Diamanti show, Bologna salvo

Morleo e il trequartista numero 23 sono i migliori in campo nell'anticipo di pranzo, nel quale il Bologna supera 3-2 il Genoa. Il primo mette costantemente in difficoltà la difesa del Genoa con le sue sgroppate, il secondo regala giocate di classe sopraffina e due assist a Portanova e Garycs. Ramirez completa l'opera. Il Grifone continua a non vedere la luce in fondo al tunnel. I gol di Palacio e Jorquera danno speranza ma nessun punto. Se il Lecce vince contro il Parma è terzultimo posto.

Diamanti show, Bologna salvo
(Getty Images)
Bologna
3 2
Genoa
Bologna: Agliardi, Raggi (Antonsson, 70'), Portanova, Cherubin, Garics, Taider, Mudingayi, Ramirez (Belfodil, 64'), Diamanti (Kone 83'), Di Vaio
Genoa: Frey, Mesto, Kaladze, Granqvist, Moretti, Rossi (Ze Eduardo, 69'), Belluschi (Jorquera, 61'), Kucka, Birsa (Biondini, 45'), Sculli, Palacio
SCORE: 1-0 min 24, Portanova. 2-0 minuto 38, Ramirez, 2-1 min 59, Palacio. 3-1 min 67 Garycs. 3-2 min 77, Jorquera.
ARBITRO: Damato di Barletta. Ammoniti: Moretti (Gen, 39), Rossi (Gen, 41), Mesto (Gen, 76'), Mudingayi (Bol, 85'), Sculli (Gen, +90')
NOTE: 34esima giornata Serie A Tim. Stadio Renato Dall'Ara, Bologna.

“In Nazionale, Diamanti in Nazionale, in Nazionale, Diamanti in Nazionale”. Sarà che allo stadio c’era Prandelli, sarà che il trequartista ex Livorno ha sfoderato una prestazione di altissimo livello, fatto sta che tutto il Dall’Ara invoca la maglia azzurra per il suo pupillo. Nessun gol per Diamanti, ma due assist e tanta quantità. I gol di Portanova, Ramirez e Garycs regalano 3 punti ai felsinei e spediscono il Genoa sempre più giù. Al Grifone non bastano i gol di Palacio e Jorquera e deve sperare che il Parma faccia bottino pieno al Via Del Mare.

OUT VELOSO E GILARDINO - Il Bologna è praticamente salvo, ma perdere di fronte al proprio pubblico non è mai una gran cosa. Per cercare la vittoria che darebbe l’aritmetica salvezza Pioli si affida al collaudato 3-4-2-1 in cui l’unica punta è ancora Di Vaio, supportato dal duo Ramirez-Diamanti sulla trequarti, andando a formare un tridente tutto tecnica e fantasia . De Canio sorprende tutti e nel  4-4-2 non c’è spazio né per Veloso né per Biondini. Il neo tecnico per cercare la vittoria che darebbe ossigeno e morale si affida a Birsa e Belluschi, i quali affiancano Kucka e Marco Rossi nella mediana rossoblu. In attacco Gilardino si accomoda in panchina, lasciando il posto all’inamovibile Palacio e a Sculli, avanzato 60 metri rispetto alla gara contro il Milan.

