La Roma rivuole Montella

Archiviato Luis Enrique, è l’areoplanino, la prima scelta della società giallorossa. Ieri il Cda ha parlato del futuro: aumento di capitale, stadio e investimenti. Argomento sensibile è stato quello del nuovo mister, ma non sono trapelate indiscrezioni. Montella verrebbe di corsa, si tratta per non indispettire Pulvirenti.

La Roma rivuole Montella
Montella ha già allenato la Roma nel finale della scorsa stagione

Vincenzo Montella ha un contratto con il Catania fino al termine della prossima stagione e il presidente etneo Pulvirenti ha ribadito a più riprese che il tecnico rispetterà i termini dello stesso. Chi dovrà risolvere la spinosa questione è Walter Sabatini. In realtà tra Montella e Lo Monaco, ex ad del Catania oggi al Genoa, c’è stato un accordo verbale: Se un club di spessore avesse chiamato, il tecnico sarebbe stato lasciato libero di partire. Mantenere toni pacati è nell’interesse di tutti, e Pulvirenti, consapevole di non poter trattenere il tecnico contro la sua volontà vuole massimizzare il profitto. I soldi degli americani fanno gola e l’ex numero nove giallorosso potrebbe portare con sé a Roma alcuni giocatori: Gomez e Spolli su tutti.

La stagione del Catania ha entusiasmato i tifosi, più per il gioco espresso che per il piazzamento finale. Un gioco che non può prescindere dagli interpreti a partire da Lodi, regista raffinato e metronomo del centrocampo; da Barrientos e Gomez autori di efficaci sgroppate sulle fasce e da Spolli muscolare pilastro difensivo. Montella gioca con il 4-3-3, anche Luis Enrique utilizzava quello schema di gioco, almeno tatticamente si continuerà sulla falsariga di questa stagione. Memore della propria esperienza calcistica, l’attuale tecnico del Catania, predilige l’attacco leggero così da essere sempre in vantaggio nell’uno contro uno; in questa ipotesi rientrerebbero perfettamente Bojan, Lamela e Borini. Dovranno faticare di più per ritagliarsi un posto Totti e Osvaldo.

La firma sul terzo scudetto ha fatto di Montella un’icona per il tifo giallorosso, poi l’esperienza da allenatore per sostituire l’esonerato Ranieri. Poche sette partite, per fare un bilancio sulla sua prima esperienza da professionista, ma vincere un derby a Roma non è poca cosa. La società però non lo conferma, vuole Luis Enrique. Una piccola rivincita per l’areoplanino che con grande dignità è andato a Catania e ha dimostrato il suo valore. Anche De Laurentiis, lo ha contattato per il dopo Mazzarri. Un pezzo di cuore, Vincenzo l’ha lasciato nella capitale come spiega in conferenza stampa: “La Roma è la mia debolezza, non soltanto per la mia storia da calciatore, per la mia vicenda professionale, ma anche per questioni familiari. L'anno scorso pensavo che il mio futuro di allenatore sarebbe stato lontano da Roma. Ora penso che le situazioni possano essere diverse. Con Pulvirenti c'è un grande rapporto, ci incontreremo per valutare”.

Anche se tutto fa pensare che sarà lui il nuovo tecnico giallorosso, non sono esclusi clamorosi ribaltoni. Sabatini in questi giorni sentirà il vulcanico presidente Pulvirenti per avanzare la sua proposta. Baldini, in ordine di tempo, è stato l’ultimo a dare l’OK per Montella. Avrebbe preferito Villas-Boas, ma, consigliato dal ds, si è convinto che un allenatore italiano (che ha già allenato in Italia, che conosce l’ambiente e che è reduce da una stagione positiva), da più garanzie del portoghese. La certezza è che sarà un tecnico di casa nostra, se la trattativa con il Catania dovesse saltare, i candidati sono: Mazzarri e Capello; ridimensionano le prospettive di successo nomi come Pioli e Colantuono e sono ipotesi affascinanti ma difficilmente realizzabili quelle che vorrebbero due ritorni illustri: Spalletti o Zeman.

I tifosi giallorossi hanno fiducia in Montella che è un vincente e riporterebbe quell’entusiasmo che è andato scemando nell’anonimo finale di questa stagione. Anche per Vincenzo sarebbe l’occasione di una rivalsa personale, certo di trovare le condizioni ideali per fare bene. Il progetto di una grande Roma della gestione americana non si ferma, ha solo avuto una battuta d’arresto. A Roma, Vincenzo, si è guadagnato anche il soprannome di Top Gun, proprio quello che serve ai giallorossi, un grande pilota per tornare a volare.