Il Napoli è bello di notte

Un'altra notte da leoni regala al Napoli il primo posto in serie A. Dopo 17 anni, gli azzurri tornano ad espugnare (0-3!) la San Siro interista. Mazzarri, che compleanno!

Forse il 0-3 finale è un po' eccessivo, ma dimostra quale grado di maturità abbia raggiunto ormai il collettivo del Napoli. Non accadeva da ben 17 anni che i partenopei espugnassero la San Siro nerazzurra. E' successo stasera, in una gara che ha visto gli azzurri imporsi sul piano del cinismo e della voglia, prima che su quello del gioco.   

Le due squadre si presentano all'appuntamento piuttosto spuntate. L'Inter ha due assenze pesantissime. Al forfait di Milito, vittima di un leggero infortunio in allenamento, si aggiunge quello dell'ultim'ora del faro Sneijder (in tribuna assieme a Fabio Cannavaro). Nel Napoli, dopo la brutta botta alla caviglia rimediata nella gara di Champions, è fuori causa il matador Cavani.

Ranieri presenta un 4-4-2 molto guardingo con Alvarez incursore e Cambiasso, Obi e Zanetti un po' più arretrati. La difesa è quella titolare, mentre in attacco è pronto l'atteso duo Pazzini- Forlan. Gli uomini di Mazzarri, Cavani a parte, sono in formazione tipo, con la conferma di Zuniga e la novità Pandev (un ex) in attacco.

L'avvio è tutto di marca neroazzurra. Gli undici di Ranieri sono messi molto bene in campo e riescono a farsi vedere subito dalle parti di De Sanctis grazie ad un paio di proiezioni offensive di un ritrovato Maicon. I nerazzurri vanno anche in rete con un tap in di Pazzini, bravo ad approfittare di una leggerezza di De Sanctis su tiro di Zanetti, ma l'arbitro ferma tutto per l'offside del centravanti della nazionale al momento del tiro del capitano interista. Il Napoli balbetta per i primi 20 minuti del match ma non è una grossa notizia visto che la squadra campana, nella sua storia recente, ha scritto le pagine più belle nella seconda frazione di gioco. Ed infatti, intorno al minuto 25, si avvertono i primi segnali di risveglio.

L'episodio che cambia le sorti del match, però, è di quelli che faranno discutere. Al 42', Maggio (migliore in campo insieme ai due centrali Cannavaro e Campagnaro) si invola verso l'area lanciato da Lavezzi e subisce un ritorno di Obi alle spalle. La trattenuta, piuttosto veniale, sembra esserci ma se essa avvenga all'interno dell'area o inizi fuori è tutto da valutare. Rocchi, tuttavia, non ci pensa nemmeno un istante: rigore per il Napoli e espulsione del ventenne nigeriano. Dal dischetto si presenta Hamsik ma Julio Cesar intuisce. Campagnaro, però, è proprio lì appostato ed è bravo e caparbio nel fiondarsi sulla corta respinta del portierone brasiliano e spedire in rete la palla.

Il Napoli termina il primo tempo inaspettatamente in vantaggio di un gol e con l'uomo in più. Ranieri, invece, va negli spogliatoi imbufalito per l'accaduto, tanto che Rocchi sarà costretto a espellere anche lui dopo un acceso diverbio all'ingresso del tunnel che conduce agli spogliatoi.

Il secondo tempo riprende da dove era terminato il primo. Nonostante la squadra di Mazzarri migliori con lo scorrere dei minuti, in attacco si sente la mancanza di un finalizzatore puro come Cavani. Lavezzi si danna l'anima ma è piuttosto evanescente al tiro, Pandev non punge e Hamsik, complice il rigore sbagliato, sembra nella più classica delle giornate-no.

Come un pugile che capisce di avere in mano l'incontro, al 56' il Napoli ha l'occasione per chiudere i conti e non sbaglia, proprio come accaduto in settimana con l'uno-due fulmineo a spese del Villareal. Zuniga, in posizione di trequartista, lancia Maggio con un delizioso cucchiaio che scavalca la diga mediana interista e il numero 11 azzurro ringrazia beffando in anticipo Nagatomo e scavalcando Julio Cesar con un pallonetto che manda l'Inter al tappeto. Ranieri, dalla tribuna, non sa più a che santo votarsi. Viene richiamato in panchina Forlan (solo un tiro in avvio. Ancora un corpo estraneo alla squadra), Stankovic viene buttato nella mischia con la speranza che faccia il miracolo e tutto il peso dell'attacco ricade sulle spalle del solo Pazzini. Ma ormai il morale di Zanetti e soci è sotto i tacchi e il Napoli ha preso a girare come sa.

Il tris è servito al minuto 75 e stavolta fa tutto bene la premiata ditta Lavezzi- Hamsik. Un passaggio filtrante del pocho sorprende una difesa interista divenuta sempre più nervosa e immobile col passare dei minuti. Per lo slovacco è un gioco da ragazzi spedire in gol il suggerimento del compagno da pochi passi. Nel finale, c'è tempo per l'esordio assoluto di Chavez, che prende il posto di Lavezzi, applauditissimo come sempre.

Intanto Pazzini tenta di scuotere i suoi, ma il suo colpo di testa su suggerimento di Maicon nel finale termina a lato.

Proprio come successo al San Paolo nella partita vinta per 3-1 contro il Milan, anche al San Siro, dall'80' in poi, il pubblico napoletano inizia il suo show e così la gara termina sulle note di " 'O surdato nnammurato". Questa vittoria porta il Napoli in testa al campionato con 10 punti in 5 gare. Mazzarri non poteva chiedere regalo migliore per il suo cinquantesimo compleanno.