Il Napoli in Procura, ma Gianello non c'è

Il Napoli in Procura, ma Gianello non c'è

Il Procuratore Federale ha ascoltato ieri Paolo Cannavaro e Gianluca Grava, che avrebbero rifiutato di "combinare" Sampdoria - Napoli del 16 maggio 2010, così come aveva loro proposto loro l'ex compagno Matteo Gianello. Ma l'allora terzo portiere del napoli invia un certificato medico e non si presenta all'udienza. Sentito anche Walter Mazzarri.

Era la giornata del Napoli. Ma il protagonista principale è risultato assente. L'ex azzurro Matteo Gianello, portiere di riserva all'epoca dei fatti per i quali doveva essere ascoltato, ha presentato un certificato medico per giustificare la propria mancanza. Eppure solo lui avrebbe potuto chiarire i retroscena della tentata combine relativa alla partita Sampdoria  - Napoli del 16 maggio 2010. Ciò perché, come ha già riferito ai pubblici ministeri della giustizia ordinaria, avrebbe contattato i compagni di squadra Paolo Cannavaro e Gianluca Grava, per proporre loro un accordo, che sarebbe stato rifiutato da questi ultimi. Cosicché il Procuratore Federale Stefano Palazzi si è dovuto accontentare di sentire i due calciatori del Napoli oltre al tecnico Walter Mazzarri.

CANNAVARO - Poco è trapelato, per quanto riguarda gli interrogatori, che hanno riguardato anche Giuseppe Mascara, trasferitosi nel frattempo negli Emirati Arabi alla corte di Walter Zenga e del suo Al-Nasr. Tutti si sono dichiarati tranquilli anche se a parlare sono stati i rispettivi avvocati. “Paolo Cannavaro ha risposto senza problemi alle domande che gli sono state poste - dice il suo legale Ruggiero Malagnini - ribadendo quanto aveva già dichiarato alla Procura di Napoli riguardo a Sampdoria - Napoli”.

MAZZARRI - Più curiosità ha destato la presenza di Walter Mazzarri, anche perché non è stato citato da Gianello nelle sue deposizioni. L'allenatore del Napoli è apparso sereno: “Sono venuto a dare il mio contributo ai giudici in un momento in cui c'è bisogno di chiarezza così come ho fatto quando sono stato chiamato dalla Procura di Napoli. Ad aggiungere qualcosa è stato il suo avvocato Mattia Grassani: “Gli aspetti sui quali si è soffermata la Procura sono quelli noti. Non è stata messa in evidenza alcuna gara in particolare e quindi nemmeno Napoli - Inter del 15 maggio 2011, come qualcuno ipotizzava. Non c'è stato nulla di ulteriore rispetto a quello detto da Mazzarri davanti alla Procura di Napoli. Il confronto è stato franco e tranquillo e la Procura federale è rimasta molto soddisfatta e confidiamo che la posizione di Mazzarri non abbia alcun tipo di seguito nella giustizia sportiva".