Allegri – Milan : ora è crisi vera

Una telefonata di Galliani al presidente Berlusconi ha messo in discussione il sodalizio tra Massimiliano Allegri e il club di Via Turati. La causa sono i risultati ottenuti nelle prime giornate di campionato e l’esordio opaco in Champions League che hanno lasciato malumori pesanti tra le file della dirigenza milanista.

Allegri – Milan : ora è crisi vera
Massimiliano Allegri | REUTERS PICTURES

Dopo i tre punti mancati e l’esordio insipido in Champions League ora il tecnico livornese è oggetto di nuove voci di esonero. Allegri, l’artefice del 18° scudetto milanista, sembrerebbe giunto all’ultima chance di permanenza sulla panchina. Nella serata di ieri una conversazione tra l’a.d. Adriano Galliani e il presidente Silvio Berlusconi avrebbe portato all’ultimatum per l’allenatore che si gioca il tutto per tutto nel match in programma domenica pomeriggio contro l’Udinese.  

TASSOTTI IN PRIMA – Se contro i friulani non si vedranno segni di miglioramento sia nel gioco che nel risultato, la panchina diventerebbe una mina pronta a saltare. Per il successore si parla già di un possibile approdo come allenatore in prima per Mauro Tassotti, copilota di passaggi importanti del Milan e mente delle tattiche dal periodo Ancelotti . Non è escluso che al suo fianco sia presente Inzaghi, attualmente allenatore delle file giovanili.
Al contrario, se i risultati saranno soddisfacenti si andrà cautamente verso la fiducia per l’attuale allenatore.

DELUSIONI – Un antipasto del rovinoso avvio del Milan era già stato servito durante amichevoli estive quando il Real Madrid si impose sonoramente 5-1: le parole del capitano Ambrosini furono rasserenanti, in un clima all’epoca già rovente per gli intrighi di calciomercato. Poi arrivò il trofeo Berlusconi e anche lì il bottino era magro. Ma ora, giunti alla 3° giornata di campionato (giocata e persa con l’Atalanta, per giunta in casa…) e al primo incontro in Champions League, non ci sono più scusanti. Qualcosa non va nel gioco, nell’intesa tra i giocatori e in generale nel Milan che appare più come una squadra mediocre e senza obiettivi che come una formazione affamata di risultati e coppe da alzare al cielo.

RIVOLUZIONI D’ESTATE – E quando tutto va male il primo a metterci la faccia è l’allenatore. Ma nella situazione rossonera attuale, siamo proprio sicuri che le colpe siano dello stratega calcistico ? A veder bene anche la dirigenza dovrebbe recitare il mea culpa per tutte le cessioni effettuate nell’estate più calda di tutti i tempi. Un’intera formazione in uscita ha fruttato molti benefici alle casse del club ma lo schieramento in campo è stato rimpiazzato parzialmente da qualche acquisto in saldo fatto qua e là. La telenovela (perché in fondo di trattativa c’è stato ben poco) riguardante Thiago Silva è chiaramente la prova più evidente di una gestione di squadra puntata più al portafoglio che ai trofei. Ma questa è la pecca del calcio moderno, incentrato su diritti TV, contratti e tribunali più che sul verde e umido terreno di gioco.