Roma, batti il Cesena e spera…

L’epilogo di questa brutta stagione è arrivato, allo stadio Manuzzi di Cesena è il giorno dei saluti. Luis Enrique andrà via lasciando parte della tifoseria giallorossa orfana di uno stile e di un’idea, l’altra metà felice di riprovarci, magari con Montella. Il Cesena saluta la serie A dopo due stagioni. C’è ancora una piccola speranza di entrare in Europa grazie ad eventuali penalizzazioni per il calcio scommesse, prima però servono i tre punti.

Roma, batti il Cesena e spera…
Cesena
Roma / 18:00
Luis Enrique (Getty Images)

Una trasferta in riviera contro una squadra retrocessa è certamente il modo migliore di cominciare l’estate, se poi invece delle tre si gioca alle sei con quel po’ d’ombra che inizia a tracciarsi sul sempreverde prato del Manuzzi e la brezza marina che monta dal vicino adriatico; il rischio di chiusura anticipata è evidente. A conti fatti la Roma non può permettersi distrazioni, quelle poche speranze rimaste e inevitabilmente legate agli esiti della giustizia sportiva ci portano alla facile intuizione: è meglio arrivare davanti al Parma.

 

Ci proverà Luis nel giorno dell’addio. Dopo le indiscrezioni della settimana, l’annuncio ufficiale è arrivato ieri in una conferenza stampa agro/dolce: “Me ne vado perché sono molto stanco, ho dato il 100% in questa stagione. Anche quando mi sono mancate le forze, ho pensato di rimanere vicino ai miei calciatori. Penso che non mi basterà l’estate per recuperare la forza e quindi non potrò darla alla squadra. Il prossimo anno non allenerò sicuro. Non so se avrei avuto qualche offerta, ma devo recuperare questa forza. Sono molto passionale, è stata un’avventura, voi l’avete chiamata sempre progetto, parola di cui credo siamo tutti un po’ stanchi. Ma per me è stata un’avventura bellissima”.

 

Totti ha voluto esserci alla conferenza stampa di addio del mister. Si è messo da una parte a fianco di Baldini e ha ascoltato con attenzione le parole di Luis, che interrogato proprio sul suo rapporto con il capitano ha risposto: (prima scherzosamente) “Ho parlato così tanto di Francesco che quasi me ne sto innamorando, mia moglie è un po’ preoccupata. Francesco è qua sennò domani non gioca”; (poi seriamente) “E’ stato molto speciale, dall’inizio ho avuto una bellissima sensazione con lui. Mi ricordo una volta a inizio allenamento dopo una esclusione, quando per voi c’era un litigio tra noi, gli ho detto che non avevo nessunissima guerra con lui, all’inverso ho un grande rispetto come calciatore e come persona. Ho avuto la fortuna di affrontarlo come calciatore. E’ stato un piacere lavorare con Francesco, che è un campione, come con tutti gli altri”. Ha conquistato tutti Luis con i suoi modi schietti, la sua disciplina militare e la sua idea rivoluzionaria di calcio, che per quest’anno, è però rimasta tale.

 

Tutti a disposizione del tecnico per l’ultima partita tranne Stekelemburg. In porta ci sarà Lobont preferito a Curci; la difesa vedrà il rientro di Rosi al posto di Taddei e, Marquinho che ha ben figurato anche da terzino, sulle fasce, al centro invece Heinze e Kjaer completano il reparto; solito centrocampo a tre con De Rossi, Pjanic e Gago; resta da decidere chi tra Borini, Bojan e Lamela affiancherà la coppia Totti e Osvaldo.