Roma, ultima chiamata

Una stagione da dimenticare. Per salvare la faccia e provare a qualificarsi alla prossima Europa League sarà necessario vincere le ultime due gare. Alle 20:45 all’Olimpico arriva il Catania dell’ex Montella, c’è anche l’areoplanino tra i candidati per la prossima stagione.

Roma, ultima chiamata
Roma
Catania / 20:45
Roma, ultima chiamata

Titoli di coda sulla prima Roma americana. La rivoluzione non c’è stata, ci si riprova l’anno prossimo. Oltre al mister sono tanti i calciatori sul piede di partenza. Chi per motivi anagrafici come Juan, Heinze, Simplicio, Cicinho e Cassetti,  chi per qualunque altro motivo non si è dimostrato essere all’altezza della maglia che indossa: Josè Angel, Rosi, Kjaer e Greco. Per il giovane spagnolo forse è più plausibile l’ipotesi di un prestito. Insomma la rivoluzione tanto celebrata a inizio stagione è avvenuta solo a metà, sì perché dal punto di vista societario (rapporti con i tifosi in particolare) la Roma si è mossa e bene. E’ sull’aspetto tecnico/tattico che necessita una rifondazione.

La parola passa al campo, Roma-Catania stasera avrà il sapore dell’ultimo giorno di scuola e un po’ come facevano alcune costose scuole private: “Quest’anno passi, ma il prossimo cambi aria”. Veniamo così a sapere che il mister ha disdetto l’affitto della sua casa all’Olgiata, un messaggio più chiaro di tante dichiarazioni. E’ il giorno dei saluti, l’asturiano deve essere grato a società e tifosi per l’opportunità che gli è stata data, ma soprattutto per la pazienza. Già, a Roma, non si vedeva da tempo un mister che perdeva 14 partite di campionato e finiva la stagione, i tifosi hanno voluto partecipare alla rivoluzione culturale del nuovo corso e hanno aspettato il mister, aspettato i giocatori, aspettato i risultati: ma sono rimasti delusi. Le contestazioni, civili, degli ultimi giorni sono state giuste e inevitabili.

Sul delicato momento e sul futuro della Roma, è intervenuto l’amministratore delegato Claudio Fenucci: "Dobbiamo arrivare in Europa League. E’ importante che la Roma l’anno prossimo partecipi a una competizione europea. Se la dovessimo raggiungere ci sarà il massimo impegno per arrivare fino in fondo. Avremo un budget pluriennale che ci dovrebbe accompagnare fino a un nuovo piano che sarà allineato con la costruzione del nuovo impianto. La crescita dei ricavi passa per la costruzione dello stadio, ma questo non fa passare in secondo piano l’investimento sulla parte tecnico-sportiva”. L’Europa League, quella coppa che era Uefa e che in tanti snobbano, ma che per qualcuno è stata trampolino di lancio: Andrè Villas-Boas. I bookmaker lo danno sulla panchina dell’Inter per la prossima stagione, ma Baldini (che lo conosce personalmente) può pesare su un suo eventuale arrivo a Roma.

Senza nemmeno un esterno difensivo di ruolo, la Roma prova a contrastare il bel gioco del Catania che ha un punto di forza proprio negli attacchi sulle fasce con Gomez e Barrientos. Luis Enrique non convoca: Josè Angel, Rosi, Stekelenburg, Juan, Burdisso, Cassetti, Cicinho. Praticamente l’intero pacchetto arretrato. Da inventare, dunque, la difesa con Heinze e Kjaer centrali, Taddei esterno e uno tra Perrotta e Marquinho sull’altra fascia; se il brasiliano ultimo arrivato dovesse giocare dietro i tre in mezzo al campo, saranno: De Rossi, Pjanic e Gago; il rientrante Totti proverà a servire Osvaldo o Lamela (in ballottaggio con Borini). Montella si presenta, nello stadio, dove vinse lo scudetto, con la formazione ideale, ma senza Spolli. Per Totti sarà la gara numero 500 in serie A.