Nostalgia Chinaglia

Nostalgia Chinaglia
Con la maglia dei Cosmos

Come glielo spieghi, ai ragazzini hi-tech di oggi sempre connessi , uno come "Long John"? Ti senti un po' come quella canzone: chiedigli chi erano i Beatles, vedrai che ti risponderà...Giorgio Chinaglia non era un beatle. Anzi, tutt'altro.

Figlio del dopoguerra, era nato nel 1947 e aveva subito imparato che la vita sa essere dura come i marmi della sua Carrara, ma non altrettanto liscia. A sei anni, con le cave in crisi, la famiglia si trasferì in Galles, altra terra di miniere, ma per aprire un ristorante. Lui la raggiunse in treno da solo, con un cartello al collo e su scritta la destinazione: Swansea. A scuola ribelle e poco portato per studiare. Fuori, fa lo sguattero in cucina dai suoi e si sfoga nelle giovanili dello Swansea City, che oggi fa la Premier ma allora era una squadretta di dilettanti. Big George torna in Italia 19enne per il militare, va alla Massese ed esplode all'Internapoli, che oggi non esiste più. 
 
Tre anni dopo, nel '69, ecco la squadra della sua vita: la Lazio. Per 100 milioni di lire. Uno scandalo. Come i 90 miliardi per Vieri, che trent'anni dopo la lascerà per l'Inter. Ecco, Chinaglia è stato un Vieri senza le veline. Un capopopolo, ma anche un bullo alla Ibra che però col suo "filosofo", Maesterelli, vinse da capocannoniere lo storico scudetto '74. Di quella Lazio, bella e sfortunata, era il capitano, che girava con la 44 magnum sotto la giacca. Alla ispettore Callaghan. Nella Lazio dei clan, partitelle e ritiri finivano così: sparando ai lampioni.
 
In Italia-Haiti, a Germania Ovest 74, sdoganò il "vaffa" in mondovisione al Ct Valcareggi per la sostituzione. Fu la "chinagliata" più famosa, non la prima. Oggi, roba da educande. Allora, un dramma nazionale. Perché Capello espugnò Wembley davanti ai nostri "30 mila camerieri", ma il merito fu tutto del "gallese". Con la "sua" Lazio, prese a pedate D'Amico per un tunnel di Mazzola. E inseguì con un ombrello l'arbitro Menicucci perché l'Udinese pareggiò al 5' di recupero. 
 
Nel 76, cullò il Sogno Americano: 25 anni di contratto, per lanciare negli States il soccer con Pelé e Beckenbauer. "Adesso dovrò trovarmi un lavoro", disse nel 2000. In tre anni da presidente scese in B e perse 3.5 milioni di dollari. Da politico, alle Comunali di Roma, non gli bastarono 22 mila voti Dc. Buono solo a far gol, Long John. Come John Charles, gallese come lui. Ma come glielo spieghi, ai ragazzini hi-tech, chi era Long John?