Conte patteggia, Bonucci forse

Conte patteggia, Bonucci forse

Pare ormai definito il futuro di Antonio Conte: deferito per doppia omessa denuncia, l’ex centrocampista opterà per il patteggiamento a tre mesi, evitando così la squalifica di sei (aumentabile fino a 12) mesi. Anche Bonucci dovrebbe percorrere la stessa via, restando fermo 14 mesi.

Le partite incriminate sono Novara-Siena e AlbinoLeffe-Siena, i cui coinvolgimenti nel calcioscommesse, secondo la Procura, Antonio Conte avrebbe omesso di denunciare. Nonostante le smentite a Carobbio, principale accusatore dell’allenatore, Conte è stato deferito nella mattinata del 26 luglio, così come Pepe, mentre Bonucci è indagato per illecito sportivo. Nella giornata di oggi, a quanto pare, una lunga telefonata tra gli avvocati di Antonio Conte e il Procuratore Federale, Stefano Palazzi, dovrebbe aver indirizzato il processo, programmato per il 2 agosto, verso una svolta definitiva: il patteggiamento. La squalifica ipotizzata dalla Procura era di 6 mesi per la prima omessa denuncia e di un mese per la seconda; così facendo, il tecnico pugliese potrebbe scontare la squalifica iniziale di 7 mesi, a soli 3, con aggiunta un’ammenda di 200.000, che la Federcalcio ha deciso di devolvere alle popolazioni colpite dal terremoto. Tutto questo, se la Disciplinare dovesse accettare la richiesta di patteggiamento, giudicandola “giusta ed equa”, ma non ci dovrebbero essere problemi, in quanto nella scorsa udienza tutte le richieste furono accettate, eccezion fatta per Alessandro Sbaffo, dell’Ascoli, al quale venne concessa solamente in un secondo momento dopo che era stata respinta.

Perché patteggiare – La difficoltà, se non l’impossibilità, di dimostrare una non omessa denuncia, ha spinto sia la Juventus che Antonio Conte a scegliere il male minore. Certo è che tale richiesta non farà che aumentare le voci discordanti riguardo al tecnico. Spesso e volentieri un patteggiamento è un'ammissione di colpa e, se si è deciso così, è perchè la Corte Federale, nonostante la difesa di Conte, lo vede come colpevole: la possibila pena dai sei ai dodici mesi parla chiaro. Nel caso in cui la richiesta di patteggiamento dovesse essere accolta, Conte tornerebbe “in campo” in tempo per la dodicesima giornata di campionato (contro il Pescara) e per le ultime tre partite dei gironi di Champions League. Nel frattempo, la panchina della Juventus sarebbe occupata dall’allenatore della primavera Baroni, ma fuori dal campo Conte ricoprirebbe lo stesso ruolo.

Il caso Bonucci – La scelta di Bonucci invece, la sapremo solo quando inizierà il processo ma anche per lui è ipotizzabile la via del patteggiamento, in vista della lunga squalifica che lo aspetta. Il rischio minimo che il difensore corre è una squalifica di 3 anni, ma se imitasse il suo allenatore, collaborando con la Disciplinare, potrebbe tornare in campo tra 14 mesi, in tempo per giocarsi le sue carte in vista del mondiale brasiliano del 2014. Tuttavia, il giocatore sembra ferreo nella volontà di dimostrare la sua innocenza ma, anche in questo caso, il bene della squadra (e della Nazionale) viene prima di tutto. A cambiare le carte in tavola sarebbe il patteggiamento senza collaborazione, che gli costerebbe due anni di squalifica, e renderebbe vano il sogno sudamericano.