Milan-Inter, come cambia una stagione

Stasera il derby di Milano numero 276 della storia, tra la vicenda Pato-Tevez e le speranze di rimonta dei nerazzurri. Cent'anni di sfottó e una rivalitá segnata dall'ironia e dall'amore per la cittá. Non sará mai "solo una partita". Le piú belle coreografie degli ultimi anni.

Milan-Inter, come cambia una stagione
Poche ore all'inizio del derby, sale l'adrenalina

Ogni tanto qualcuno ci prova, a catalogare il derby di Milano come una semplice gara tra due squadre di calcio, ma il tentativo fallisce miseramente quando il grande evento si avvicina e l'adrenalina inizia a circolare senza soluzione di continuità. No, il derby non è e non sarà mai "solo una partita", e quello che andrà in scena domenica sera ovviamente non fa eccezione.

Certo, la bufera-Tevez ha contribuito a distogliere la mente dalla stracittadina, ma adesso che, dopo la convulsa giornata di ieri, la nebbia pare essersi diradata le menti sono tutte proiettate sulla sfida che, anche se non deciderà un bel niente, potrebbe lasciare segni pesantissimi sui campionati delle due squadre. Già, perchè un derby può costituire una importante "sliding door", tale è la sua importanza nell'economia di una stagione: un'importanza che è ben superiore alla semplice posta in palio, come abbiamo spesso visto in passato.

Non ci credete? Bene, allora facciamo un salto all'indietro, rivedendo il film di alcuni dei derby che maggiormente hanno lasciato il segno nella memoria dei tifosi, ed il cui verdetto ha avuto un impatto fragoroso sul prosieguo dell'annata delle due milanesi. 

Inter-Milan 1-1 (15 marzo 2003) - il sogno e il grande incubo. Semifinale di ritorno di Champions League, e San Siro è vestito a festa per uno fino a quel momento mai andato in scena: Inter e Milan si giocano un posto nella finalissima di Manchester, e dopo lo scialbo 0-0 dell'andata è il momento di decretare quale delle due formazioni è di troppo per il gran ballo di Old Trafford. L'Inter di Cuper, dopo l'annata culminata col mortificante delirio del 5 maggio, sa che è la serata da non fallire per non mandare in archivio l'ennesima beffa a pochi passi dalla storia, mentre il Milan di Ancelotti dopo le meravigliose notti vissute durante i gironi eliminatori pare arrancare pur rimanendo assolutamente favorito dal punteggio dei primi 90 minuti.

Segna Schevchenko in chiusura di primo tempo, sfruttando un fortunoso rimpallo con Cordoba, Martins con una rete altrettanto rocambolesca a otto minuti dalla fine ristabilisce la parità, dando il via all'assedio finale. Abbiati è miracoloso su Kallon prima e Cordoba poi, e al fischio finale del direttore di gara sono i rossoneri ad esultare per un pari che vale quanto una vittoria, e di fatto apre il glorioso ciclo del Milan di Ancelotti, chiudendo l'era Cuper con la più atroce delle beffe.

 

Milan-Inter 3-2 (21 febbraio 2004) - tra la gloria e la remuntada, c'è Adriano. L'Inter di Zaccheroni (subentrato a Cuper alla 6° giornata, ndr) arriva al derby a distanza siderale dal Milan, lanciatissimo verso il tricolore, ma dopo il primo tempo il punteggio è di 2-0 per i nerazzurri. Due gol piuttosto casuali, a dire il vero: un corner di Stankovic che si infila in rete senza alcuna deviazione, ingannando tutti, poi un'autorete su tiro di Cristiano Zanetti che lascia credere che forse la serata è di quelle propizie per operare un memorabile sgambetto.

Nella ripresa, ecco l'evento che cambia il corso della gara, e forse della storia di quel campionato. Ad Adriano va tutto benissimo: su un lancio innocuo di Adani, il brasiliano vede scivolare prima Costacurta (che gli spalanca la strada verso la porta) e poi Dida, trovandosi nella situazione migliore per ammazzare la partita. Il numero 10 decide di calciare col destro, ovvero il piede che usa solo per salire sul bus, e grazia clamorosamente i rossoneri sparacchiando altissimo. Il Milan reagisce al grande spavento, e scatena la sua furia: Tomasson accorcia, Kakà agguanta i nerazzurri con una gran conclusione dopo una splendida cavalcata, e Seedorf segna la rete del sorpasso con un tiro da fuori area imparabile per Toldo. 

Dal possibile 0-3, al 3-2. Per il Milan è la prova del nove di una superiorità netta in quel campionato, per l'Inter la conferma di un'annata nera che si chiuderà con il quarto posto, che vale comunque l'accesso alla Champions League.

