. Il settore giovanile è fondamentale per noi. Siamo un cantiere aperto, sul tavolo ci sono molte alternative e dobbiamo capire qual è quella giusta. L’allenatore? Ho letto moltissimi nomi in questi giorni. Stiamo ancora valutando perché è una scelta fondamentale. Non è importante il nome ma il profilo, deve essere adatto al progetto, capace di farsi seguire e rispettare dallo spogliatoio, che risponda alle nostre esigenze e che abbia la stessa passionalità di Firenze”.