Tre punti e tanta tensione. Il dopo Genoa - Roma è un concentrato di dichiarazioni al vetriolo e reazioni di pancia. Due giornate, questo quanto sancito dal Giudice Sportivo in merito all'atteggiamento di Rudi Garcia, reo di tentata aggressione nei confronti di uno steward. Le parole di Preziosi - con accenno, poi smentito, a eventi extracalcistici e attacco frontale all'arbitro Banti - il colpo di testa di Perotti e l'episodio con protagonista il tecnico francese. Tutto finisce nel calderone della giustizia sportiva e piovono squalifiche importanti. Quattro addirittura le giornate comminate al genoano, due, come detto, all'allenatore giallorosso. 

La risposta, giunta in data odierna, è forte ed è in perfetta simbiosi con il carattere fiero del personaggio. Garcia difende a spada tratta l'operato proprio e quello della squadra, rievoca una condotta da sempre al di sopra di ogni sospetto, rigettando, con forza, ogni possibile accusa.

"Non accetterò che si cerchi di infangarmi, mi batterò con ogni mezzo per difendermi da questa ingiustizia e da queste menzogne. Denuncio questo intollerabile attacco al mio onore".

"In seguito alle accuse infondate, che sono state rivolte contro di me, e alla sanzione di cui sono vittima, denuncio questo intollerabile attacco al mio onore e alla mia reputazione. Tutta la mia carriera di calciatore, educatore e allenatore testimonia un comportamento esemplare che non è mai venuto meno. Non accetterò che si cerchi di infangarmi attribuendomi gesti aggressivi che non ho commesso, che deploro e che sono contrari alla mia educazione. Mi batterò con ogni mezzo a mia disposizione per difendermi da questa ingiustizia e da queste menzogne".

La sensazione è che manchi ancora un capitolo per chiudere la storia.