Agnelli: "Conte è e sará il nostro allenatore"
28/05/2012 -L’attesissima dichiarazione congiunta rilasciata a Vinovo poco fa da Agnelli e Conte, in conferenza stampa congiunta, fa incassare a Conte il supporto morale e legale della società bianconera . Agnelli interviene anche su Bonucci, mentre Conte si dichiara fermamente estraneo ai fatti con un accenno polemico nei confronti del Procuratore.
Andrea Agnelli apre la conferenza con dichiarazioni spontanee in rappresentanza della sua figura e della società bianconera: le sue dichiarazioni esprimono massima solidarietà a Conte ed estrema fiducia nel fatto che il tecnico sarà alla guida della Juventus nella prossima stagione. Queste le sue parole: “Tutti quanti seguiamo la cronaca sportiva e giudiziaria e non posso nascondere che il quadro che si sta delineando alla luce dell’attività di Cremona è preoccupante per tutto mondo calcio; peraltro noi stessi la viviamo con apprensione e amarezza. Ma ad oggi non mi pare nè risulta che Conte faccia parte di questo quadro appena citato. Dico ciò a fronte di tre motivi: in primis, dai fatti il ruolo di Antonio è vicino all’insignificante; inoltre, sia io che la società stessa conosciamo perfettamente l’uomo e le sue caratteristiche di lealtà ed onestà. E’ giusto che in questa fase di indagini della magistratura ordinaria e sportiva esprimere agli inquirenti massimo rispetto per lavoro che fanno, ma è altrettanto giusto per noi sottolineare il rispetto delle persone coinvolte, le cui posizioni sono ancora tutte da verificare: la società ed io personalmente siamo al fianco di Antonio ed altrettanto di Leonardo Bonucci, indagato anch’esso. Leo sa reggere forti pressioni: gli auguro di stare tranquillo e di giocare un bell’europeo; peraltro nuovamente l’Italia è fatta per due-terzi da giocatori della Juve”. Agnelli conclude con una frase forte e significativa: “Antonio è e sarà il nostro allenatore l’anno prossimo in campionato e in Champions League: sarà ancora il nostro condottiero”
PAROLA A CONTE – Molto lucida l’analisi del mister bianconero, che da ieri risulta tra gli indagati: piccol polemica nei confronti del Pm Di Martino. Queste le sue dichiarazioni: ”Dico che la mia storia calcistica, da calciatore e da allenatore, parla chiaro: ho dimostrato onestà e correttezza sia da calciatore che da allenatore; lo si può chiedere ai miei ex compagni, a tutti i miei giocatori ed avversari chi sono io. Sono uno che vuole sempre vincere e vado anche al di là del possibile per farlo con lavoro e sacrificio. Io ho subito un aggressione con i bastoni davanti a mia figlia di 2 anni per i miei valori: questo sono io".
"Con il Siena abbiamo vinto il campionato con tre giornate d’anticipo, con sacrificio, sudore, lacrime e soddisfazione: ribadisco la totale estraneità mia, dei calciatori e di tutta la mia squadra (Conte non parla di Carobbio, suo ex giocatore ed accusatore, ndr); è stata un’annata fantastica e niente e nessuno rovinerà quell’annata che è stata straordinaria. Sono indagato per associazione a delinquere, ho avuto una perquisizione ed ho letto il provvedimento ma subito mi è sorta una domanda: perché non sono stato chiamato dal Pm di Cremoa prima di subire tutto ciò e diventare indagato? Letto il provvedimento mi sarei aspettato dal Pm che mi sentisse almeno prima d’indagarmi. Buone vacanze a tutti, perché vi assicuro che le mie saranno buone sicuramente”.

