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Lazio: Reja si dimette, di nuovo

Il tecnico goriziano, dopo un acceso scontro con il presidente Lotito e il dg Tare, rassegna le dimissioni. La società prende tempo, ma nel frattempo lo obbliga ad andare a Madrid e far finta che nulla sia successo.

Lazio: Reja si dimette, di nuovo
Edy Reja

Edy Reja si presenta nella sala stampa del Vicente Calderon, stadio nel quale giovedì la Lazio proverà ad assicurarsi il passaggio agli ottavi di Europa League. Passaggio che somiglia molto a un miracolo sportivo, sia perchè l'andata all'Olimpico è finito con un perentorio 1 - 3 a favore dell'Atletico Madrid, obbligando così i capitolini a segnare almeno tre reti senza subirne, sia perchè il terremoto all'interno dello spogliatoio è di quelli che non lascia sereno nessuno; né i giocatori, né lo staff, ne tantomeno l'allenatore.

La situazione è paradossale: il tecnico si è dimesso, ma parte lo stesso alla volta della capitale spagnola. Pare che sia partito per ordine perentorio di Lotito, che non ha voluto affidare la squadra al mister della primavera, imponendo al suo dipendente di aggregarsi alla squadra, nonostante le divergenze di opinione, così le ha chiamate Reja, siano insanabili. Le seconde dimissioni rassegnate dall'allenatore in una stagione. Le prime, a inizio anno, sono state respinte dalla dirigenza, rinnovando piena fiducia a Reja, che se la prese con i tifosi organizzati, rei a suo dire di essere la cornice marcia di un quadro buono.

All'inizio si pensava che Lotito aveva intenzione di respingere anche le ultime dimissioni. Dopo la conferenza stampa del pre-gara, questa ipotesi pare tramontata, dato che le Reja ha faxato le proprie dimissioni dopo un scontro con i vertici societari. Scontro insanabile, che ha portato Reja a questa decisione che arriva come un fulmine a ciel sereno. La squadra è terza a pari merito con l'Udinese, in piena corsa per un piazzamento alla prossima Champions League e, nonostante attraversi un periodo di forma non esaltante, culminato con la pesante sconfitta del Barbera contro il Palermo, non dava l'impressione di essere una squadra a pezzi.

Le parole dette in conferenza sono quelle di circostanza: si loda l'avversario, si dice che l'impegno è difficile, si ricorda che il risultato dell'andata è noto a tutti ma che la squadra ce la metterà tutta per provare a ribaltare la situazione. Ma l'atmosfera nella quale vengono pronunciate queste parole è surreale. Parla un tecnico che si sa già che 30 ore dopo non sarà più alla guida della squadra. O almeno così sembra, visto che lo stesso Reja e la Lazio non sono nuovi a ribaltoni a distanza di ore. Quello che è certo è che l'allenatore non avrebbe gradito le mosse operate dalla società in sede di calciomercato. Avrebbe preferito che venisse acquistato un sostituto per il deludente Cissè, avrebbe voluto Honda, che però è rimasto a Mosca a giocarsi le chances di qualificazione ai quarti di Champions League contro il Real Madrid. E' arrivato Candreva, non esattamente un'ala. Un centrocampista molto valido, gol vizio del gol, e abituato a cambiare maglia, ma non l'ala che Reja avrebbe voluto per il 4 - 2 - 3 - 1.

In ogni caso manca l'ufficialità, ancora nessuna nota ufficiale della società capitolina, quindi nessun addio ufficiale, solo tante voci che si rincorrono e che lasciano il tempo che trovano. Il presente si chiama Atletico Madrid, anche se sembra irrimediabilmente segnato.

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