L'azzurro oscura il bianconero: il Napoli vince la Coppa Italia

Il Napoli vince la finale di Coppa Italia 2012 battendo la Juventus per 0-2: le reti portano la firma di Cavani al 63' su rigore e di Hamsik al 83'. Infranto il record di imbattibilità stagionale dei bianconeri dopo 42 risultati utili consecutivi, amaro l'addio di Alex Del Piero.

L'azzurro oscura il bianconero: il Napoli vince la Coppa Italia
Juventus
0 2
Napoli
Juventus: Storari, Caceres, Barzagli, Bonucci, Lichtsteiner (Pepe, min. 68), Vidal, Pirlo, Marchisio, Estigarribia, Del Piero (Vucinic, min. 68), Borriello (Quagliarella, min. 72).
Napoli: De Sanctis, Campagnaro, Cannavaro, Aronica, Maggio, Dzemaili, Inler, Hamsik (Dossena, min. 85), Zuniga, Lavezzi (Pandev, min. 72), Cavani (Britos, min. 93).
SCORE: 0-1, min. 63, Cavani (R). 0-2, min. 83, Hamsik.
ARBITRO: Brighi. Ammoniti: Marchisio (min. 40), Dzemaili (min. 54), Cannavaro (min. 55), Borriello (min. 62), De Sanctis (min. 80). Espulsi: Quagliarella (min. 90).
NOTE: Finale di Coppa Italia 2012, Stadio Olimpico (Roma).

Il Napoli si aggiudica la quarta Coppa Italia della sua storia grazie ai gol di Cavani (su rigore) e di Hamsik: addio amaro per Alex Del Piero, che dopo 19 stagioni lascia la Juventus da sconfitto. I bianconeri non riescono a vincere questo trofeo per la decima volta e perdono l'imbattibilità stagionale che durava da 42 turni consecutivi (38 nell'intero campionato e quattro nei precedenti incontri di questa competizione).

TRA STIMOLI E ADDII – Entrambe le formazioni hanno grandissime motivazioni nell'affrontare questa finale: il Napoli per conquistare il primo trofeo dell'era De Laurentiis e la quarta Coppa Italia (l'ultima è datata 1987), la Juventus per centrare il terzo “doble” della sua storia dopo la vittoria dello scudetto (come nella stagione 1994-95). Si prospetta una serata di calcio indimenticabile, soprattutto per l'emozione dell'ultima partita di Alessandro Del Piero dopo diciannove stagione con la Juventus (che viene omaggiato con una patch speciale sulla maglia bianconera) e per l'addio probabile dell'argentino Lavezzi, sempre più oggetto di mercato delle grandi d'Europa. Nelle due formazioni, schierate con un 3-5-2 speculare, le uniche novità sono la presenza di Borriello (preferito a Vucinic) nell'attacco bianconero e la scelta di Zuniga al posto di Dossena per i partenopei.

PRIMA SOLO NAPOLI, POI LA JUVE SI SVEGLIA - Dopo un minuto già protagonista Storari, che salva la porta sul colpo di testa da parte di Zuniga; ne servono altri quattro alla Juve per provare ad abbozzare un timido fraseggio, perché la partenza del Napoli è totalmente votata all'aggressività e alla rapidità nelle aperture di gioco, mentre i bianconeri faticano a salire e provano soltanto a contenere, commettendo troppi errori in fase di impostazione e di ripartenza. I lanci lunghi non sono mai stati parte del fraseggio dei campioni d'Italia, che soffrono sull'incursione di Lavezzi al 10', risoltasi in un nulla di fatto. Campagnaro sembra imprendibile, il duo Estigarribia-Caceres sul lato destro del campo è piuttosto precario in fase di copertura.

Al 17' arriva il primo tiro in porta della Juve con Marchisio: i bianconeri sembrano in crescendo. I tre tenori azzurri mancano di un niente la rete del vantaggio, ma il pallino del gioco è ora in mano alla Juve, che sale e imposta con maggior frequenza, trova la buona conclusione di Borriello, il calcio piazzato di Del Piero e reclama poi un rigore per l'intervento di Aronica che colpisce Marchisio. Il primo tempo si conclude quindi tra falli e nervosismi, Brighi ha difficoltà nel tenere sotto controllo gli accesi animi delle due contendenti: nella prima frazione di gara il Napoli ha iniziato con tonicità e verve, poi la Juventus si è riorganizzata e ha provato a spingere per cercare il gol.

STESSO COPIONE, DIVERSO IL FINALE - La ripresa procede con lo stesso copione dell'inizio del match, con il Napoli molto più convincente e tenace (forse troppo, visti i duri interventi di Dzemaili e Cannavaro puniti con due gialli nel giro di un minuto) rispetto al centrocampo bianconero, che appare invece poco intenso e meno ordinato. Questa volta gli azzurri riescono a concretizzare gli sforzi: Storari stende in area Lavezzi, che aveva sorpreso la retroguardia della Juve, Brighi decreta il penalty e Cavani dagli undici metri porta in vantaggio la formazione partenopea al 63'. Per rispondere all'allarme rosso quando mancano meno di venti minuti al termine, Antonio Conte passa all'estremo 3-4-3, sostituisce Lichtsteiner con Pepe e inserisce Vucinic al posto di Del Piero al passo d'addio dopo 705 presenze.

Veemente la reazione dei bianconeri con una girata di Bonucci, dalla panchina spazio anche al fischiatissimo ex Quagliarella per Borriello, Mazzarri toglie Lavezzi e punta su Pandev per un finale arrembante: un irresistibile Pepe si infila bene in area, solo una deviazione salva la porta di De Sanctis. Il Napoli adesso fa maggiore fatica a ripartire, ma quando ci riesce è sempre insidioso, come in caso del micidiale contropiede che porta al raddoppio della formazione di De Laurentiis al minuto 83': Pandev serve in profondità lo slovacco Hamsik che infila Storari. Al 90', espulso Fabio Quagliarella per una gomitata al volto di Aronica. Nel novembre scorso, la Juventus era stata capace di rimontare il 3-1 al San Paolo, ma il finale di questo match non subisce variazioni e i partenopei vincono per la quarta volta la Coppa Italia.