La prima di Strama: "Arriva chi piace a me"

La prima di Strama: "Arriva chi piace a me"

E' appena iniziato il ritiro estivo dell'Inter in quel di Pinzolo, ma è già il momento delle parole del giovane tecnico nerazzurro, che come ha già dimostrato nelle ultime settimane della scorsa stagione, ha le idee chiare ed è molto carico. La squadra lavora ma, come sottolinea più volte, il gruppo ora a Pinzolo è solo la base, arriveranno altri giocatori, ma solo con il suo bene placet. L'Inter è cambiata anche in questo.

L'Inter sta cambiando e non è solo una sensazione, sono i fatti a dirlo. I tanti addii che sono giunti e che presto arriveranno, lasciano il posto ai volti nuovi ed affamati dei recenti acquisti. La prima novità però è rappresentata dall'allenatore, ovvero Andrea Stramaccioni. Il giovane tecnico romano, in realtà, s'è già fatto conoscere nelle ultime settimane della scorsa stagione in cui, dopo aver sostituito Ranieri, s'è conquistato con caparbietà e grinta la conferma, ma adesso deve dimostrare che quei lampi di luce mostrati allora non furono soltanto abbagli, ma vera voglia di fare rinascere una squadra che, purtroppo, s'era accartocciata sulle proprie macerie. Pinzolo è il punto di partenza e da qui arrivano le prime parole della stagione 2012/2013 di mister Stramaccioni: "L'impatto con Pinzolo è stato fantastico, un'organizzazione perfetta e ieri sera in piazza ho voluto ringraziare tutti i tifosi venuti fino a qui per salutarci e supportarci. La nuova inter sarà sicuramente una squadra motivata e con la voglia di lavorare, dire altro il 6 luglio è presto". La sensazione che tanti hanno avuto quest'anno è che, dopo due estati in cui l'allenatore non si sapeva bene chi fosse fino a luglio, la dirigenza abbia deciso da subito di puntare forte su di lui, mettendolo veramente al centro del progetto: "Questo mi fa sentire importante, ma allo stesso tempo i riflettori devono essere accesi solo sulla squadra e sui ragazzi. L'Inter ha poca voglia di fare promesse e tanta invece di lavorare, lo pensano l'allenatore e tutto il gruppo".

Un tipo tosto, "gajardo" direbbero a Roma, sua città di nascita, ma soprattutto sicuro di sè e della sua posizione all'interno del club e la dimostrazione è quando parla del mercato nerazzurro, svegliatosi all'improvviso ed in pieno fermento: "Sono arrivati quattro giocatori di livello, ci metto anche Guarin. Uno per ruolo e tutti con motivazioni da Inter. Questo gruppo è unito, abbiamo voglia di tornare nelle posizioni che ci competono. Io mi prendo le mie responsabilità e ci metto la faccia: di sicuro arriveranno solo giocatori che mi piaciono". La collaborazione tra allenatore e dirigenti è ottima e continua: "Sono molto coinvolto, anche grazie al grande lavoro di equipe che stiamo facendo sin da quando sono arrivato. Insieme abbiamo preso tante decisioni importanti, i nuovi dirigenti hanno completato un gruppo di lavoro diretto dal presidente che va tutto nella stessa direzione. Mi sento al centro del progetto e mi sento molto coinvolto. Abbiamo tutti le idee chiare di come bisogna operare sul mercato, anche se è un momento economicamente difficile per tutti. L'importante sarà avere giocatori funzionali alle idee dell'allenatore, funzionali al nostro tipo di gioco. Questo gruppo a Pinzolo è una base importante, ma dobbiamo già lavorare sodo visto che inizieremo molto presto".

Nella lunga conferenza stampa trovano spazio anche domande sui singoli. La prima non poteva essere che su Julio Cesar, un pò il caso che sta animando in questi giorni la discussione attorno all'Inter: "Io, personalmente, ho un ottimo rapporto con lui, mi ha aiutato tanto insieme ad altri quando mi sono seduto su questa panchina. Il suo valore non è assolutamente in discussione. Ho sentito tante cose in questi giorni sul suo conto, ma l'Inter viene prima di tutto e la società ha il diritto e dovere di fare le scelte che ritiene migliori. Io con lui non ho problemi comunque". Un pensiero però va anche a Chivu, che ha deciso di restare, Nagatomo, sempre beniamino dei tifosi, e Sneijder, possibile partente secondo alcuni: "Chivu è un grande, sa fare benissimo due ruoli, certamente non posso chiedergli di spingere se lo metto sulla fascia. Di certo fa parte della batteria di otto difensori che ho a disposizione, l'utilizzazione la vedremo con calma. Nagatomo invece è un grande professionista, di qualità ed ha un pregio che fa felice ogni allenatore: è duttile. Sneijder è al momento fondamentale per noi, ma non  dirò mai che qualcuno è incedibile perchè sarebbe un abuso di potere. Io faccio l'allenatore, posso al massimo chiedere di pensarci bene se arriva un'offerta importante. Poi, ripeto, io lavoro in sintonia col club".

Stramaccioni detta anche la strada che l'Inter dovrà seguire il prossimo anno nell'Europa League, competizione che molto spesso in Italia si vive più come un peso che come un'occasione: "L'Europa League, oggi, è la nostra Europa, quindi io ci tengo, il presidente ci tiene, il gruppo ed i tifosi ci tengono. Vogliamo fare bene. Sicuramente non sarà facile da gestire con anche il campionato, ne ho parlato pure con Guidolin, ma cercheremo di allestire una rosa adeguata": Ancora mercato quindi, frasi che fanno comprendere quando Stramaccioni sia coinvolto nella costruzione della squadra, a partire anche da Poli, giocatore attualmente alla Sampdoria ma che l'Inter sta cercando di tenere a Milano: "Andrea è nella mia lista, Branca mi ha detto che stanno parlando con la Sampdoria per tenerlo a Milano, vedremo. Lui di certo rientra nel mio progetto. Paulinho e Lucas? Il Sud America è una fucina di campioni, si sa....". Parole abbastanza chiare: Stramaccioni, più che un classico allenatore, pare essere diventato un manager all'inglese in casa Inter. Le sue carte le ha mostrate, ora sta a Moratti e Branca rispondere.