DUE LAMPI NEL NULLA - Nonostante l’enorme tasso tecnico presente in campo, inusuale per uno scontro salvezza, i primi 20 minuti sono di nulla totale. Di Vaio e Palacio non toccano mai palla, mentre Agliardi e Frey sono spettatori non paganti. Raramente i giocatori in campo giocano palla a terra e il caos, soprattutto a centrocampo, regna sovrano. Il primo tiro verso la porta viene portato da Belluschi a metà del primo tempo, con una conclusone dalla trequarti che si spegne sul fondo. Al 24esimo, al primo tiro nello specchio della partita, il Bologna passa: il Genoa, peggior difesa della serie A non per sfortuna o episodi, decide di non marcare nessuno nei calci piazzati, così la punizione battuta da Diamanti trova Portanova liberissimo, il quale dal limite dell’area piccola schiaccia in rete, portando in vantaggio i suoi. Ci si aspetta la reazione del Grifone, che non può permettersi un’altra sconfitta, ma di fatto non cambia la tattica di entrambe le formazioni: viva il parroco, palla alta, rilancio lungo e la speranza che qualcuno si inventi qualcosa. Ci prova Diamanti ad accendere la lampadina, ma il calcio di punizione dalla sua mattonella preferita finisce fuori di nulla.  La reazione del Genoa è tutta in un colpo di testa di Kucka fuori di poco. Tutt’altra cosa la ripartenza dei felsinei, rapida e letale: gioco di prestigio in mezzo al campo di Diamanti, abbattuto da Moretti. Damato lascia correre per il vantaggio, e fa benissimo perché la palla arriva a Di Vaio appostato al limite dell’area. Il destro secco dell’ex Juventus viene respinto centralmente da Frey, dove c’è Ramirez che, a porta praticamente vuota e di sinistro, non può far altro che insaccare il gol del 2-0 con cui si va al riposo.

ORGOGLIO GENOA, MA NON BASTA - La partitaccia di Birsa, praticamente inesistente durante il primo tempo, convince De Canio a toglierlo e a cambiare modulo. Si passa al 4-3-3 in cui Rossi arretra in difesa e Mesto va a formare il tridente insieme a Palacio e Sculli. A centrocampo Biondini prende il posto dello sloveno. Il Genoa attacca senza grosse idee alla ricerca del gol che riaprirebbe i giochi. Visto che con le azioni manovrate i liguri non riescono neanche a entrare in area, ci provano con i calci da fermo e con le conclusioni dalla distanza. Ci prova Kucka da 20 metri e, per la prima volta in 52 minuti, impegna Agliardi, che si fa trovare pronto e devia in corner. Sugli sviluppi Kaladze riesce nell’impresa di centrare la traversa a un metro dalla porta. Sono prove tecniche di gol, che arriva al 59esimo, grazia a Palacio, abile a sfruttare la torre di Rossi e a insaccare di testa da due passi. De Canio ora ci crede e toglie Belluschi per inserire un trequartista Jorquera, che appena entrato prova a impegnare Agliardi dalla distanza, la sua conclusione è debole e centrale e non crea pericolo. Il Genoa però ci tiene a subire più gol possibili, così al 68esimo decide di lasciare tre uomini da soli nell’area di rigore. Diamanti appoggia per Garycs, il cui destro a incrociare si infila sotto l’incrocio dei pali per il 3-1. Gli ospiti accusano il colpo e vanno completamente in bambola: i passaggi di 5 metri e gli stop diventano cose impossibili. La voglia di cambiare le cose e raggiungere il pareggio c’è tutta, ma non viene supportata dalle gambe. Così il Genoa è costretta ad affidarsi a Palacio per agguantare il 3-3: al 77esimo l’argentino parte dalla sua metà campo palla al piede, resiste alla carica di due avversari, arriva in area e serve Jorquera, il cui destro batte Agliardi in uscita e si insacca sotto la traversa. 3-2 e tutto nuovamente in discussione. Ci prova anche Ze Eduardo, subentrato a Marco Rossi, ma la sua conclusione viene parata dall’estremo difensore ex Brescia. L’assedio finale del Grifone è generoso, ma sterile. Si arriva così nei minuti di recupero, quando i liguri hanno una doppia occasione per raggiungere il pareggio, entrambi su calcio d’angolo, entrambi di testa, ma sia Kucka prima, sia Sculli dopo vanno solo vicini al gol del pareggio. Finisce così 3-2 per il Bologna.


Bologna 3-2 Genoa -GoloFan.com di Hamza_Artin