Napoli, il silenzio dopo la rabbia

Il presidente De Laurentiis, inferocito per alcuni episodi discutibili durante la partita che ha assegnato la Supercoppa italiana alla Juventus,, proclama il "silenzio stampa", dopo aver deciso di non mandare la squadra sul palco per la premiazione dei bianconeri.

Napoli, il silenzio dopo la rabbia
Walter Mazzarri (Getty Images)

E' finita male. E senza che vi sia una motivazione chiara. Il Napoli si chiude in se stesso e si rifiuta di parlare con la stampa. La Supercoppa italiana persa a Pechino lascia il segno. Nessuna voglia di commentare, che si unisce alla rinuncia a salire sull'apposita pedana posta a metà campo per la premiazione della Juventus. Una scelta da parte di De Laurentiis che fa intendere quanto non sia avvertita come legittima la sconfitta. Ma più ancora la volontà di evidenziare con i fatti che certe cose non sono proprio andate giù. Il rigore assegnato ai bianconeri per un fallo discutibile di Fernandez su Vucinic, l'espulsione di Pandev per una presunta parola di troppo rivolta al guardalinee Stefani, il cartellino rosso mostrato a Zuniga per doppia ammonizione, conseguente ad episodi in cui il colombiano ha reagito a precedenti scorrettezze, a cui ha fatto seguito quella di Mazzarri per proteste,

O.K. NEI TEMPI REGOLAMENTARI - Eppure fino al 40' del secondo tempo regolamentare, il momento del “rosso” all'attaccante macedone, nulla lasciava presagire il finale. Una buona prestazione degli azzurri, che hanno tenuto bene il campo, mettendo in mostra una condizione globalmente migliore degli avversari. Un Cavani pronto a muoversi in tutte le zone del campo e freddo nella conclusione a rete, che ha portato gli azzurri in vantaggio. Un Pandev ancora in gol, come ha fatto nelle sei amichevoli disputate prima di quest'incontro. Difesa e centrocampo sufficientemente concentrate e compatte per contenere la Juventus e consentire alle due punte di ripartire in contropiede. Uno schema che ha funzionato alla perfezione, pur considerando i colpi subìti da Asamoah e da Vidal su rigore.

K.O. NEI TEMPI SUPPLEMENTARI - A cinque minuti dal termine la partita ha preso un'altra piega. I tempi supplementari giocati in 9 contro 11 hanno pesato come un macigno sulla testa degli azzurri. Un'autorete di Maggio dopo una clamorosa uscita a vuoto di De Sanctis ha messo in discesa l'incontro per i bianconeri. Alla fine un 2 - 4 che lascia l'amaro in bocca ai tifosi e fa cominciare la stagione tra le polemiche. Per il Napoli la spedizione cinese si chiude senza fortuna. Un passo falso che non può, comunque, far dimenticare ciò che di buono hanno fatto i ragazzi di Mazzarri. La squadra ha dimostrato di aver recepito il nuovo schema del tecnico. Il 3-5-1-1 con l'arretramento di Hamsik sulla linea dei centrocampisti, Pandev libero di spostarsi dietro Cavani sarà il “marchio di fabbrica” del nuovo Napoli. Ma prima di tutto bisognerà archiviare una serata piena di malcelata rabbia per le decisioni dell'arbitro Mazzoleni e dei suoi collaboratori.