Lo sfogo di De Laurentiis: "Presi in giro"

Il presidente del Napoli parla a bordo dell'aereo che riporta la squadra in Italia dopo la trasferta a Pechino per la Supercoppa italiana. Dopo il rifiuto di partecipare alla cerimonia di premiazione e il silenzio-stampa, chiariti i termini della polemica, che aveva come bersaglio la Lega Calcio e l'arbitro Mazzoleni. Nessuna accusa nei riguardi della Juventus.

Lo sfogo di De Laurentiis: "Presi in giro"
Aurelio De Laurentiis

Il rientro in Italia fa sembrare la Cina più lontana di quanto già sia. Ma la Supercoppa italiana no. La sconfitta contro la Juventus a Pechino non è stata ancora digerita da Aurelio De Laurentiis. Il presidente del Napoli, che non ha voluto mandare la squadra sul palco allestito per la cerimonia di premiazione, ha ancora il “dente avvelenato”. Il silenzio-stampa del dopo partita aveva lasciato avvolti nel mistero i bersagli della rabbia. Oggi c'è quanto meno una spiegazione di un atteggiamento condiviso dalla maggior parte dei tifosi, ma che avrà quasi certamente delle ripercussioni in termini economici con sostanziose ammende e sportivi con le squalifiche di Pandev, Zuniga e Mazzarri.

LA JUVENTUS NON C'ENTRA - Le dichiarazioni arrivano a bordo dell'aereo durante il viaggio di ritorno. “Innanzitutto non ce l'avevamo con la Juventus, che è una grande squadra composta da grandi giocatori. Il punto è che una manifestazione tra squadre importanti e tifoserie importanti dovrebbe essere organizzata in modo inappuntabile. La Lega Calcio, che pure abbiamo rifondato, vive ancora dell'incapacità di rigenerarsi in modo efficiente e moderno. L'organizzazione dell'evento si è rivelata molto deludente da tutti i punti di vista, dalla parte logistica, con problemi nei trasferimenti, alle riprese televisive, che dovevano essere effettuate con la tecnologia di Sky e non della Rai”.

MAZZOLENI SOTTO ACCUSA - Salvata la Juventus, messa a nudo la Lega Calcio, di cui, comunque, fanno parte tutti i club di serie A, resta l'arbitro. Il nome di Silvio Paolo Mazzoleni non sarà dimenticato facilmente dalla società azzurra. Le espulsioni di Pandev, Zuniga e Mazzarri, unite al rigore concesso ai bianconeri per l'intervento di Fernandez su Vucinic, hanno lasciato il segno. “La cosa che mi ha infastidito di più è che la prima partita vera dell'estate è stata gestita e affrontata con un piglio di severità scolastica tipica di noi italiani. Il rigore era discutibile, diciamo una situazione da fifty-fifty. Quello che è inaccettabile da parte di chi ha il controllo del gioco è la prima ammonizione a Zuniga, che aveva subito il fallo”.

MEGLIO GIOCARE IN ITALIA - Finale con il motivo per cui la squadra non ha partecipato alla cerimonia di premiazione. “Perché, essendo stata la partita mal gestita - dichiara De Laurentiis - si è sgretolata la psicologia di condividere alla fine vittoria e sconfitta. Non c'era la condizione per vivere il terzo tempo, modello rugby, nel rispetto dell'avversario. Questo non può avvenire, se uno si sente preso in giro. Siamo stati in Cina otto giorni, mentre la Juventus voleva organizzare la sua tournee. Io, seppure un po’ tardi, avevo avanzato la proposta di far giocare una partita di andata e ritorno, a Torino e a Napoli, che avrebbe fruttato dieci milioni di fatturato invece di una manciata di yuan. In sostanza è stata solo una festa per i quaranta delegati inviati in Oriente".