Juve: obiettivo stella d'argento

Attesissima finale di Coppa Italia all’Olimpico di Roma: previsto il tutto esaurito, con l’enorme esodo di tifosi diretti verso la capitale. I bianconeri, dopo la conquista dello scudetto, vogliono lottare per conquistare il double ed omaggiare a dovere il Capitano, ma gli azzurri faranno di tutto per mettere in bacheca un trofeo che manca da troppi anni.

Juve: obiettivo stella d'argento
Juventus
Napoli / 20.45

Si preannuncia una finale carica di significato ed emozioni: la coppa nazionale, tanto snobbata e defraudata, propone sempre ottime sfide nelle sue battute finali. Dopo quella dalle grandi orecchie, in cui purtroppo nessuna formazione italiana è riuscita a raggiungere le battute finali, ecco l’ultimo appuntamento stagionale per il calcio italiano: la sfida, Juventus – Napoli, è di per sé elettrizzante e carica di significati, per cui ci si attende una gara palpitante e ricca di emozioni.

DUE SQUADRE RINATE – In questa stagione calcistica si è sento parlare spesso e volentieri, forse anche fuori contesto, di “progetto” attorno a cui sarebbero state costruite numerose squadre: bene, probabilmente proprio Juventus e Napoli sono le uniche in grado di vantare, al momento, un progetto di ricrescita ambizioso e concretamente applicato. Entrambe finite nel baratro per motivi differenti, entrambe risorte e promosse insieme dalla categoria cadetta nell’anno 2006/2007: la ricostruzione, più o meno difficoltosa a seconda dei casi, è ormai giunta a completamento e si attendono solo le cosiddette ciliegine sulla torta. I bianconeri possono ormai considerarsi di nuovo la temibile armata pre-Calciopoli, seppur con valori tecnici differenti, così come i partenopei hanno dimostrato di poter reggere il confronto anche fuori dai confini nazionali, sciorinando fior di prestazioni contro squadre di assoluto valore. Sono due formazioni atipiche, in grado di offrire una intensità di gioco senza pari ed un’aggressività trasmessa dai loro condottieri in panchina: il loro modo d’intendere il calcio, producendo costantemente gioco senza attendere l’avversario, fa sì che la sfida possa essere aperta a qualunque risultato, anche se i bianconeri partono leggermente favoriti dai pronostici.

NUMERI DA CAPOGIRO – L’imbattibilità stagionale della Juventus, senza contare la finale di stasera, è giunta a 42 risultati utili consecutivi: 26 vittorie e 16 pareggi raccontano di una stagione fantastica, con la miglior difesa in assoluto (24 gol totali al passivo), miglior serie positiva, migliore differenza reti ma con il reparto d’attacco un po’ sterile e sovente supportato dagli inserimenti dei centrocampisti; non è un caso che i cannonieri di squadra siano fermi a quota 10 reti, con Matri e Vucinic affiancati da Marchisio. La vera forza dei bianconeri è stata la mole di gioco e l’apporto collettivo alle azioni offensive, splendidamente coordinate da Andrea Pirlo, mentre per il bomber di razza si lavorerà nel prossimo mercato estivo: prima però c’è da conquistare il Double, il secondo trofeo stagionale, contro un Napoli voglioso di rivalsa dopo le avvincenti sfide in campionato; l’andata infatti terminò 3-3 con la Juventus in rimonta al San Paolo dopo un doppio svantaggio, mentre il ritorno ha visto un dominio bianconero terminato 3-0 allo Juventus Stadium a firma di Vucinic, Vidal e Quagliarella. Tornando alla Coppa, la conquista del trofeo numero 10 varrebbe (condizionale d’obbligo) la stella d’argento sulla maglia: attualmente il palmarès parla di 9 Coppe Italia conquistate, al pari della Roma, mentre il Napoli è fermo a quota 3, ultima gioia datata 1986/1987 con Maradona protagonista; la Juventus invece rincorre la terza sella dal 1995, ma il computo totale parla di 13 finali disputate, nella speranza che la numero 14 possa portare nuove soddisfazioni ai tifosi. Quella contro i partenopei è la sfida assoluta numero 151, con la Juventus vittoriosa 69 volte, 49 pareggi e solo 33 sconfitte. 

OMAGGIO AL CAPITANO – 19 anni di militanza calcistica vestendo la stessa maglia sono una rarità assoluta: se, com’è noto, vestire la casacca bianconera è di per sé impegnativo, si provi ad immaginare cosa possa significare vestire la numero 10, da capitano e uomo di riferimento della squadra per anni.Questa finale sarà l’ultima partita di Del Piero in bianconero, qualcosa che nessuno avrebbe previsto mai: l’ultimo ventennio è stato segnato dal suo numero 10, autore finora di 289 gol in 703 presenze totali; finora perché questa sera, salvo imprevisti, Del Piero dovrebbe partire titolare in una di quelle sfide ad elevata difficoltà in cui è sempre riuscito a fare la differenza. In occasione dell’evento, Juventus e sponsor tecnico hanno voluto omaggiare il Capitano con una speciale maglietta celebrativa che prevede una patch con dedica: “12 Settembre 1993 – 20 Maggio 2012, One Love” recita la scritta in suo onore. Sono le date d’inizio e di fine di una storia bellissima, partita nel lontano 1993 con l’ingresso ad un quarto d’ora dalla fine di Juventus - Foggia di uno sconosciuto, tale Alessandro Del Piero, che col tempo è diventato titolare, capitano, trascinatore, simbolo e leggenda.

FORMAZIONI – Ad una prima occhiata sembra che la situazione sia la stessa per entrambe le compagini: stesso modulo, qualche assenza importante e tanta voglia di vincere. Il sorteggio ha estratto la Juventus come formazione di casa, mentre i partenopei vengono considerati formazione ospite: partendo proprio dai vincitori del campionato, lo schieramento iniziale prevede Storari (portiere di Coppa da inizio stagione) in porta, l’ormai classica difesa a tre composta da Bonucci, Barzagli e Caceres, che sostituisce l’infortunato Chiellini; in mezzo al campo l’unico vero dubbio riguarda chi sceglierà Conte tra Pepe ed Estigarribia per presidiare la fascia sinistra, dove manca l’altro infortunato De Ceglie, con il resto del reparto ben definito da Marchisio, Pirlo, Vidal e Lichtsteiner. In attacco Del Piero sarà probabilmente affiancato da Vucinic, con Borriello valida alternativa. Gli azzurri invece sono quasi al completo, con i cosiddetti tre tenori in campo dall’inizio del match: piccolo ballottaggio Zuniga – Dossena a sinistra, mentre l’unica assenza di rilievo è quella di Gargano, squalificato, che lascia il posto a Dzemaili. In difesa recuperano sia Cannavaro che Campagnaro, completando il reparto titolare con Aronica. Dirigerà l’incontro Brighi, assistito da Niccolai e Copelli: quarto uomo Bergonzi.