Baldini: “Luis Enrique non si muove”
Il DG romanista smentisce l’inserimento di clausole nel contratto del tecnico asturiano che lo libererebbero in caso di una chiamata del Barcellona.
Un nuovo tormentone rischia di disturbare i pensieri dei tifosi giallorossi. Due settimane fa, fonte “El Mundo Deportivo”, e nuovamente ieri su “Ecodiario.es”, Luis Enrique viene indicato dai media spagnoli come uno dei candidati, insieme ad altri cinque allenatori, a prendere il posto di Guardiola, che non ha ancora rinnovato il contratto in scadenza il prossimo 30 Giugno, alla guida della squadra blaugrana. Inoltre viene scritto che l’asturiano, forte della sua esperienza nel Barcellona B, avrebbe preteso di inserire nel contratto biennale con la Roma una clausola liberatoria in caso l’attuale club più forte al mondo lo chiamasse. Da Trigoria fanno, invece, sapere che non è stata chiesta da Luis Enrique e poi non rientrerebbe nel modo di confrontarsi della nuova proprietà giallorossa con i propri tesserati perché ne indebolirebbe il progetto.
A fare ulteriore chiarezza ci hanno pensato i massimi dirigenti capitolini. Il DG Baldini, presente a Viareggio alla finale della “Coppa Carnevale” persa dalla Roma Primavera contro i coetanei della Juventus (1-2), ha affermato: “Mi è arrivata questa storia. Clausole nel contratto di Luis? Non ne esistono, come non c’erano nel contratto di De Rossi. Personalmente odio le clausole. Non abbiamo mai dubitato nemmeno un secondo che Luis Enrique fosse l’uomo giusto per il nostro progetto”. Certo, quasi tre mesi fa avvenne un fatto che non lascia oggi del tutto tranquilli i sostenitori della Lupa. Si ricorderà, infatti, che dopo la pesante sconfitta subita a Firenze (era il 4 Dicembre), alla proposta per il prolungamento del contratto per altre due stagioni, sino al 30 Giugno 2015, il tecnico di Gijon rispose “no grazie, è meglio aspettare”.
Un gesto che venne interpretato come un atto di responsabilità da parte di un allenatore che si metteva in gioco in prima persona: della serie, “firmerò solo se avrò conseguito gli obiettivi prefissati”. Poi è evidente che tra Baldini e Luis Enrique ci sia un “gentlemen’s agreement”, un accordo verbale con il quale il DG giallorosso si è impegnato a liberarlo qualora il Barcellona gli offrisse la panchina che attualmente è di Pep Guardiola. Ma, sinceramente, come potrebbe un dirigente impedire ad un tecnico di realizzare il sogno di una vita ed allenare la “sua” squadra che tra l’altro è la più forte e spettacolare del mondo!? Tuttavia dalla Catalogna è arrivata una rettifica secondo cui non ci sarebbe nessuna clausola che lascerebbe Luis Enrique libero nell'immediato in caso di chiamata del Barcellona, ma solo un'opzione esercitabile dal 2013 che permetterebbe il ritorno in blaugrana qualora il tecnico asturiano non trovasse un accordo sul rinnovo con la Roma. L'opzione è stata inserita per ricambiare il favore al club catalano che, al momento della partenza di Luis Enrique, ha sorvolato su un rimanente anno di contratto. Per buona pace di coloro che già stavano cercando di alzare un polverone.
Il DS Sabatini, anche lui in tribuna per la gara della Primavera, ha mostrato la sua stima per il tecnico spagnolo: ”E’ un mostro, è bravissimo, un conduttore straordinario. Ha una scintilla dentro sempre accesa”. Il DS elogia la prestazione dei “ragazzini”, nonostante la Coppa sia sfuggita, prima di rituffarsi sul campionato della prima squadra:“Ho visto una delle finali più belle in assoluto che io possa ricordare a Viareggio. Questi ragazzi stanno dimostrando di poter avere un futuro. De Rossi ha detto che il nostro obiettivo è il terzo posto? Lui non sbaglia mai, prendiamo per buono quello che ha detto come nostro obiettivo stagionale. Fino adesso abbiamo solo costruito i presupposti per diventare grandi, con diversi giovani in rosa. Comunque io sono un sognatore, altrimenti non potrei fare questo lavoro; per ora, però, concentriamoci sulla partita di Bergamo che sarà difficilissima”.
Domenica scorsa protagonista dell’incontro vinto contro il Parma è stato ancora una volta Fabio Borini, sempre più a proprio agio negli schemi di Luis Enrique così come sotto porta: è il calciatore della rosa con la media-gol più alta. Sette gol, Coppa Italia compresa. Cinque all’Olimpico e due lontano da Roma, uno (il primo in assoluto) a Genova e l’altro a Cagliari, e tutti su azione. Borini è l’uomo più nuovo della nuova Roma. Sabatini, ad esempio, pensava che fosse un attaccante di sicura prospettiva ma mai avrebbe immaginato che facesse così bene. Al punto che oggi si parla senza inquietudini, per dirla proprio alla Sabatini, di un interesse di Cesare Prandelli per il numero 31 giallorosso. “La Nazionale? È prematuro parlare di una convocazione per Fabio. Sta facendo molto bene. È stato molto aiutato finora dai compagni e dall’allenatore. La Nazionale per lui la lascerei momentaneamente da parte, prenderei invece atto del fatto che si sta rivelando una scelta azzeccata per tutti noi”.
Sognando la Nazionale maggiore, Borini si gode l’Under 21 di Ciro Ferrara. “Fabio è un giocatore che risente in maniera positiva dell’esperienza fatta nel campionato inglese. È uno che non molla mai e che detta tutti i tempi del pressing. Va sempre a cercare di rubar palla all’avversario. È un grande professionista, molto volenteroso. Per la mia Nazionale è un punto fermo”, ha detto recentemente il CT degli azzurrini. Contro il Parma ha segnato da ala, prima aveva segnato da attaccante d’area (vedi la partita con l’Inter) o da opportunista (vedi i gol firmati in trasferta) e non è ancora riuscito a mettere in mostra un’altra perla del suo repertorio, i calci piazzati. Insomma, la società ha già messo in agenda l’acquisto dell’intero cartellino, dopo averne rilevata la metà nel mercato di Gennaio (la scorsa estate era arrivato in prestito), per quello che si sta rivelando uno dei migliori attaccanti italiani.
Intanto a Trigoria proseguono i rinnovi dei contratti: dopo quello di Leandro Greco, è stato prolungato di un anno, scadenza Giugno 2013, l’accordo con Simone Perrotta. Un omaggio ad un campione del mondo, uomo spogliatoio e grande professionista, che in questa stagione sta accettando un ruolo di secondo piano senza fare nessuna polemica ma pensando solo al bene della Roma. E’ soprattutto grazie al valore di questi giocatori che si possono raggiungere risultati importanti, a cominciare da questa stagione. La gara di Bergamo sarà un banco di prova molto duro per cercare quella continuità che tanto manca ai giallorossi: vincere contro l’Atalanta per presentarsi al derby nel migliore dei modi perché, si sa, in città quella non è una partita come le altre...




