Paulinho, un tuttofare per la mediana dell'Inter

Paulinho, un tuttofare per la mediana dell'Inter

Giovane, fisico, talentuoso e tatticamente intelligente: Josè Paulo Bezerra Maciel Junior, per tutti Paulinho, è il centrocampista moderno che fa al caso dell'Inter e che la dirigenza nerazzurra sta cercando in ogni modo di portare a Milano. Un giocatore classe '88 che nonostante la giovane età ha già giocato in Europa ed è fresco campione della Libertadores con il Corinthians, squadra con cui è definitivamente esploso.

Gioco d'attesa, di rilanci, di contatti e di messaggi lanciati nell'etere: l'Inter le sta provando tutte per portare a Milano un giocatore di gran talento e che farebbe proprio al caso dei nerazzurri nella nuova era lanciata quest'estate. Josè Paulo Bezerra Maciel Jùnior è da tutti conosciuto col nomignolo di Paulinho ed è fresco campione della Copa Libertadores con i colori della formazione brasiliana del Corinthians. Centrocampista moderno, agile e fisico (1,80 cm per 71 kg), dotato di grande intelligenza tattica ed ottima capacità di inserimento, rappresenta il perfetto elemento per integrare e definire il centrocampo nerazzurro della prossima stagione, un centrocampo che necessita di gambe e polmoni viste le delusioni dell'annata scorsa. E' un classe 1988 ed è quindi nel pieno della maturazione calcistica, raggiunta proprio nel club di San Paolo, dove dopo il Brasilerao vinto nel 2011 è stato anche eletto miglior centrocampista del torneo. Potrebbe facilmente integrarsi in ogni ruolo di un centrocampo a tre, meglio se come mezzala, dove le sue capacità di leggere in anticipo le situazioni gli permettono di essere un gran recupera palloni e di presentarsi spesso puntuale in zona gol.

RITORNO IN EUROPA - Di lui, in questi giorni, se ne sta parlando tanto poichè il direttore sportivo dell'Inter Piero Ausilio è stato pochi giorni fa in Brasile proprio a trattare il possibile trasferimento del ragazzo in nerazzurro. Ma pochi sanno che Paulinho ha già assaggiato i campi da gioco europei. In realtà è stata un'esperienza giovanile e ben poco proficua, ma prima il Vilnius, formazione lituana attualmente in seconda divisione, e poi il LSK Lodz, in Polonia, si erano aggiudicati nel 2006/2007 e nel 2007/2008 le prestazioni del brasiliano. 55 presenze e 5 gol dopo, Paulinho decise di fare ritorno in patria, deluso dall'esperienza che, forse, sperava potesse lanciarlo nel calcio che conta, e ad accoglierlo fu il Pao de Acucar, piccolo club di quarta divisione brasiliana che l'aveva lanciato tre anni prima. L'ascesa, da quel momento, fu rapida: mezza stagione lì, poi una stagione nella seconda divisione con il Bragantino, dove le sue ottime prestazioni gli permisero di sbarcare a San Paolo con la maglia del Corinthians, squadra in cui è esploso definitivamente negli ultimi due anni. Oltre all'Inter è seguito da diversi club portoghesi, che però non si sono mai realmente fatti vivi, e soprattutto dal CSKA Mosca che con un'offerta di circa 9 milioni di euro era pronto a portarlo in Russia, ma il no del calciatore ha bloccato tutto: l'unica Europa che vuole oggi, sei anni dopo la cocente delusione provata in Lituania e Polonia, è quella che conta ed ecco perchè l'Inter pare essere l'unica vera pretendente al suo cartellino.

UN GIOCATORE, TRE PROPRIETARI - Se la sua carriera, ancora breve, da calciatore è stata travagliata e movimentata, non si può dire diversamente per quanto riguarda la storia del suo cartellino. Il giocatore, difatti, non è affatto del Corinthians, bensì di tre diverse società: il 10% appartiene al Bragantino, club in cui ha militato nella stagione 2009/2010, mentre il restante 90% è diviso equamente tra il fondo d'investimento brasiliano Audax e la banca BMG. In Brasile, situazioni del genere, sono molto frequenti perchè molto spesso i club, negli anni passati, non erano in grado di pagare direttamente tutto il cartellino dei calciatori e facevano affidamento proprio a banche o società d'investimento esterne per supportare i costi d'acquisto, sperando poi che il calciatore esplodesse e ripagasse pienamente tutte le parti in causa. Ecco il motivo per cui la trattativa non è affatto semplice. L'Inter, con la sua offerta iniziale di 8,5 milioni di euro, ha guadagnato l'ok del fondo Audax e del Bragantino, ma non della BMG che valuta invece il ragazzo 10 milioni (la quotaione si è alzata dopo la vittoria del Corinthians nella Libertadores e le buone prestazioni del calciatore nella competizione). La distanza è facilmente colmabile, ma in un momento storico come questo, anche un milione e mezzo è tanto per le casse delle società calcistiche italiane. In ogni caso, in Corso Vittorio Emanuele, c'è tutta la volontà di portare a termine l'operazione, anche perchè sembra che Stramaccioni si sia calcisticamente innamorato del ragazzo, da molti paragonato ad un Cambiasso dei primi anni nerazzurri o al Marchisio dell'ultima stagione juventina. Se così fosse l'inter dovrebbe stringere i tempi per donare al campionato italiano un nuovo talento.