Strama-show: "Carichi e motivati per il derby"

Tra un sorriso ed una battuta, nella conferenza stampa pre-derby, Stramaccioni si lascia andare, caricando la squadra in vista di una partita sentitissima a Milano ma, questa volta, anche a Torino. Il tecnico romano dichiara di voler vincere per restare all'Inter e poi dichiara che, tra Juventus e Milan, non ha preferenze per lo scudetto: "L'è istess".

Strama-show: "Carichi e motivati per il derby"
E' uno Stramaccioni carico per il derby (Getty Images)

Ci sono partite in cui è difficile mantenere la calma perchè sprigionano una tensione ed un'emozione senza pari. Senza alcun dubbio, il derby della Madonina, è una di queste partite: la storia si è espressa attraverso più di cento anni di partite tra le due squadre di Milano ed affrontare una partita del genere da allenatore dell'Inter, a 36 anni, alla prima esperienza da tecnico su una panchina della massima serie, beh, non è di certo un'emozione da poco. Stramaccioni, dentro sè, sicuramente sa tutto ciò, ma il carattere e l'ironia che ha mostrato di possedere in questo ultimo mese non vengono meno nemmeno prima di un match del genere, ma anzi, incanala tutta la pressione in una spinta positiva per la squadra, come con una molla pronta a lanciarsi verso l'infinito. "C'è una voglia matta di giocare questa partita, ma soprattutto c'è una voglia matta di vincerla. Arriva, questa sfida, in un momento in cui la nostra carica è al massimo. L'atmosfera è bellissima, con tutta la città che vive e sente la partita, ma si va oltre data l'importanza della posta in palio. Sarà un match emozionante da vivere, non vediamo l'ora di scendere in campo" dichiara Stramaccioni ad inizio conferenza.

Come ogni pre-partita non può mancare la domanda sul futuro del giovane tecnico romano, che come al solito riesce ad aggirare la questione con classe, lanciando però importanti messaggi al Presidente: "Non dovete chiederlo a me quale sarà il futuro, so solo che sarà giudicato in base al mio lavoro ed il derby di domani fa parte di questo mio lavoro e, sicuramente, darà modo di avere un giudizio in più su di me ma anche sui giocatori. E' una partita dove tutto vale doppio, ne siamo consapevoli e la nostra motivazione è al massimo". Lasciando da parte il futuro più lontano, ma restando il quello prossimo, c'è la reale possibilità che l'Inter sia, suo malgrado, giudice anche dello scudetto, e dopo la sconfitta di Parma, che ha cancellato i sogni Champions dei tifosi, molti di questi si sono divisi in un dilemma senza soluzione: meglio un favore al Milan o uno alla Juventus? Stramaccioni preferisce non sbilanciarsi, ma anzi, cancellare ogni brutto pensiero con una battuta: "Ve lo dico in lingua: l'è istess (il milanese del tecnico strappa una risata a tutti, soprattutto perchè lascia alquanto a desiderare). Di questo non parlo, verete in campo come andrà".

Di certo però è innegabile che il terzo posto sia ora un obbiettivo difficile da raggiungere ed è molto più probabile che l'anno prossimo, i nerazzurri, si troveranno a giocare l'Europa League, in Italia vista da molti come un fastidio, ma Stramaccioni non vuole sbilanciarsi: "Noi ora giochiamo due partite cruciali contro Milan e Lazio, in cui vogliamo assolutamente ottenere i sei punti. Alla fine della stagione vedremo che posizione occuperemo, però non facciamo calcoli ora e nemmeno mi è stato chiesto di farne. Facciamo più punti possibili, poi vedremo":

Si torna dunque al presente, ovvero al derby di domani sera. Torna il capitano nerazzurro Zanetti, quanto è importante averlo nuovamente a disposizione? "Se fosse stato per lui sarebbe già sceso in campo a Parma, ma col dottore abbiamo preferito tenerlo ancora a riposo. Scherzando gli ho anche detto che sarebbe rientrato con la Lazio, dovete vedere che faccia ha fatto! Ma ora è al 100% e credo che avrebbe comunque giocato anche con una sola gamba". C'è curiosità anche su come prepara, un allenatore così giovane e così poco esperto, una partita come il derby: "E' stata una settimana corta quindi vanno valutate tutte le condizioni dei giocatori. Andranno in campo undici uomini al 101% perchè il mio compito è di schierare i migliori giocatori che stanno meglio fisicamente. Sarà determinante la nostra capacità di mantenere la condizione migliore".

