Palacio all'Inter: il si dopo un anno di corteggiamento

Le parole di ieri di Preziosi hanno tolto ogni dubbio: Rodrigo Palacio è un nuovo calciatore dell'Inter. El Trenza giunge a Milano un anno dopo i primi "gesti galanti" dei nerazzurri nei suoi confronti, ma lo fa forte di una stagione, induvidualmente, da incorniciare e con un bagaglio tecnico perfetto per il gioco di Stramaccioni. Nonostante ciò però, i tifosi storcono il naso.

Palacio all'Inter: il si dopo un anno di corteggiamento
Palacio è finalmente un giocatore dell'Inter, dopo un anno di corteggiamento (Getty)

Una faccia da bravo ragazzo, temperata dalla maturità dei trentanni oramai compiuti; una capigliatura discutibile, ma che lo ha reso famoso in tutta Italia e che gli ha regalato il soprannome di El Trenza (la treccia); trentadue presenze, diciannove gol e sette assist nell'ultima Serie A, con uno score complessivo di cento presenze, trentotto gol e ventotto assist con la maglia del Genoa: questo è Rodrigo Palacio, ultimo arrivato in casa Inter e primo acquisto nerazzurro di questa sessione di mercato. La voce di un interessamento del club di Corso Vittorio Emanuele per l'attaccante argentino ha iniziato a circolare poco più di una settimana fa e nel giro di pochi giorni la trattativa era conclusa e nonostante l'assenza dell'ufficialità legale (il contratto firmato e controfirmato depositato in Lega), c'è l'ufficialità mediatica grazie alle parole rilasciate ieri dal Presidente dei Grifoni Preziosi, il quale ha dichiarato: "Palacio è un giocatore dell'Inter, l'accordo è stato raggiunto. E' un'occasione importante per entrambe le società e credo che il giocatore sia contento".

UN CORTEGGIAMENTO LUNGO UN ANNO - Effettivamente Palacio, al Genoa, non se la sentiva più di rimanere. E' proprio Preziosi a riferirlo nell'intervista rilasciata ieri a Sky Sport, dicendo che lo strappo avvenuto tra giocatore e tifoseria a Novara e la bruttissima contestazione alla squadra nella tristemente nota sfida interna con il Siena, ha fortemente segnato il calciatore come molti altri suoi compagni, portandoli alla scelta di abbandonare il capoluogo ligure per lidi nuovi e più ambiti. Per Palacio non è di certo stato un problema trovare una nuova casa visto che gli estimatori non sono mai mancati: Lazio e soprattutto Roma si erano fatte avanti per trattare il giocatore, ma alla fine, a spuntarla, è stata l'Inter. I nerazzurri, in realtà, non hanno mai nascosto la loro stima verso il ragazzo e molti ricorderanno la lunghissima, estenuante, ed alla fin dei conti inconcludente, trattativa della scorsa estate tra Genoa e dirigenti nerazzurri al fine di portare Palacio al servizio dell'allora tecnico interista Gasperini. Proprio l'allenatore cresciuto sulla panchina del vivaio juventino lanciò nel nostro campionato questo talentuoso giocatore, giunto a  Genova dopo tante annate gloriose con la maglia del Boca Juniors, e gli sarebbe piaciuto molto poterlo allenare anche a Milano, ma la politica restrittiva degli investimenti applicata da Moratti e Branca fece naufragare il tutto. In questa complicata ed amara stagione per il Genoa, Palacio è l'unica nota positiva poichè da trequartista amante dell'assist, l'argentino s'è tramutato in un famelico e micidiale terminale offensivo, geniale ma soprattutto cinico sotto la porta avversaria. Gli ottimi numeri dell'annata appena conclusasi, uniti alla volontà del giocatore, hanno probabilmente rotto gli ultimi indugi in casa Inter e la dirigenza nerazzurra, in poche mosse, è riuscita finalmente a portare a termine un corteggiamento iniziato proprio un anno fa. Ora si aspetta solo l'ufficializzazione del fatidico si.

