Moratti guarda avanti: "Pensare al futuro, ma con saggezza"

L'eliminazione dell'Inter dalla Champions League pesa come un macigno e Moratti ne è consapevole. Ecco perchè, al momento, pensare al futuro pare essere l'unica prerogativa della società, ma finchè non si sceglie l'allenatore è difficile programmare.

Moratti guarda avanti: "Pensare al futuro, ma con saggezza"
Moratti finalmente parla di futuro, ma tutto dipende dall'allenatore

Si diceva che la sfida con l'Olympique Marsiglia avrebbe potuto cambiare gli equilibri di una stagione, o meglio, un passaggio ai quarti avrebbe potuto farlo, ma nessuno avrà mai risposta viste come sono andate le cose. Il gol al 92° minuto di Brandao ha steso il morale del tifo nerazzurro che, a questo punto, non vede l'ora che si arrivi a fine stagione, quando finalmente si inizierà a costruire l'Inter del futuro. Ma se i primi risultati della rifondazione nerazzurra si vorrano vedere già da giugno, è necessario che la dirigenza inizi a muoversi sin da subito e Moratti ne è ben consapevole. Le voci insistenti che girano attorno a molti nomi di candidati alla panchina nerazzurra fanno da tempo capire che molte importanti decisioni saranno prese in un breve lasso temporale così da programmare al meglio il futuro. Paolo Condò, giornalista della Gazzetta dello Sport, è intervenuto a Sky ed ha confermato proprio queste impressioni: "Per la fine della prossima settimana l'Inter sceglierà l'allenatore della stagione che verrà e chiederà a Ranieri di provare tutti i giocatori della rosa per valutare e testare i giocatori in bilico".

Anche lo stesso Moratti è stato messo davanti alla dura realtà dopo l'eliminazione dell'Inter dalla Champions e, per la prima volta, parla chiaramente di futuro: "Un'idea saggia sarebbe pensare al futuro non in termini immediati, costruendo una squadra giovane. Il problema è che se dopo tre partite le cose non vanno bene, inizi a pentirti...." dichiara il Presidente nerazzurro al sito ufficiale dell'Inter. E' chiaro che un futuro del genere significherebbe pazientare a lungo prima di tornare ad alzare al cielo un trofeo e Moratti ne è consapevole: "Un progetto del genere dipende dalle ambizioni e dalla abitudini che si vuole avere. Sarebbe sicuramente saggio ricostruire dalle fondamenta con l'idea di non ottenere subito risultati e sperando di azzeccare tutti gli acquisti". Un tale discorso farebbe presagire una totale rivoluzione in casa Inter, come quella avvenuta a Roma, e con molti dei senatori pronti a lasciare spazio ai giovani, ma Moratti frena subito: "Oltre alla corsa dei nuovi, serve sempre l'esperienza. Molti rimarranno quindi, ma qualcuno di nuovo arriverà, dipende dal progetto che si farà con l'allenatore...".

Gira e rigira dunque sempre al punto di partenza si ritorna: la scelta del tecnico per il futuro. Solo una volta che Moratti avrà sciolto questo nodo potrà davvero partire la costruzione della nuova Inter, ma fino a quel momento sono solo parole che lasciano il tempo che trovano.