Sceneggiata rossonera, terza puntata

La vicenda di Thiago Silva ricorda parecchio quelle di Kaká e Pato, venduti e poi miracolati dal presidente. Quando un club glorioso è ostaggio di chi lo ha reso tale.

Sceneggiata rossonera, terza puntata
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Berlusconi è uno dei presidenti più vincenti della storia del calcio italiano e mondiale. Da quando è arrivato il Milan ha messo in bacheca 8 scudetti e 5 (cinque) Coppe dei Campioni, le stesse che Juve e Inter hanno messo insieme in tutta la loro storia. Roba da orgasmo. I tifosi rossoneri dovrebbero costruire una statua in suo onore, a mani nude, nel parcheggio di S.Siro. Non solo. In vent’anni ha azzeccato diverse mosse di mercato, aiutato dai suoi collaboratori, che hanno fatto la storia del club. Prima Sacchi e gli olandesi. Un uomo sconosciuto diventa un profeta del football e vince due Champions consecutive, con un blocco di giocatori che fará la fortuna della nazionale italiana e olandese. Poi Capello. Un'altra scelta rischiosa e azzeccata dá il via a alla poderosa carriera del tecnico e porta 4 scudetti e 1 Champions in via Turati. Negli anni sono arrivati giocatori che con la maglia del Milan sono diventati eroi. Weah, Gattuso, Seedorf, Kaká, solo per fare alcuni nomi. È a Milano che si sono fatti uomini e top players. Ancelotti a Roma era solo un bel giocatore e a Milano ha vinto tutto, da giocatore e da tecnico.

Negli anni la dirigenza del Milan ha messo a segno colpi notevoli, sia in entrata che in uscita. Hanno preso anche degli abbagli, ma il bilancio è ampiamente positivo. Le vendite di Kaká e Sheva sono da manuale del presidente di club. Pirlo arrivò dall’Inter senza arte né parte, ed è diventato quello che ancora oggi si prende sulle spalle il gioco della nazionale, dopo aver vinto un Mondiale da protagonista. Discorso simile per Seedorf, da oggetto misterioso del calcio italiano a leader dello spogliatoio. Gli ultimi grandi colpi sono Ibrahimovic, preso per 20 milioni quando ne valeva 60, Boateng e Nocerino. Due inamovibili dalla squadra di Allegri.

Detto questo, la sceneggiata di Thiago Silva è il segnale, il terzo per la precisione, che ormai il Milan non è altro che un giocattolo che Berlusconi usa, ormai spudoratamente, per elemosinare un po’ di consenso mediatico in un momento in cui le cose buttano male, anzi peggio. Era giá successo nel gennaio 2009, quando Kaká arrivò ad un passo dall’essere ceduto al City e all’ultimo momento il presidente bloccava tutto tra la commozione di Pellegatti e con il giocatore brasiliano che salutava dalla finestra stile miracolato.

Poi la scenetta del gennaio scorso con Pato vicinissimo ad essere scaricato al PSG, salvo retromarcia dell’ultimo momento: il fidanzato della figlia del capo resta. La presenza inquietante di Barbara Berlusconi nel cda rossonero non aiuta sicuramente a portare avanti una lucida gestione sportiva. Negli ultimi 3 giorni è stato Thiago Silva il bamboccio (inconsapevole, tanto che ora il suo agente batte cassa) nelle mani del vecchio presidente. Thiago Silva è stato prima confermato (al 99%) poi venduto (c’erano giá i dettagli del contratto e si parlava di particolari legati ai bonus da risolvere, almeno secondo la stampa ufficiale) e poi trattenuto con la famosa frase “Berlusconi vuole tenerlo”. Lacrime e preghiere hanno fatto il miracolo. Di nuovo il Milan diventa strumento di propaganda, tra l’altro misero e probabilmente inutile, per dare una spolverata all’immagine distrutta di un uomo che non è più quello di 20 anni fa, quando pensava a scegliere giocatori e tecnici, ci prendeva quasi sempre e nei limiti del buon senso pensava al bene del Milan e basta.  Bei tempi quelli.

Il ridicolo siparietto messo in piedi dalla società (ma Galliani sapeva che sarebbe finita così? chissà) se lo berranno i tifosi acerbi e con memoria corta. Chi ha vissuto l’epopea del Milan berlusconiano non può non notare la decadenza cui il Milan rischia di andare incontro e la strumentalizzazione cui la squadra è soggetta. E non ci sono nemmeno elezioni in vista. "Sto molto meglio grazie al presidente Berlusconi. I tifosi milanisti sono contenti? Anche io sono milanista. Dovreste ringraziare Berlusconi, questo è un atto d'eroismo. Tenendo Thiago Silva il Milan perderà tanti soldi anche nel 2012. Soldi che metterà Silvio Berlusconi" ha detto Galliani ieri. Povero Silvio. E poveri milanisti, costretti dall’amore per i propri colori a sopportare tutto ciò.