CONVERGENZA D'INTERESSI - Chiaramente, il passaggio in nerazzurro, segna anche un importante passo avanti nella carriera di Palacio che anche se negli anni passati nel Boca ha ottenuto grandi risultati, col suo passaggio al Genoa ha scommesso tanto su di sè, cercando di sfondare in un Continente che per ogni talento sudamericano consacrato, dieci ne brucia. Genova è una piazza calda, intensa, ma che lotta per mete sicuramente non di primissimo livello ed i deludenti risultati dell'ultima stagione, con la salvezza raggiunta soltanto alla trentottesima giornata, ne sono la prova. Ecco dunque perchè è bastato un solo incontro vis-à-vis tra i dirigenti di Corso Vittorio Emanuele e gli esponenti della ProSoccer24, società che gestisce gli affari del giocatore, per raggiungere l'accordo: gli interessi delle due parti convergono nella stessa direzione, ovvero quella del successo. La base dell'accordo dovrebbe costruirsi su un contratto triennale per El Trenza, il quale, come ha affermato Preziosi, "si vedrà raddoppiare l'ingaggio che attualmente riceve da noi", senza contare che con il Genoa sarebbe andato in scadenza nel giugno del 2014, un anno prima rispetto all'accordo raggiunto con l'Inter. Come in ogni operazione di calciomercato però non si può sottovalutare la rilevanza avuta in tutta la trattativa anche degli interessi della terza parte, in questo caso della società ligure: nelle casse genoane dovrebbero essere versati undici milioni cash, ma Preziosi non esclude la possibilità che parte della cifra sia sostituita da contropartite tecniche, le quali potrebbero essere la metà di Kucka, attualmente in comproprietà tra i due club, o qualche giovane della Primavera nerazzurra, terreno fertile di raccolta per il Presidente dei Grifoni.

E STRAMACCIONI SORRIDE - Che Palacio sia un giocatore di livello è indiscutibile, più discutibile invece è se sia possibile far rientrare il calciatore in quell'elitè di "top player" che riempie, con i propri nomi, pagine e pagine di giornali ogni estate. La risposta non è facile, semplicemente perchè i criteri secondo cui un giocatore è o meno un top player non sono mai stati fissati da alcuna legge o regolamento. Via dunque a dibattiti su dibattiti, soprattutto negli ambienti nerazzurri, dove i tifosi si dividono tra chi ritiene Palacio un grande colpo e chi invece ritiene che undici milioni spesi per un trentenne che finora s'è messo in luce soltanto al Genoa siano eccessivi, dimenticandosi forse di un certo Diego Alberto Milito. Soltanto il tempo emetterà sentenza definitiva al riguardo, di certo però non si può evitare di sottolineare l'utilità di un acquisto del genere e non a caso l'arrivo di Palacio all'Inter già la scorsa estate avrebbe fatto sorridere Gasperini e, probabilmente, anche Claudio Ranieri: il giocatore argentino è un vero trasformista del reparto avanzato, in grado di ricoprire più ruoli sempre con grande professionalità e, soprattutto, con ottimi risultati. Ala in un 4-3-3, trequartista laterale in un 4-2-3-1, seconda punta di movimento in un 4-4-2 o in un 4-3-1-2, trequartista centrale solitario o in coppia con un altro fantasista ed, addirittura, come più volte ha saputo dimostrare quest'anno, prima punta atipica, più di tecnica e rapidità che di potenza fisica. La sua duttilità si riflette chiaramente su tutta la squadra che sarebbe così in grado di trasformarsi in match in corso ed adattarsi alle varie situazioni ed ai vari avversari. Insomma, se Preziosi, Palacio e Moratti sorridono, certamente Stramaccioni non può che fare altrettanto ed il sorriso sul volto di un allenatore dell'Inter non lo si vedeva da tanto tempo.