La Supercoppa va alla Juve, Napoli infuriato

Il primo trofeo stagionale se lo aggiudica la Juve che al Bird's Nest di Pechino riesce ad avere la meglio sul Napoli. Partenopei due volte in vantaggio con Cavani e Pandev e rimontati da Asamoah e dal penalty di Vidal. Nervi tesi con l'espulsione di Pandev, Zuniga e Mazzarri. La Juve ne approfitta e chiude i conti con autogol di Maggio e Vucinic. Il Napoli per protesta non ha partecipato alla cerimonia di premiazione.

La Supercoppa va alla Juve, Napoli infuriato
Juventus
4 2
Napoli

Sotto la fitta pioggia di Pechino, la Juve alza il primo trofeo della stagione italiana. Una Supercoppa che ha il sapore di vendetta per la prima sconfitta subita in finale di Tim Cup ad opera del Napoli, avversario di oggi. Carrera al posto di Conte, ma la sostanza non cambia: i bianconeri hanno cercato di impostare la partita dall'inizio, anche se è stato il Napoli ad avere le occasioni più ghiotte nei primi 45 minuti. Cavani colpisce al 27' con una bella azione di contropiede alla quale Buffon, nonostante la prima risposta, non riesce ad opporsi e il Matador, bestia nera della Juve, insacca per supporters sino-partenopei presenti sugli spalti.

La Juve ha avuto il merito di non scomporsi e grazie al solito centrocampo concreto ha raggiunto il pareggio con una spettacolare conclusione al volo del neo acquisto Asamoah. De Sanctis non impeccabile, ma il terreno scivoloso ha reso imprendibile il bolide del ghanese. Neanche il tempo di esultare che Bonucci (buona tutto sommato la sua prova) pecca di leggerezza e non riesce a fare il sombrero a Pandev. Il macedone è un furetto e si dirige verso la porta bianconera dove scocca un dolce pallonetto che beffa il portiere della Nazionale.

Conte, anzi, Carrera, cambia le cose in campo e sostituisce Vucinic per un Matri non proprio in giornata di grazia. La coppia con il leggero Giovinco è tutta da rivedere. Il montenegrino spacca in due la partita perchè fa quello che avrebbe dovuto fare la formica atomica, ma la classe non è acqua e la difesa del Napoli se ne accorge subito con una clamorosa traversa. Altro pericolo qualche minuto più tardi con Cannavaro che si immola davanti alla linea di porta. La Juve preme e il legnoso Fernandez (subentrato al capitano azzurro) stende Vucinic in area. Nessun dubbio per l'arbitro che decreta il rigore che viene realizzato da un inatteso Vidal.

Col punteggio in parità accade l'irreparabile per il Napoli. Pandev viene espulso per aver insultato, così sembra, il guardalinee. Mazzarri in panchina è una furia e i bianconeri iniziano a credere nella vittoria. Troppo pochi quattro minuti per chiudere il match. C'è bisogno dei supplementari. E qui ne accada un'altra, se possibile: stavolta i dubbi vengono fugati dalla moviola e la seconda ammonizione ai danni di Zuinga per fallo su Giovinco è di quelle che ci stanno. Napoli in nove uomini e senza allenatore, visto che il proprio tecnico viene allontanato da Mazzoleni nella baraonda. Tutto molto più facile per la Juve che al 97' su calcio da fermo approfitta dell'autogol di Maggio e quattro minuti dopo chiude i conti con Vucinic.