Nel derby di ritorno della scorsa stagione l'Inter arrivò sulla spinta di una rincorsa incredibile, ma crollò anche a causa di un'errata impostazione della partita. Domani sarà invece il Milan a dover vincere a tutti i costi, ma Stramaccioni dichiara che questo non è un fattore che ha influito nelle sue riflessioni sulla partita: "Durante la gara queste cose non valgono e poi anche noi vogliamo vincere eh, non specualimo sulla loro voglia di fare risultato, lo dico sia per questione di obbiettivi sia perchè è un derby. La partita sarà più avvincente proprio per questo, sfuggirà ad ogni calcolo". Il Milan deve vincere, l'Inter vuole vincere ma, soprattutto, è lo stesso Stramaccioni a volere la vittoria con tutte le sue forze, consapevole che la partita di domani influirà molto sul suo futuro nerazzurro, perchè lui vuole restare e non usa mezzi termini per farlo capire: "Da uno a dieci io voglio restare undici. Sto dando tutto me stesso per quest'avventura, ma l'ho sempre detto: già essere stato scelto è un sogno, ora sono l'allenatore dell'Inter e voglio restare".

Di certo il cammino di Stramaccioni è stato pazzesco: dai derby vinti con la Primavera a questo con la prima squadra. Stanotte probabilmente non dormirà. "Mah, sarà incoscienza la mia, ma stanotte penserò soltanto a quelle che ptoranno essere tutte le evoluzioni della partita, penserò ai dettagli, a capire chi sta meglio. Ora il mio cervello è una macchina concentrata solo sul campo, poi a fine stagione mi renderò magari realmente conto di tutto, ma per ora la botta emozionale è passata". E da ex romanista, la situazione in cui si trova oggi l'Inter, non gli ricorda quella in cui si trovarono i giallorossi nel 2000, costretti a scegliere tra Juventus e Lazio? "Io ero della Roma, tifavo Roma e se oggi sono qui è anche grazie al lavoro fatto lì, ma lo sapete tutti, là non è finita bene e sono arrivato in questa fantastica famiglia che mi ha colpito tanto. Ora sono coinvolto solo in questo ambiente, sto anche imparando il milanese!".

Interessante capire se Moratti, come dichiarato al Corrieri dello Sport in settimana dal tecnico stesso, ha davvero suggerito la formazione per domani con un foglietto nella tasca di Stramaccioni. Il giovane allenatore, tira fuori dalla tuta un foglio, ma poi sorride e dichiara: "Si, ma era solo una battuta, anche se mi ha colpito molto la sua competenza. La realtà è che nella vigilia ci possono essere tante sfumature sulle condizioni dei calciatori che ti fanno cambiare idea. In ogni caso la formazione la decido io...Guarin ad esempio aveva giocato le ultime quattro gare e col Parma ho preferito tenerlo fuori visto che viene da un lungo infortunio ed ha un fisico particolare. Nel mio ruolo bisogna pensare anche alla miglior gestione possibile".

In conclusione una piccola riflessione di Stramaccioni su quale sia la cosa più esaltante e quale la più deprimente, nel vivere questo derby da protagonista: "La più esaltante è vivere questo derby, per me che sono vergine di queste partite. Giocheremo in una cornice straordinaria, coi nostri tifosi. La più deprimente penso sia vedere che le cose non vadano come dovrebbero. Io però noto uno spogliatoio molto carico, poi parlerà il campo". E dunque che sia il campo a parlare, unico vero giudice in questo sport.