Agnelli: "Codice di giustizia vicino all'arcaico"

Andrea Agnelli nell'intervista apparsa su La Stampa: "Non bisogna far confusione con quello che puo' essere un logico ragionamento sportivo, e qui do un sostegno alle parole di Buffon". Sulla Juve: "Van Persie o Higuain: uno dei due si può fare".

Agnelli: "Codice di giustizia vicino all'arcaico"
Su Conte: "Poniamoci i problemi di oggi. Poi faremo tutte le valutazioni, nel caso qualcosa si modifichi"

Un'intervista a tutto campo quella rilasciata dal presidente della Juve Andrea Agnelli sulle pagine del quotidiano di famiglia. Ormai le sue dichiarazioni arrivano puntuali ad ogni minima accusa contro lo staff della sua squadra. Prima la conferenza stampa insieme a Conte, poi la difesa di Buffon. Lo scandalo del calcioscommesse sta travolgendo indiscriminatamente un po' tutto e tutti e dalle colonne del giornale torinese, il presidente bianconero ha voluto ancora una volta ribadire alcuni concetti: "Se qualcuno ha sbagliato e' giusto che paghi in maniera severa, perche' si tocca la credibilita', i sogni della gente. Pero' non bisogna far confusione con quello che puo' essere un logico ragionamento sportivo, e qui do un sostegno alle parole di Buffon. E' chiaro che se serve un punto a me per la Champions e uno a te per salvarti, difficilmente uno gioca con il coltello tra i denti. Fa parte del mondo dello sport e non ha nulla a che vedere con l'arrangiare le partite o le combine". E attacca: "Il problema e' serio, ed e' sacrosanto che la magistratura sportiva e ordinaria utilizzi tutti i mezzi in suo possesso per fare chiarezza. Quello che da' fastidio e' come queste vicende vengono enfatizzate e spettacolarizzate".

Conte e Bonucci sono iscritti nel registro degli indagati, mentre il nome di Buffon è apparso in un'informativa della Guardia di Finanza per una cifra di 1,5 milioni di euro versata ad una tabaccheria di Parma abilitata alle scommesse sportive. Agnelli non crede alle coincidenze e punta il dito contro l'aspetto temporale della vicenda: "Gigi Buffon e' un atleta assolutamente leale e non ha bisogno di arrivare a situazioni di scommesse per fare quadrare nulla. Quello che sicuramente e' singolare e' che questa informativa esca oggi. Il fatto poi che Buffon non sia neppure indagato, stupisce doppiamente". Stesso discorso per Bonucci: "Cosi' come e' singolare, e grave, che oggi venga pubblicata l'iscrizione nel registro degli indagati da parte di Cremona, trasmessa a Bari, dove si trovano anche nomi di persone che, a oggi, sono state sentite come semplici testimoni".

Su Antonio Conte, volendo, il discorso è ancora più complicato. La società lo sta difendendo ad oltranza e al momento non sono previsti incontri con il pm Di Martino. Si parla, però, di avvistamenti di Capello a Torino e la posizione di Agnelli sembra inizi a vacillare. Se infatti fine a poco tempo non esisteva alcuna sorta di piano B, ora non si esclude nulla: "A quanto e' la nostra conoscenza, la sua posizione e' vicino all'insignificante". E se dovesse arrivare una squalifica?: ''Poniamoci i problemi di oggi. Poi faremo tutte le valutazioni, nel caso qualcosa si modifichi". Ultima bordata al codice di giustizia sportiva. In Italia il calcio rappresenta la quinta industria per numero di capitali spostati e secondo Agnelli è impensabile che l'ambito giuridico non si sia ancora evoluto: "Abbiamo un codice di giustizia sportivo vicino all'arcaico, se pensiamo ai termini di fatturato che ha raggiunto il calcio, sui 18 miliardi a livello europeo. So benissimo che cambiare le regole in corsa e' sbagliato, ma, appena possibile, abbiamo bisogno di rivedere i codici che ci governano".

Passando ad argomenti più "soft", il presidente bianconero analizza la questione mercato facendo sognare subito i tifosi: "Van Persie o Higuaìn sogni impossibili? Assolutamente no: volendo, si può fare. Due anni fa sarebbe stato inutile: c’era da costruire la casa, inutile metterci una tv al plasma. Poi bisogna fare valutazioni a 360 gradi: vedere se uno è un bravo ragazzo o uno spirito ribelle". Del Piero sicuramente era il cosiddetto bravo ragazzo, ma non è bastato. L'età e chissà quali altri motivi hanno sancito la rottura. Ovviamente bocche cucite sull'argomento: "Tutte le storie hanno una fine. Neppure il miglior sceneggiatore avrebbe immaginato di meglio: lui che alza la Coppa dello scudetto, nel nuovo stadio di cui sentiva parlare da quando era qui".