Moratti conferma Ranieri, ma l'Inter è una polveriera

"Ho parlato con Ranieri e ci siamo chiariti". Così Moratti stamane, ma la realtà è che alcuni giocatori iniziano a mal sopportare Ranieri, in particolare Sneijder.

Moratti conferma Ranieri, ma l'Inter è una polveriera
Ranieri è stato confermato, ma la situazione è sempre più delicata

Sette sconfitte nelle ultime otto partite, intervallate solo da un rocambolesco pareggio contro il Palermo, non possono di certo lasciare inosservata la situazione in casa Inter. Ranieri sta passando da un'ultima spiaggia all'altra, ottenendo sempre, però, lo stesso risultato: la sconfitta. Il tecnico romano, definito il "normalizzatore", l'uomo che sembrava essere stato in grado di riportare i nerazzurri ad uno stato psico-fisico degno della gloria del club dopo la brutta parentesi di Gasperini, si trova a dover affrontare la sfida più dura da quando ha iniziato la carriera da allenatore. Oggi non ha davanti a sè solo una difficile impresa, bensì l'apparentemente impossibile impresa di ricostruire, tassello dopo tassello, una squadra che non esiste più. Con una età media di circa trentadue anni, l'Inter pare essere non solo ben al di sotto degli standard fisici richiesti nel calcio moderno, ma totalmente priva degli stimoli necessari ad affrontare ogni partita, dalla più complicata alla più (sulla carta) abbordabile. Non a caso, nella classifica italiana dei cartellini subiti, l'Inter è ultima, con appena tre espulsioni e trentanove ammonizioni in venticinque giornate, sinonimo non solo di fair play, ma soprattutto di una squadra che inizia ad avere anche paura di mettere la gamba nel contrasto, una squadra che ha meno voglia di correre e di lottare.

Ranieri non è esente da colpe, il caos tattico che ha portato tra i giocatori nell'ultimo mese è sintomo di una confusione anche interna alla sua testa e dopo l'ennesima sconfitta di domenica sera, a Napoli, tutti attendevano le parole di Moratti, conosciuto anche per la sua poca pazienza ed i tanti cambi di allenatori in corsa. Ieri s'era non s'era sbilanciato, ma poco fa, intercettato nuovamente dai giornalisti, ha dichiarato, laconico come non mai: "Ho parlato con Ranieri e ci siamo chiariti". La verità è che, oggi come oggi, Moratti non pensa che ci sia un allenatore in circolazione in grado di dare qualcosa in più rispetto a quanto stia già dando il tecnico ex Roma e sarebbe quindi inutile cambiare. Non è la fiducia quindi a tenere Ranieri sulla panchina del club di Corso Vittorio Emanuele, ma la mancanza di reali alternative, perchè nè la coppia Figo-Baresi, nè Zenga, nè l'ottimo allenatore della Primavera Stramaccioni, possono dare a Moratti quelle certezze che lui ricerca in un allenatore. La speranza è che si riesca a migliorare la situazione da qui al ritorno degli ottavi di Champions con il Marsiglia, dove poi si tireranno nuovamente le somme, sperando di evitare ulteriori cadute rovinose.

Ieri, Moratti aveva contattato anche capitan Zanetti, prima appunto di sentire oggi Branca e poi lo stesso Ranieri, per valutare anche l'opinione dei giocatori, che però sembrerebbero tutti schierati con il tecnico. Sembrerebbero, perchè in realtà alcuni giocatori iniziano a mal sopportare le scelte tecniche di Ranieri e la sua visione del calcio. Stankovic, dopo la sostituzione in quel di Napoli, ha reagito con grande veemenza, prendendo a pugni la panchina e non si può di certo dire che le scelte dell'allenatore lo abbiano privilegiato; Forlan invece è stato sempre supportato da Ranieri, che gli ha costantemente dato fiducia da quando è tornato a disposizione della squadra, ma le sue pessime prestazioni hanno per forza di cose costretto Ranieri a rivedere molte volte le proprie scelte in corso di partita, spesso a sfavore del trentaduenne uruguagio che pare non apprezzi il fatto di non poter praticamente mai giocare novanta minuti interi. Ma il vero caso in casa Inter, da quando è tornato dall'infortunio ad oggi, pare essere quello di Wesley Sneijder: non utilizzato con continuità prima, fuori ruolo dopo, e privato di gran parte della fiducia dell'allenatore, infine, a Napoli con quel cambio a fine primo tempo. "Ranieri voleva schierare una formazione più difensiva, giocare più difensivo, per quello mi ha cambiato. Cosa ne penso? Ho la mia opinione a riguardo, ma me la tengo per me. Cerco di rimanere calmo e cerchiamo tutti di mantenere la serenità. Io non sono uno che dice che l'allenatore deve andarsene, inoltre sto sicuramente bene all'Inter". Queste le parole raccolte dai giornalisti nel ritiro della Nazionale olandese dove il trequartista si trova attualmente: una frecciata al tecnico, ma uno zuccherino per i tifosi, sempre innamorati del numero 10 nerazzurro.

L'Inter oggi è una polveriera, dove però pare non essere ancora partita la scintilla in grado di fare realmente esplodere tutto. Frasi non dette, stati d'animo uggiosi, una fiducia che non c'è più e che si fonda soltanto su una materiale inesistenza di alternative ed opzioni. La sensazione è che prima o poi la scintilla arriverà ed allora si salvi chi può, soprattutto si salvi l'Inter.