Rebus allenatore

Montella resta il favorito ma la fumata bianca tarda ad arrivare. L’alternativa è Villas Boas, si stanno valutando anche le piste Bielsa e Zeman. Entro una settimana si attende l’annuncio.

Rebus allenatore
Reuters Pictures

L’unica notizia certa è che la Roma a fine Maggio ancora non ha ufficializzato il tecnico per la prossima stagione. Tutto il resto rientra nel campo delle ipotesi. E’ passato ormai un mese da quando Luis Enrique (25 Aprile, al termine di Roma-Fiorentina 1-2 che, di fatto, chiuse in anticipo il campionato) comunicò ai dirigenti giallorossi, che invano tentarono per alcuni giorni di far cambiare idea all’asturiano, che non sarebbe rimasto sulla panchina capitolina. Da subito si fece il nome di Vincenzo Montella, però legato ancora da un anno di contratto con il Catania, tant’è che il DS Sabatini disse che avrebbe parlato con il presidente etneo Pulvirenti, comunque fermo sulle sue posizioni, per cercare di trovare una soluzione. Oggi, però, la situazione sembra bloccata e la Roma, ovviamente, si sta guardando attorno. Vediamo caso per caso quali sono le proiezioni attuali.

Montella: 40%. Rimane in pole position perché sembra essere la prima scelta della società (a meno che non si nascondano altri obiettivi) e soprattutto perché il tecnico ha fatto sapere che tornerebbe molto volentieri nella Capitale. Per lui rappresenta una rivincita: dopo aver allenato i giallorossi nel finale dello scorso campionato, ottenendo buoni risultati (tra cui un derby vinto) con la qualificazione all’Europa League, verrebbe con forti motivazioni, galvanizzato dall’ottimo anno passato a Catania (record di punti in Serie A per i rossoblù). La nuova società dodici mesi fa non lo confermò perché scelse di puntare sulla “discontinuità” ma dopo le dimissioni di Luis Enrique è tornata sui propri passi. Il problema, però, è il contratto che Montella ha fino al 2013 con gli etnei. Pulvirenti non lo vuole cedere e nemmeno eventuali contropartite tecniche sembrano farlo vacillare. Tuttavia una cosa il presidente l’ha capita: in ogni caso Top Gun cambierà aria, ci sono degli interessamenti anche di Fiorentina, Napoli e Lazio, non può tenere un tecnico controvoglia. Per questo motivo l’impressione è che a breve si scioglierà ogni riserva, Sabatini ha puntato forte su questa scelta.

Villas Boas: 30%. Era il sogno di molti presidenti lo scorso Giugno, quando aveva vinto praticamente tutto alla guida del Porto. Il DG Baldini lo aveva messo al primo posto nelle sue preferenze ma i 15 milioni di clausola che servivano per ingaggiarlo chiusero ogni discorso ed il portoghese approdò al Chelsea. Un’avventura poco felice, un feeling mai nato con lo spogliatoio dei Blues, il gioco spumeggiante fatto vedere col Porto solo un ricordo, ed a Marzo arrivò l’esonero. L’aggravante è che il suo vice, Roberto Di Matteo, ha poi vinto coi londinesi F.A. Cup e soprattutto Champions League e Villas Boas ora appare un brocco. Evidentemente non è così ed ingaggiarlo sarebbe un affare rispetto ad un anno fa, bisogna vedere, però, di quanto ridurrà il suo ingaggio e se ha voglia di rimettersi completamente in gioco. I tifosi romanisti sarebbero affascinati da questa soluzione anche se c’è il timore che un tecnico così rigido, sia nei rapporti umani che a livello tattico, e soprattutto la poca esperienza possano creare gli stessi problemi che hanno portato Luis Enrique a dimettersi. Anche il Liverpool è sulle sue tracce, ha fatto il vice a Mourinho nella sua esperienza interista, l’Italia lo affascina.

Bielsa: 15%. E’ considerato uno degli allenatori più bravi in circolazione e l’annata che sta disputando con l’Athletic Bilbao lo dimostra. Ha raggiunto una salvezza tranquilla, la finale di Europa League (persa contro l’Atletico Madrid), e domani sera affronterà il Barcellona nella finalissima della Coppa del Rey. Insomma, per una squadra non abituata a competere ad alti livelli davvero niente male. Molti meriti vanno, ovviamente, al tecnico cileno che pratica un gioco offensivo ed ha il carisma per tenere sotto controllo qualsiasi spogliatoio. Ha allenato le Nazionali di Argentina e Cile, a 57 anni l’esperienza non gli manca. Sarebbe adatto ad una piazza come Roma anche se il suo soprannome, “El loco”, ne caratterizza la sua personalità forte, poco incline ai compromessi. Se Luis Enrique veniva considerato un “hombre vertical”, Marcelo Bielsa è persino più rigido. Lo scorso Giugno declinò l’invito di Moratti perché aveva dato già la parola ai baschi; ha detto che non si muoverà da Bilbao e che rinnoverà il contratto. Sarebbe una scommessa affascinante.

Zeman: 10%. Chi non conosce il boemo? A Roma la stragrande maggioranza dei tifosi lo riaccoglierebbe a braccia aperte e Zdenek tornerebbe di corsa. Il suo 4-3-3 è un modello da seguire, ha riportato nella massima serie il Pescara dopo ben 19 anni, mettendo in mostra giocatori di grande qualità, Verrati, Insigne e Immobile su tutti. Domenica prossima terminerà la sua stagione, il presidente abruzzese vuole rinnovargli il contratto. Zeman ha ribadito di trovarsi bene a Pescara ma molte società lo stanno cercando, Fiorentina in primis. L’impressione è che la Roma lo prenderà in considerazione solo nel caso dovessero sfumare le altre opzioni. Potrebbe riportare l’entusiasmo ad una tifoseria delusa dall’ultima stagione e riuscirebbe a dare un gioco definito alla squadra a prescindere dagli interpreti. Anche per la società sarebbe una garanzia di spettacolo ed anche di risparmi. E’ nota, infatti, la tendenza aziendalista del boemo; l’unico inconveniente potrebbe essere rappresentato proprio dal personaggio: vorranno gli americani ripartire dall’”uomo contro” per antonomasia del calcio italiano?     

Altri: 5%. Siccome è il periodo delle ipotesi, non si può escludere che Baldini e Sabatini non abbiano in riserbo una sorpresa che tengono accuratamente nascosta. Guardiola starà fermo un anno, Ancelotti è felice a Parigi, Prandelli pensa all’Europeo e, a proposito di ritorni  eccellenti, si può dire che Spalletti si è imposto a San Pietroburgo; che non sia Capello, attualmente libero, il colpo finale? Difficile, certo per i tifosi sarebbe la garanzia di un calciomercato scoppiettante.

A Trigoria, sfumato Palacio, si continua a lavorare per rinforzare la rosa: all’orizzonte ci sono le comproprietà da risolvere e soprattutto la questione che riguarda il ritorno di alcuni giocatori che non sembrano rientrare nei piani futuri della società, sia per questioni tecniche che economiche. Borriello, Pizarro, Brighi, Julio Sergio sono i casi più spinosi. E poi c’è anche da valutare la posizione di altri calciatori della rosa, poco impiegati quest’anno, per esempio Perrotta, Simplicio, Greco. Insomma, sarà una lunga estate di lavoro per i dirigenti giallorossi, a cominciare dal primo tassello: l’allenatore. Il suo parere, ovviamente, sarà fondamentale per programmare il futuro.