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I dolori di Wenger e Villas-Boas

Le due acerrime rivali accomunate dalla questione dell'allenatore a rischio. Decisive le prossime partite

I dolori di Wenger e Villas-Boas
Getty Images

LONDRA – Entrambe a 43 punti, in coabitazione al quarto posto. Entrambe in crisi e con il problema dell'allenatore. Sono Arsenal e Chelsea, le squadre più deluse d'Inghilterra. Due che hanno sempre stradominato ma che ora si trovano a duellare per un solo posto in Champions. Due che oltre a dover metabolizzare gli ultimi risultati devono anche risolvere la questione della panchina. Wenger è a rischio dopo 16 anni ma si fa forte della fiducia acquisita negli anni, Villas-Boas traballa dopo poco più di sei mesi e deve conquistarsi il favore dell'ambiente in una sola gara.

Il francese - "Il posto di Wenger è salvo", titola il noto tabloid inglese 'The Sun'. Perchè Ivan Gazidis, amministratore delegato dei 'Gunners', assente a 'San Siro' per una vacanza in montagna, ha assicurato allo stesso Wenger la riconferma. Con un paletto: almeno il quarto posto in campionato, quanto basta per la qualificazione all'Europa che conta. In quel caso, verranno rispettati i due anni di contratto che rimangono al tecnico francese. "Il primo trofeo – ha spiegato – è il quarto posto, traguardo ancora raggiungibile. E' un obiettivo vitale per noi e ci concentreremo soltanto su questo". Anche perchè per quest'anno, visto il pesante 4-0 del 'Meazza', difficilmente il cammino dell'Arsenal in Champions League proseguirà. E perché è davvero l'unico obiettivo rimasto, se si pensa che il Sunderland ha estromesso i 'Gunners' dalla FA Cup. A questo punto il match casalingo contro il Tottenham sarà fondamentale.

Il portoghese – Non se la passa meglio il collega Villas-Boas, anzi. Arrivato da un periodo di successi al Porto non si sarebbe mai aspettato una situazione così delicata: tonfo con l'Everton (2-0) in Premier e pareggio (1-1) con il Birmingham che significherà replay in FA Cup. Ancor meno tranquillo è il patron Roman Abramovich, deluso in particolare dal rendimento di uno come Fernando Torres, acquistato per circa 60 milioni di euro e rivelatosi poi come l'ombra del campione di qualche anno fa. Villas-Boas, in ogni caso, è ancor meno sicuro di Wenger e ha qualcosa come una partita di tempo per far ricredere la dirigenza. Una sconfitta contro il Napoli, infatti, significherebbe un quasi certo addio a 'Stamford Bridge'. Quale futuro, quindi, per il lusitano? "Prima il Napoli, poi vedremo – ha commentato Villas-Boas -. Se dovessimo passare il turno, comunque, avremmo un'ottima chance. Sarà una sfida di spessore perchè tutti sanno come si è comportato il Napoli nel girone da cui è uscito il City: anche noi, comunque, abbiamo una buona possibilità".

Rinnovamento – Prossime gare a parte, le due londinesi dovranno presto iniziare a pianificare il futuro, connesso ad una probabile rivoluzione. In primo luogo il Chelsea, vittima di una media-età troppo alta: si vedano i 33 anni suonati di Drogba, i 31 di Malouda, i 31 di Ashley Cole, i 33 di Lampard o i 31 di Terry. Giocatori di estremo valore, capaci di costruire uno scheletro di squadra duraturo ma ora da rinnovare. Mata, Lukaku, Sturridge e Bertrand rappresentano un ottimo punto di partenza, ma l'organico in generale ha bisogno di una scrematura – cessioni di lusso in particolare - che porti al conseguente reinvestimento in innesti mirati e di livello, con attenzione a non commettere errori in stile Torres. L'Arsenal, invece, ha un problema diverso: l'organico è giovane e promettente ma necessita di qualche nuova stella. Difficile ovviamente competere con i capitali del Manchester City, ma due-tre perle farebbero davvero comodo nella prossima sessione di mercato. Per ripartire e tornare a dire la propria nella lotta al titolo.

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