Milan, cala il sipario: fine di un'era

Ultima in rossonero domani per sei pilastri della storia del Milan: al termine di una settimana di lacrime, annunci, addii ed arrivederci, il match contro il Novara sarà una passerella per un pezzo di storia recente del Milan. La "vecchia guardia" dice basta, è giunto il momento della rifondazione in casa rossonera.

Milan, cala il sipario: fine di un'era
AP

Sarà una domenica per cuori forti, quella che domani vedrà in scena l’ultima giornata di questo campionato. In ballo non c’è più lo scudetto, non c’è più un piazzamento Champions, c’è molto di più. Domani pomeriggio San Siro vestirà i panni del teatro che ospiterà l’ultima replica dello spettacolo di molti personaggi che hanno fatto la storia del Milan, di molti personaggi che hanno reso il club rossonero “il club più titolato al mondo”.

In casa Milan si arriva a questo insolito, ultimo, weekend calcistico pre-europei con gli occhi gonfi di commozione, per un’insolita sequela di conferenze stampa e annunci che, nonostante la rivoluzione fosse stata più volte richiesta e annunciata, “chiudono un ciclo e ne riaprono un altro”, per utilizzare le parole spese oggi da un Max Allegri riconoscente per il lavoro svolto da questi Campioni (la C maiuscola è d’obbligo). Gattuso, Nesta, Inzaghi, Seedorf, Zambrotta e, ultimo in ordine di tempo a dare l’annuncio, Van Bommel… Se ne va veramente un pezzo di storia del Milan.

Per i tifosi rossoneri, specialmente quelli della fascia di età compresa tra i 20 e i 30 anni, questi nomi rappresentano non solo un calciatore, uno di quelli che arriva e se ne va senza lasciar traccia (e negli ultimi quindici anni molti sono passati da Milanello senza lasciare bei ricordi), ma molto di più: vogliamo chiamarli idoli? Miti? Leggende rossonere? Sicuramente nessuno di questi attributi sarebbe sufficiente a descrivere questi ragazzi che passeranno alla storia come la “vecchia guardia” ancelottiana.

Emblema di quanti trofei possa aver gioito un tifoso rossonero negli ultimi tredici anni è Gennaro “Rino” Gattuso, o semplicemente Ringhio. Arrivato nel silenzio della stampa l’ormai lontana estate 1999. Esattamente tredici anni fa. Alzi la mano chi al tempo, dopo i festeggiamenti del 16°scudetto, lo scudetto targato Zaccheroni, si ricorda esattamente il momento esatto del suo arrivo, col senno di poi eccessivamente offuscato dall’arrivo di un altro pezzo da novanta (tal Andrji Shevchenko). Rino è entrato in punta di piedi e, anno dopo anno ha conquistato i cuori dei tifosi, divenendo quello che fino a domani è, e sarà sempre, il mitico Ringhio, Il Vento ed il Leone, il (co-)capitano post Maldini, vincitore di 2 scudetti, 2 champions, 2 supercoppe europee, 1 coppa italia, 2 supercoppe italiane, 1 fifa club world cup e, a coronamento di una carriera da gladiatore, 1 titolo di campione del mondo con l’Italia. 

Restando in tema difensivo, il post Maldini sarebbe stato vissuto da qualsiasi società in maniera traumatica. Ma non nel Milan, dove a far crescere e far diventare Thiago Silva l’attuale perno difensivo rossonero ci ha pensato un altro pezzo da novanta: Alessandro Nesta. A differenza di Gattuso, l’arrivo di Nesta venne celebrato in pompa magna il 31 agosto 2002, probabilmente il primo colpo di quello che diventerà il marchio di fabbrica rossonera: il colpo last-minute.40 milioni di euro, e Sandro salva le casse della Lazio da una parte e la difesa rossonera dall’altra. Inutile dire come la difesa rossonera degli ultimi 10 anni abbia legato a doppio filo le sue sorti a quelle del centrale romano. Da Maldini-Nesta, a Nesta-Thiago Silva, lui c’è sempre stato. E quando, come nella stagione 2008-09 fu out tutta la stagione per un infortunio alla schiena facendo temere il peggio, il Milan pagò dazio. Ora Sandro saluta il suo Milan, con lo stesso identico palmares di Gattuso, escludendo una Coppa delle Coppe e una Supercoppa Europea a tinte biancocelesti. Il momento indelebile della sua carriera rossonera? Il rigore calciato alla perfezione nella finale di Champions 2003 a battere un altro mito di nome Buffon.

Terzo in ordine di tempo a dire addio alla casacca rossonera è un altro tipo mica da niente: Filippo, anzi “Superpippo” Inzaghi. Impossibile trovare un momento particolare, il gol più importante o bello che “Alta Tensione” Inzaghi abbia regalato ai tifosi rossoneri. In ordine di importanza, ci permetta di ricordare la sua doppietta nella finale-vendetta di Atene sul Liverpool, per la Champions che Pippo ha, giustamente, sentito più sua. Undici anni di corsa, scatti sul limite del fuorigioco, esultanze stravaganti e tanti tantissimi gol per la gioia dei suoi tifosi, tifosi che continueranno ad osannarlo per tutto ciò che Pippo ha donato loro.

A sottolineare la caratura dei giocatori che stanno per dire “addio” o “arrivederci” al Milan, non può non mancare Clarence Seedorf. Campione unico nel suo genere, uno degli ultimi veri numeri dieci che il calcio italiano ed europeo abbia potuto vedere. Il suo palmares parla da solo: 4 Champions League vinte con 3 squadre diverse, 2 vinte col Milan, per non parlare del resto della sua bacheca di trofei. Arrivò al Milan lo stesso anno di Nesta, ma come nel caso di Gattuso, il suo arrivo fece meno clamore, forse offuscato dal botto dell’ultimo giorno di mercato 2002, forse perché arrivato dall’Inter in cambio di Coco… Willy Wonka ci mise poco a far dimenticare il suo passato nerazzurro, perché il suo presente rossonero è stato e rimarrà ben più lucente, incastonato da perle di rara bellezza, come il suo gol che valse la vittoria contro il Chievo nell’annata 2009/2010.

Notizia di poco tempo fa l’addio al rossonero di Gianluca Zambrotta, quarto rossonero a fregiarsi dell’appellativo di Campione del Mondo (anche se all’epoca era alla Juventus) e di Mark Van Bommel. Due altri campioni di livello mondiale, due altri nomi altisonanti a lasciare il Milan. Entrambi hanno vinto molto in rossonero, in proporzione al tempo in cui hanno vestito la casacca della squadra di Milano. Anche “Mojito” Zambrotta e “Cogito Ergo Sum” Van Bommel lasciano nel cuore dei rossoneri un pezzo di cuore infranto. Mancheranno le sgroppate sulle fasce di Zambro, così come le chiusure perfette a centrocampo e i lanci illuminanti di Mark, ma come si suol dire, il tempo passa e va, così come le persone. Anche i tifosi rossoneri sapranno superare questa mole incredibile e concentrata di addii, la vita è fatta anche di questo.