L'Inter inciampa ancora e si complica l'Europa

Milito sbaglia un rigore e i nerazzurri non vanno oltre lo0-0 interno contro una buona Atalanta.

L'Inter inciampa ancora e si complica l'Europa
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Nel giorno in cui la Lazio cade a Catania, e Udinese e Napoli si toglieranno inevitabilmente punti a vicenda, l'Inter si ferma a San Siro contro l'Atalanta, offrendo l'ennesima prestazione incolore di una delle annate più tristi della sua centenaria storia. Finisce zero a zero, risultato che fotografa perfettamente il poco spettacolo visto in campo, con la squadra di Ranieri che prima maledice la sfortuna per il calcio di rigore fallito da Milito, ma poi deve ringraziare il direttore di gara che a 20' dal termine non fischia un rigore solare per fallo di Lucio su Gabbiadini. Visto lo spessore pressochè nullo del secondo tempo interista, alla fine chi forse ha più da recriminare per non aver centrato la posta in palio è proprio la formazione di Colantuono. E adesso scoppia il caso-Forlan: l'uruguagio pare abbia rifiutato di entrare sul terreno di gioco, gettando ombre pesanti sul livello di controllo dello spogliatoio di un Ranieri a quanto pare sempre più solo.

Per la gara contro i bergamaschi il tecnico romano lancia nuovamente Cambiasso dal 1', con Zanetti sulla corsia destra e gli ottimi Poli e Obi a completare il reparto. Davanti Forlan perde il posto da titolare accanto a Milito, a favore dello scalpitante Pazzini. L'Atalanta, senza il Tanque Denis squalificato, si affida al rientrante Marilungo e a Carrozza, con Moralez a supporto. L'Inter prova a fare la partita, giocando però su ritmi blandi e senza molte idee, con Maicon e Cambiasso evidentemente non in condizione ed un Lucio che continua a dimostrarsi poco affidabile, ancora sotto shock dopo il patatrac contro il Marsiglia.

Al 23', arriva comunque l'occasione che potrebbe mettere la gara in discesa: Pazzini viene atterrato in area da Bellini, Gava non ha dubbi e fischia la massima punizione ammonendo l'atalantino. Dagli undici metri si presenta Milito, che calcia debolmente facendosi parare il tiro da Consigli. Dopo l'errore di Verona, il Principe nerazzurro fallisce così un'altro calcio di rigore, e la gara non si sblocca. C'è anche della sfortuna in casa Inter, perchè sul corner susseguente Samuel chiama Consigli al miracolo, con il portierone atalantino che si supera salvando anche su Cambiasso. L'Atalanta che gioca soprattutto sulle ripartenze, e l'Inter attacca alla caccia del vantaggio, con Obi che ci mette l'anima ma è impreciso in più di una occasione. Neanche l'arbitro Gava non è in grandissima giornata, e grazia Cigarini per un'entrata assassina proprio sul nigeriano e per un altro paio di interventi che avrebbero potuto giustificare l'espulsione del centrocampista. Il primo tempo scivola via senza ulteriori sussulti, con un'Inter che nonostante un sostanziale predominio territoriale fa una fatica enorme a trovare il bandolo della matassa per scardinare l'impianto difensivo degli avversari.

Nella ripresa, dell'Inter comunque volenterosa dei primi 45' non c'è più traccia, e sboccia una nuova Atalanta più aggressiva, arrembante, pericolosa. Marilungo si fa male quasi subito, e Colantuono getta nella mischia il talentuoso Gabbiadini che impegna Julio Cesar con un bel colpo di testa. Con Cambiasso fermo sulle gambe, lo schema-Maicon inceppato per evidenti difficoltà fisiche del brasiliano nel fare le due fasi, ed un Milito in giornata no, sbloccare la gara diventa una chimera. Ranieri toglie dal campo proprio il Principe inserendo l'irritante Zarate, poi completa il trittico di follie sostituendo Poli e Obi con Faraoni e Castaignos ridisegnando un 4-3-3 che produce zero tiri in porta e tanta sofferenza dietro, con Lucio che dopo l'errore di martedì rischia di combinare un altro disastro atterrando in area Gabbiadini con Gava che non fischia un rigore che sarebbe stato sacrosanto e probabilmente letale per i padroni di casa. Quando arriva il triplice fischio, la sensazione del tifoso interista è quella dello scampato pericolo, mentre la certezza è che questa squadra difficilmente disputerà le coppe europee nella stagione 2012/13. Con dieci partite da giocare, una rosa che cade a pezzi ed un tecnico allo sbando ma confermato a più riprese dalla società, il domani non è roseo. Non è escluso un colpo di mano di un Moratti scurissimo in volto anche oggi, ma se c'era da esonerare Ranieri andava fatto prima, quando ancora c'era qualcosa da salvare. Adesso, da salvare c'è davvero poco.