Isla bonito

Mauricio Isla sarà il terzo giocatore cileno a vestire la maglia della Juve e con Vidal porterà un po’ di “Roja” anche a Torino. Un ottimo colpo di mercato per i bianconeri e un gran salto di qualità per il jolly di centrocampo, abile a ricoprire ruoli diversi. Un trasferimento inaspettato che parte da molto lontano, da un sobborgo di Santiago.

Isla bonito
(Getty Images)

Essere considerati un gran colpo di mercato per la Juve a soli 23 anni fa venire i brividi, soprattutto se il tuo nome non è altisonante, ma è più semplicemente Mauricio Isla, sei cileno e provieni da una realtà medio grande come quella di Udine. Insomma, di pressione sulle spalle ce n’è, ma se ti chiamano Huaso, allora Marotta & Co. difficilmente possono aver sbagliato l’acquisto di un giocatore dal temperamento di un mandriano sudamericano, combattivo, furbo e lesto nelle giocate.

GLI INIZI - Classe ’88, Mauricio Isla nasce nei pressi di Santiago del Cile, precisamente a Buin, dove la passione per il calcio è forte e si vive a pane e Jorge Toro, sempre in ricordo di quel mitico Mundial del 1962. Ad appena undici anni entra nelle file della Universidad Catolica, uno dei club più importanti della nazione. Da lì inizia tutta la trafila nei settori giovanili, dapprima come attaccante per poi essere impostato come uomo di centrocampo. Le sue caratteristiche fisiche parlano chiaro e gli allenatori non hanno avuto torto nel disporlo tatticamente tra i due reparti: con 72 Kg e un metro e 76, El Huaso è più che abile a recuperare palloni, correre a perdifiato sulla fascia e ad inserirsi per trovare il gol, memore dei suoi debutti adolescenziali.

CARATTERISTICHE - La duttilità è forse la sua miglior caratteristica perché tra nazionale e Udinese ha ricoperto tutti i ruoli sulla fascia destra, a volte pure su quella opposta e può benissimo giocare in mezzo al campo. Dopo un’ampia dimostrazione al mondiale under 20 nel 2007, gli scout friulani, tra i migliori al mondo, non si sono lasciati scappare il ragazzo che a soli 19 anni dalla primavera del club cileno si è ritrovato catapultato in Europa, dove già nella prima stagione colleziona 13 presenze. Non male per uno dei tanti gioiellini di casa Pozzo, pagato mezzo milione, giusto da svezzare per essere poi rivenduto al miglior offerente.

A UDINE - L’anno successivo lo raggiunge in Italia il connazionale Sanchez, e Isla diventa un punto fermo nello scacchiere bianconero sia in campionato che in Europa League. Terzino destro, mediano, mezz’ala o centrocampista puro, non fa differenza. Il ragazzo sembra avere il tritolo nelle gambe, buona lettura delle fasi offensive e difensive, e quando va in progressione risulta difficile stargli dietro. Stesso discorso nelle annate successive dove si impone come assist man per Di Natale e Sanchez. Se l’Udinese riesce sempre ad arrivare tra le prime cinque in campionato il merito è anche suo. Con la nazionale di Bielsa la situazione è differente solo per i risultati ottenuti. Viene comunque schierato anche come seconda punta, ma El Loco, quando può, gli affida le chiavi del centrocampo. Gioca tutto il girone iniziale del mondiale sudafricano dove il Cile non riesce a superare il Brasile agli ottavi.

ULTIMA STAGIONE - Ogni estate il suo nome inizia a far parte di quella rosa sempre sulle prime pagine dei quotidiani, da riempire con ogni minima indiscrezione. In realtà, Pozzo decide di tenerlo ancora, vista la giovane età e le prospettive con le quali far lievitare il prezzo. A Udine sono molto bravi nei tira e molla di mercato e non mancano di acume nel capire il momento giusto del distacco da un giocatore. La stagione appena trascorsa lo impone come uomo chiave dell’undici di Guidolin, che lo schiera come mezz’ala destra, arrivando ad ottenere per il secondo anno consecutivo la qualificazione ai preliminari di Champions. L’11 febbraio durante la partita con il Milan, Isla dopo un quarto d’ora si scontra con Ambrosini ed è costretto ad uscire dal campo. L’infortunio è di quelli pesanti, c’è di mezzo il legamento crociato destro, e il cileno conclude così la stagione. Da lì in poi la sua squadra calerà nel rendimento, anche se grazie ai punti accumulati in precedenza riuscirà a raggiungere il terzo miracoloso posto.

RIMPIANTO INTER - Per tutto il 2012 l’interessamento dell’Inter è stato di quelli che non si possono rifiutare. Sembrava davvero uno di quegli acquisti messi in freezer mesi prima, che quasi ci si dimentica di annunciare a inizio giugno. Isla ha sempre lanciato messaggi d’amore verso Moratti e i nerazzurri avrebbero voluto il cileno. In realtà l’Udinese, meglio ancora, Giampaolo Pozzo, è un osso più che duro e con lui non basta il blasone perché l’unico linguaggio che conosce è quello dei soldi. È riuscito a strappare una quarantina di milioni al Barcellona per Sanchez e, in confronto, gli altri club quando si affacciano a Udine sembrano dei topolini. La Juve è stata più decisa e rapida rispetto ai nerazzurri a corto di liquidi e contropartite. In Friuli, infatti, avrebbero voluto Coutinho più soldi. Stramaccioni e Branca puntano molto sul giovane brasiliano e fino a quando Maicon non farà le valigie, non ci sarà il denaro per altre operazioni.

AGLI ORDINI DI CONTE - A Torino hanno avvertito l’odore del sangue e si sono fiondati su Isla e Asamoah, anch’egli appetito da tante squadre. Pozzo, in ricordo dell’estenuante trattativa sfumata per D’Agostino, stavolta è andato di low profile accettando una spesa immediata di 7,5 milioni di euro a testa per la compartecipazione con diritto di riscatto in favore della Juve. Un colpaccio per i campioni d’Italia e un’ottima plusvalenza per l’Udinese, che col ritorno di Muriel, Quadrado e altri gioiellini sparsi per l’Italia, continuerà tranquillamente nelle sue strategie. La  Juve sarà impegnata su tre fronti e, il fatto che Guidolin insegni il calcio palla a terra, fa ben sperare in un rapido adattamento alle richieste di Conte. Dal 3-5-2 al poco usato 4-4-2, il giocatore cileno non avrà problemi ad inserirsi, visto che in mezzo al campo ha giocato con tutti i moduli possibili, non da ultimo a tre. Insomma, grande duttilità, cosa molto gradita a Conte. Lichtsteiner, Caceres, Pepe, Vidal sono avvisati.