 

Milan-Inter 3-4 (28 ottobre 2006) - senza fine. Il primo derby dopo Calciopoli è stato forse il più spettacolare degli ultimi anni: una raffica di emozioni, senza alcuna logicità che giustificasse gli eventi che si susseguivano sul campo. L'Inter capolista domina la gara, nel primo tempo va a segno con Crespo e Stankovic e nella ripresa triplica grazie ad una magia di Ibrahimovic, ponendo le basi per un largo successo. Il Milan accorcia con Seedorf, Materazzi fa 4-1 ma viene espulso per essersi tolto la maglia (doppia ammonizione), e con Vieira che non sta in piedi per una botta i rossoneri gettano il cuore oltre l'ostacolo trovando con Gilardino e Kakà le reti della speranza.

L'assalto finale non sortisce i suoi frutti, e l'Inter prosegue la sua corsa senza ostacoli verso il titolo. Il Milan, penalizzato e sempre più lontano dalla vetta, punta tutto sulla Champions League che poi vincerà ad Atene nel maggio successivo.

 

Inter-Milan 2-0 (24 gennaio 2010) - l'alba del Triplete. Se c'è stata una gara spartiacque nella fantastica stagione dell'Inter di Mourinho, è stata senz'altro il derby di ritorno, al quale nerazzurri e rossoneri arrivarono con soli tre punti di differenza in classifica. Il Milan, reduce da una serie di vittorie convincenti, pregusta il colpaccio, ma l'Inter sorniona di Mou in campo domina in lungo e in largo dimostrandosi nettamente più forte degli odiati rivali cittadini. Milito segna, poi Rocchi espelle Sneijder per un applauso reiterato dopo un'ammonizione a Lucio per una simulazione giudicata fuori luogo, e l'Inter si ritrova in dieci con un tempo e mezzo ancora da giocare.

La forza mentale di quella Inter è impressionante, e nonostante l'inferiorità numerica Pandev trova lo spiraglio per piazzare la punizione del 2-0, rendendo vano ogni tentativo di rimonta. I nerazzurri chiuderanno in 9, con Lucio espulso per un fallo di mano in area decisamente discutibile, e con Julio Cesar che neutralizza il rigore di Ronaldinho dando alla serata contorni di perfezione assoluta. Il Milan esce dal campo ridimensionato, lasciando da lì a qualche settimana alla Roma lo scettro di anti-Inter, anche se poi com'è finita lo sappiamo tutti. L'Inter da Triplete, probabilmente, è nata quella notte a San Siro.

 

Milan-Inter 3-0 (2 aprile 2011) - la rincorsa frenata. Come l'anno prima, solo a parti invertite. Stavolta è l'Inter, rinvigorita dalla gestione Leonardo, a trovarsi dietro i cugini dopo una lunga rimonta, e il misero punto di distacco la dice lunga su quanto decisiva possa essere la gara. I nerazzurri sono dati più in palla, mentre il Milan caduto a Palermo e bloccato dal Bari in casa sembra essere alla canna del gas, per di più senza lo squalificato Ibrahimovic.

Le due settimane di stop per le nazionali cadono però a fagiolo per i rossoneri di Allegri, che trattengono i pezzi migliori (a differenza dei nazionali nerazzurri, partiti per i ritiri delle rispettive squadre) e preparano la gara al meglio. In campo, non c'è storia: Pato segna una doppietta, Cassano chiude dal dischetto. L'Inter, non pervenuta sul terreno di gioco, viene spedita a -4 e da lì a pochi giorni crollerà clamorosamente anche contro lo Schalke, dando l'addio anche alla Champions League. Il progetto-Leo si disgrega, Allegri riprende quota e slancio da una vittoria così netta e, superato il delicatissimo esame, la nave rossonera salpa definitivamente verso lo scudetto.

Insomma, dopo novanta minuti del genere, nulla è come prima. E' per questo, e anche per molto altro che il derby della Madonnina è qualcosa di più di una gara di calcio: o forse c'è ancora qualcuno che è convinto davvero del contrario? 

 

23 Novembre 2002, Milan-Inter 1-0

L'omaggio della Curva Nord a Peppino Prisco, anima della societá nerazzurra per mezzo secolo.

 

4 Maggio 2008, Milan-Inter 2-1

La Sud si rifá ad Homer Simson per prendere in giro i cugini. In panchina c'erano ancora Mancini ed Ancelotti. Il Milan gioca meglio e segna con Inzaghi e Kaká; gol della bandiera di Cruz.

   

 

15 Aprile 2006

La curva rossonera scomoda Dante Alighieri in persona per mettere in rima i tormanti dei nerazzurri, prima che iniziasse l'era di Mancini e dei 5 scudetti di fila.