L'Herta Berlino cade a suon di Matri e Krasic

L'Herta Berlino cade a suon di Matri e Krasic

L'amichevole di Berlino, contro l'Herta, regala sorprese alla Juventus. Priva di molti elementi fondamentali, spiccano tra i marcatori due giocatori al centro di varie trattative di mercato: Matri e Krasic. Il 2-0 è però segnato dagli acciacchi di De Ceglie e Lucio, che lanciano l'allarme-difesa in vista della Supercoppa Italiana dell'11 agosto.

Chi non muore si rivede: Milos Krasic è tornato, sia in campo, sia in gol. La Juventus passa a Berlino, liquidando in amichevole l’Herta Berlino, con il risultato di 2-0. A portare in vantaggio la Juventus è stato Alessandro Matri, servito in contropiede da Vidal, mentre a siglare il raddoppio è stato proprio l’esterno serbo, quando l’arbitro stava già per fischiare la fine del match.

Si gioca nello stadio dei sogni, almeno per noi italiani. L’Olympiastadion di Berlino regala ricordi indelebili ma c’è anche chi, ricorderà questo stadio come il primo passo della carriera. Non solo, dunque, per la memorabile finale del 2006. Conte, privo ancora dei giocatori reduci dall’Europeo (rimasti a Vinovo) e di alcuni infortunati (Vucinic, Isla, Ziegler, Pepe e Caceres), schiera un 3-5-2 camuffato da 4-4-2, disponendo sul rettangolo verde Storari, Lichsteiner, Masi, Lucio, Padoin, Vidal, Asamaoah, Marrone, De Ceglie, Matri e Quagliarella.

Il portiere è subito protagonista del match, quando all’8’ salva il pallone colpito da Allagui, destinato a bucare la rete. La partita è equilibrata, ma nel primo vero e proprio affondo, la Juve colpisce: contropiede gestito da Vidal, che serve in profondità Matri, obiettivo del Milan, che salta il portiere e da posizione laterale insacca il pallone. Subito dopo il gol, arriva la nota dolente di giornata, a cui la Juventus sta facendo il callo in questa afosa estate. De Ceglie risente di un problema muscolare, ed è costretto a lasciare il campo anzitempo per il giovane Untersee, che si dimostrerà poi un giocatore interessante, più che discreto nella fase di spinta. Pochi minuti più tardi, anche Lucio si acciacca, ma rimanda la sostituzione (per Pazienza) all’intervallo. L’Herta cerca di pareggiare i conti, ma i bianconeri sono fortunati, quando Ndjeng colpisce la traversa dopo un tiro-cross poco interpretabile che aveva lasciato Storari immobile.

Al ritorno in campo, senza altri difensori – da segnalare, di nuovo, l’ottima prestazione di Masi, raramente in difficoltà – Conte sperimenta Marrone in una posizione a lui insolita: difensore centrale. L’esperimento riesce più o meno egregiamente, poiché la Juve sì, rischia qualcosa, ma non concede mai troppo, e quando lo fa c’è il palo a salvarla (Ben Sahar all’80’). Storari continua a volare, infuriandosi con i suoi difensori come se si trattasse di una partita di campionato. Esordisce Rugani, classe ’94, che diventerà maggiorenne solo domani; entrano Bouy, Appelt e Boakye, il quale viene affiancato in attacco dall’attaccante più impensabile.

Milos Krasic svaria su tutti i fronti, dimostrandosi volenteroso, ma sfortunato, poiché nessuno (Boakye per primo) capisce le sue intenzioni. Tuttavia, quando l’arbitro ha già portato il fischietto alla bocca, il serbo si inventa un tiro a giro da fuori area, che lascia tutti a bocca aperta. Tutti, compreso mister Conte, che può finalmente intravedere una speranza nel buon vecchio Milos.