Reti bianche a Firenze, l'Inter saluta la Champions

Solo 0-0 al Franchi tra viola e nerazzurri, che salutano il sogno Champions League. Julio Cesar para un rigore a Ljaijc, salvando un pari che per quanto visto in campo rispecchia esattamente l'andamento di una gara non certo da ricordare.

Reti bianche a Firenze, l'Inter saluta la Champions
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Fiorentina: Boruc; Camporese, Natali, Nastasic; Cassani, Kharja, Behrami, Lazzari, Pasqual; Cerci; Ljajic (27' st Acosty).
Inter: Julio Cesar; Maicon, Lucio, Chivu (37' st Ranocchia), Zanetti (1' st Nagatomo); Poli, Cambiasso; Forlan (9' st Sneijder), Alvarez, Zarate; Milito
ARBITRO: Valeri di Roma.
NOTE: Ammoniti: Nastasic, Pasqual, Cerci, Acosty (Fiorentina), Julio Cesar, Lucio, Chivu, Milito (Inter).

Come per ogni sogno che si rispetti, arriva sempre il momento in cui bisogna fare i conti con la realtà, ed il risveglio spesso è brusco. Quello dell'Inter di Stramaccioni è terminato oggi, sul prato dell'Artemio Franchi, con uno scialbo pari che sarebbe potuto essere anche una sconfitta se Julio Cesar non fosse tornato super parando il calcio di rigore di Ljaijc al 25' della ripresa, e che classifica alla mano costringe i nerazzurri non solo a riporre nel cassetto l'idea terzo posto, ma a dover lottare con le unghie e con i denti per assicurarsi almeno un piazzamento nell'Europa di servizio. La Fiorentina, senza Jovetic e Amauri, ha creato le palle gol migliori e giocato una gara importante, anche se il margine di vantaggio sul terzultimo posto oggi potrebbe assottigliarsi ulteriormente qualora il Lecce dovesse riuscire nell'impresa di sbancare l'Olimpico. Un pari che insomma, serve a poco a entrambe le formazioni, condannate ad un finale di stagione di sofferenza in un'annata complicata e avara di soddisfazioni.

C'E' RICKY, STRAMA CAMBIA - Per la gara con i viola, Stramaccioni decide di varare il 4-2-3-1, sacrificando in mediana Stankovic per un quartetto offensivo formato dal trio Alvarez-Zarate-Forlan a sostegno di Milito. Zanetti è il terzino sinistro, con il ritrovato Maicon sulla corsia opposta e Cambiasso-Poli coppia di centrali di centrocampo. Poco prima del fischio d'inizio altra tegola per Delio Rossi, che è costretto a rinunciare a Montolivo per via di un problema muscolare e manda in campo Kharja. I viola partono bene, contro un'Inter abulica e che pare risentire della variazione sul tema tattico apportata dal tecnico, anche per via di un Forlan irritante e di un Zarate che si accende solo a intermittenza. Alvarez, il più positivo della batteria di trequartisti, prova a inventare qualcosa ma trova scarsa collaborazione, con Maicon che a destra torna a essere uno schema anche se è chiaramente ancora lontano parente del Colosso che arava l'erba se sorretto da una buona condizione fisica complessiva. Nell'equilibrio sostanziale che si va a creare col passare dei minuti, la Fiorentina potrebbe fare male in almeno un paio di occasioni, ma senza JoJo è tutto più difficile.

CRAC ZANETTI, JC SUPERMAN - Nella ripresa Stramaccioni deve rinunciare a capitan Zanetti, che dà dimostrazione di essere anch'egli umano alzando bandiera bianca, sostituito da Nagatomo. Non c'è nessun problema fisico alla base della sostituzione di Forlan, rilevato da Sneijder al rientro dopo l'infortunio: l'uruguagio continua a offrire prestazioni decisamente sotto la sufficienza, e il suo inserimento in nerazzurro ormai è un fallimento pressochè conclamato. La Fiorentina non risente dei nuovi innesti di Stramaccioni, rimanendo compatta e confermando le buone indicazioni offerte nel match contro il Milan, e al 25' potrebbe passare: Lucio macchia la sua prestazione facendosi scappare Lazzari, che viene messo giù da Julio Cesar. Calcio di rigore inevitabile, ma dal dischetto Ljaijc si fa ipnotizzare dal portiere nerazzurro che salva così il risultato. Stramaccioni vorrebbe giocarsi la carta Pazzini, ma fa i conti con un nuovo stop, stavolta di Lucio: il Pazzo rimane così fuori, sfogando tutta la sua rabbia con un pugno al bordo della panchina, e ad entrare sul terreno di gioco è Ranocchia. Cerci, indiavolato, mette a ferro e fuoco la retroguardia nerazzurra, mentre l'Inter crea poco o nulla. Finisce 0-0: chi si accontenta, stavolta non gode proprio per niente.