Il semaforo bianconero
Il Milan, sconfitto mercoledì scorso in Coppa Italia dalla Juventus, ritrova la vittoria in campionato contro l'Udinese: tre punti che proiettano momentaneamente i rossoneri in testa alla classifica e che potrebbero imprimere una svolta decisiva alla stagione.
Massimiliano Allegri aveva iniziato questo campionato alla guida di una fuoriserie piuttosto malconcia (quanti chilometri percorsi l'anno scorso, e quante soddisfazioni...). La doppietta di Marchisio a inizio ottobre è il primo semaforo rosso, allo Juventus Stadium il Milan si schianta e l'impatto frontale è fortissimo: il carrozziere di Milanello allora ripara i danni e fa miracoli, perché nelle dodici giornate successive arrivano dieci vittorie e solo due pareggi. Un'onda verde, insomma, che ha permesso al Milan di sfrecciare rombando e lasciando dietro soltanto polvere. Forse la sabbia del deserto di Dubai ingolfa la marmitta e le gambe dei rossoneri, tornati in campo irriconoscibili dopo la sosta natalizia. Quando si imbatte in innocue utilitarie come Atalanta, Novara e Cagliari, comunque, il motore del Diavolo non sembra fare storie e il Milan procede agevolmente nel suo inseguimento alla capolista Juventus: Ibra è Gulliver, gli avversari sono piccoli Lillipuziani impotenti di fronte al genio e alla sregolatezza dello svedese.
Quando la fuoriserie rossonera incontra gli altri bolidi, invece, qualcosa si inceppa: così come a inizio campionato il Milan aveva vinto solo contro la Roma, pareggiato contro Udinese e Lazio e perso contro Juventus e Napoli, anche il ritorno dagli Emirati ha portato a Ibra e compagni due pesanti sconfitte contro Inter e Lazio e un pareggio contro il Napoli. Sembra un caso, eppure Allegri raccoglie questi risultati negativi proprio a ridosso della preparazione atletica estiva e invernale: si tratta soltanto di carenze a livello fisico? Ad essere più precisi, i grattacapi dei rossoneri derivano principalmente da problemi tattici e dalla difficile gestione di un'infermeria stracolma (non solo a centrocampo, con gli sfortunati ritorni alla base di Merkel e Strasser): quando vengono a mancare i polmoni dei tre della linea mediana e la mezza punta non riesce a fare da filtro tra i reparti, anche la devastante anarchia del Cigno di Malmoe risulta improduttiva.
A far inchiodare bruscamente i freni di una corsa che già aveva ripreso a singhiozzare ci ha pensato ancora la Juventus, ancora con una doppietta, come a inizio stagione: questa volta è stato il neoacquisto Caceres a far sprofondare gli uomini di Allegri a San Siro, nell'andata della semifinale di Coppa Italia. Un'altra sconfitta, un altro semaforo rosso, ma serve ripartire in fretta. Allora il tecnico livornese tuona: “Voglio più cattiveria sotto porta, così non si può andare avanti. Dobbiamo riflettere sul fatto che con le prime non riusciamo a vincere”. Insidiosissimo il crocevia di ieri sera, contro la sorprendente realtà Udinese, una big, per giunta in bianconero: due ingredienti che finora non hanno portato bene al Diavolo. Dopo lo splendido gol di Di Natale, il motore della fuoriserie sembra andare rovinosamente in avaria: al Friuli però il Milan passa nel finale, cinico e determinato (senza Ibra), il semaforo è finalmente verde e l'accelerazione firmata dal duo Maxi Lopez-El Shaarawy permette il sorpasso ai danni della Juventus, ferma ai box per neve. Ottimista e soddisfatto, Massimiliano Allegri commenta così la vittoria: “Vediamo cosa farà la Juventus, per adesso siamo in testa. Abbiamo lasciato la Lazio a cinque punti e l'Udinese a sei: è stata una bella partita per noi, non so se sarà determinante”. Domenica prossima i rossoneri dovranno lottare ancora contro maglie bianconere, quelle del Cesena: chissà cosa indicheranno le luci del semaforo, questa volta...




