Grandi manovre. Il mercato entra nel vivo, l'Inter corre, Europa o meno. Il sesto posto, oggi, è lontano, ma il progetto prescinde dal raggiungimento o meno della cornice extra-Italia. Thohir e Mancini, un binomio di personalità, di prospettiva.

Yaya Touré è il nome giusto, il simbolo attorno a cui costruire l'Inter della prossima stagione, un' "attrattiva" in grado di convincere prospetti altisonanti dubbiosi sul futuro del club, Thiago Motta in primis. L'ivoriano è al top, a 32 anni, vuol segnare l'ultimo passo di una grande carriera, è pronto a rinunciare alla ricca Premier per mettersi a disposizione di Mancini. L'ingaggio è da fuoriclasse, 5 milioni, per 5 anni - questo il pre-accordo con l'Inter - resta da convincere il City. Colloquio tra le parti al termine della Premier.

Chiuso il colpo grosso in mediana, spazio al "contorno". Sfumato Dybala, si sonda Jovetic, da sempre pallino nerazzurro. Un passato alla Fiorentina, un presente, triste, in Inghilterra. Rottura totale con Pellegrini dopo l'esclusione dalla lista Champions, l'occasione è ghiotta, perché il montenegrino può lasciare Manchester a prezzo di saldo. 

Tra i pali, operazioni di seconda fascia. Mirante è il prescelto per il ruolo di dodicesimo, Carrizo è a un passo dal ritorno in patria. Handanovic resta un rebus, Manchester United e Roma in attesa. Lo sloveno vuole la Champions, l'Inter è pronta a cedere, ma serve un'offerta super. Cech è vicino all'Arsenal, difficile evidenziare oggi un possibile sostituto.

Infine Biabiany. Un ex, nuovamente vicino al club di Thohir. Lo stop per aritmia cardiaca è alle spalle, Biabiany corre e si allena, lo staff nerazzurro segue il graduale recupero. 

Sul fronte rinnovi, Icardi e l'Inter sono al passo finale. Alle spalle gli screzi con la Juve, Icardi è il tassello del futuro, il campione del domani, 3 milioni più bonus a salire, adeguamento sostanzioso per un centravanti con pochi eguali.  

Fonte Gazzetta.it