La Juve parla sul campo, Roma travolta

La Juve annichilisce la Roma con un 4-1 da sogno. Pirlo, Vidal e Matri dopo venti minuti spengono le speranze di Zeman. I giallorossi non si vedono mai ed escono allo scoperto solo nella ripresa con il neo entrato Destro. Osvaldo su rigore firma la rete della bandiera. In rete anche Giovinco nei minuti di recupero. Il boemo ammette: "Juve superiore".

La Juve parla sul campo, Roma travolta
Juventus
4 1
Roma
Juventus: BUFFON; BARZAGLI, BONUCCI, CHIELLINI; CACERES, VIDAL, PIRLO, MARCHISIO (ASAMOAH 76'), DE CEGLIE (84' POGBA), MATRI (GIOVINCO 76'), VUCINIC
Roma: STEKELENBURG; TADDEI, BURDISSO, CASTAN, BALZARETTI (34' MARQUINHOS); DE ROSSI, TACHTSIDIS (63' PERROTTA), FLORENZI; LAMELA, OSVALDO, TOTTI (63' DESTRO)
SCORE: 11' PIRLO, 15' VIDAL (rig.), 18' MATRI, 90' GIOVINCO; 69' OSVALDO (rig.)
ARBITRO: NICOLA RIZZOLI. AMMONITI: BONUCCI (68'), MATRI (70'), VIDAL (81'), VUCINIC (89'); TADDEI (9'), CASTAN (15'), BURDISSO (20'), BALZARETTI (27')

TORINO - Provate a mettere nella stessa gabbia un pavone intento a fare la sua ruota e un puma. Abbastanza intuibile chi sopravvivrà nel giro di pochi secondi. Stasera alla Juve c’è voluto qualcosa di più, ma la facilità irrisoria con la quale si è sbarazzata della Roma, è stata impressionante. L’Italia non s’è desta ma s’è divisa (stasera), e questo è certo. Da un lato, l’estasi del mondo bianconero che ha visto i propri beniamini dare una lezione di calcio all’acerrimo nemico Zeman. Dall’altro, la disperazione in primis dei tifosi della Roma e, in piccola parte, di tutti quei prezzolati che per mesi hanno tirato la volata al boemo, senza spiegare realmente che un undici di calcio difficilmente potrà reggere e competere per traguardi importanti solo con stoccate a mezzo stampa.

ZEMAN - Ci vuole altro: tecnica sicuramente, e tattica. Ma quella giusta. Il duo Conte/Carrera ha dimostrato di adottare la più pragmatica, indipendentemente dal riposo di Asamoah e Lichtsteiner. Corsa, aggressività e il gioco che l’anno scorso ha regalato lo scudetto. Zeman, coerente con il suo modo di interpretare il calcio, era conscio di andare incontro alla tempesta e così è successo. Non che i suoi siano mal disposti in campo o non sappiano come accarezzare la sfera, tutt’altro. Il problema, dopo una serie di risultati deludenti, pare proprio essere il boemo che ogni giorno è costretto a scontrarsi con la dura realtà del pallone e non delle idee.

20 MINUTI DI GLORIA - Tutto troppo facile per la Juve, che ha trovato la tavola imbandita dalla Roma e ci si è buttata a capofitto. Semplice parlare e scrivere a posteriori, ma la squadra di Conte adora giocare negli spazi e, quale miglior avversario, se non la Roma di quest’anno per dare spettacolo? La risposta sta nei fatti e nel risultato che, viste le occasioni create, non fa una piega. Tanta pressione da subito al limite dell’area giallorossa con il duo Vidal-Marchisio a tamponare chiunque in maniera forsennata. Proprio quest’ultimo, dopo essere stato atterrato da Taddei, procura la punizione per Pirlo che realizza infilando Stekelenburg. Tempo cinque minuti, ci pensa Castan a dare man forte in tutti i sensi alla Juve bloccando di braccio un’azione di Matri: Vidal raddoppia senza fatica dal dischetto del rigore. Ciliegina sulla torta di un primo tempo al limite della perfezione, l’azione tre minuti più tardi quando il cileno pesca Matri che si prende gioco della linea difensiva della Roma e insacca per il 3-0.

PERFECT DAY - Ci sarebbe anche spazio per il quarto e quinto gol, ma un po’ per imprecisione, un po’ per fato, la palla non entra. Nel secondo tempo i ritmi calano notevolmente, c’è lo Shakthar martedì a Torino, e Zeman inserisce quel Mattia Destro che poteva dare maggiore vivacità alla manovra giallorossa. Certo, la Juve pensa già agli ucraini, ma comunque l’ex Siena fa il suo, sfiorando prima il gol e procurandosi poi il rigore che Osvaldo trasforma. Finisce in gloria per i padroni di casa con il gol nel recupero di Giovinco. La squadra di Conte, più che rispondere sul campo a Zeman, lancia un segnale al campionato dopo il sofferto pareggio di Firenze. C’è però ancora da fare perché la Roma non può rappresentare la cartina di tornasole perfetta.


 

GIOVINCO - E' il primo a fermarsi ai microfoni di Sky: "C'era la grinta che ci era mancata un po' a Firenze, era importante oggi vincere. Sono contento anche per Matri, non passava un bel momento. E poi sono contento per me. Da domani pensiamo alla Champions, per ora ci godiamo la vittoria. La linguaccia sull'esultanza? Nessun riferimento, io sono Giovinco e basta".

ZEMAN - Deluso, amareggiato a fine partita, ma consapevole della caratura dell'avversario: " La Juventus è stata sempre superiore. Il problema è trovare il filo del gioco, se non difendiamo insieme al centro non prendiamo mai nessuno, stessa cosa in avanti, se non giochiamo in verticale non riusciamo a essere pericolosi. Prendere tre gol in così poco tempo abbatterebbe chiunque poi. Quando vedo giocare con le mie idee posso dire se sono superate, ma stasera non ho visto niente di quanto proposto in allenamento. Non riusciamo ad esprimerci ultimamente".

FILIPPI - Chiude il preparatore dei portieri, già davanti ai giornalisti nella conferenza stamp del prepartita: "Carrera mi ha chiesto di venire a parlare e sono venuto con piacere. Non è stata una partita facile,è stata una partita stupenda. Siamo riusciti a fare tutto quello che avevamo pensato in così poco tempo".